
Avete mai sentito parlare del cosiddetto “boccone del prete”?
Io sinceramente non l’avevo mai sentito prima di qualche giorno fa, mentre mangiavo un bel pollo arrosto con la mia famiglia e mia madre ha tirato fuori questa espressione.
Per questo motivo sono subito andata a documentarmi visto che mi sono chiesta perché una parte del pollo è chiamata così!
Ecco i risultati della mia ricerca.
L’espressione “boccone del prete” non è utilizzata solo quando si mangia un bel pollo arrosto ma indica un qualcosa di particolarmente gustoso e prelibato.
Questo bizzarro modo di dire risalirebbe al Medioevo quando certe squisitezze potevano allietare solo la mensa del clero e dell’aristocrazia, anche per via della legge che imponeva ai contadini di donare al signorotto locale i più buoni frutti della terra ed i migliori capi di bestiame.
Per reazione e questa forma di imposizione, l’espressione “boccone del prete” venne anche utilizzata per indicare il sottocoda del pollo.
Insomma, avete capito… il sedere! Che tuttavia, a parere di molti, sarebbe sul serio la parte migliore del pollo.
In cucina, poi, i cuochi designano con l’espressione “boccone del prete”, le guanciale del pesce, cioè le “guance” del pesce, una piccolissima ma squisita porzione di carne situata in prossimità degli occhi dell’animale.
Ecco svelato il mistero!




Sono di Parma. Confermo quanto sopra scritto circa il boccone del prete riferito al sedere, sia del pollo ma, sopratutto della gallina. Ho 65 anni e da sempre ricordo
questa espressione.
sono d’accordo solo in parte, boccone del prete è oggi sinonimo della parte migliore, ma il portacoda della gallina non è una prelibatezza come si crede, provate a mangiarlo, più plausibile quindi che il movimento del portacoda sia stato paragonato alla “chiacchiera” del prete con la bocca sempre in movimento: anche per mangiare, naturalmente.
Sono d’accordo solo in parte anche io circa l’”etimologia” avanzata per quest’espressione. Io credo piuttosto che la vera origine possa essere correlata all’etimologia dell’Osso Sacro del corpo umano: il nome di questa parte del corpo umano deriverebbe infatti dal fatto che, nell’antichità, durante i sacrifici umani alla divinità venisse offerta proprio questa parte del corpo umano. Quindi per analogia penso – credo a ragione – che l’espressione “boccone del prete”, in riferimento alla parte del pollo o della gallina che corrisponde proprio all’osso sacro del corpo umano, sia proprio da derivarsi a quella diffusa tradizione sacrificale. E, col tempo, al mutare delle tradizioni religiose venne chiamata così una parte (la più prelibata? è così a detta di alcuni ma io lascio a voi il piacere di provarlo…) che veniva offerta al clero rappresentante in terra della divinità.
Se avete altre notizie in merito il confronto sarà gradito.
E’ pure una metafora… per atti omosessuali…
Sono daccordo con Minnie,
i preti nei seminari (forse) erano costretti all’omosessualità, per questo …qalcuno dice che il boccone del prete è l’ano.
non solo omosessuale, se pensate alla presunta usanza dei preti di “preferire” nelle loro tresche con le devote frequentatrici della chiesa, un certo tipo di rapporto sessuale che elimina il rischio di trovarsi marmocchi in giro….