
“I cinquant’anni sono come l’ultima ora del pomeriggio, quando il sole tramontato ci dispone spontaneamente alla riflessione.
Nel mio caso, tuttavia, il crepuscolo mi induce al peccato.
Forse per questo, arrivata alla cinquantina, medito sul mio rapporto con il cibo e l’erotismo, le debolezze della carne, che più mi tentano, anche se, a ben guardare, non sono quelle che più ho praticato.”
Ed è proprio alla soglia dei fatidici “cinquant’anni” che la scrittrice Cilena più famosa al mondo, Isabelle Allende, decide di denudarsi e raccontare la sua esperienza di donna sessualmente matura che vive ed ha vissuto l’amore, l’eros e la passione in un connubio ideale con il cibo, mistico afrodisiaco e piacere carnale quasi quanto il sesso.
La scrittrice si lancia così in un frizzante ed eclettico viaggio nel mondo della cucina dimostrando che l’erotismo ed il cibo non possono essere separati perché elementi complementari dello stesso piacere capaci entrambi di offrire estasi ed eccitazione.
Il titolo stesso del libro sembra voler ammaliare con un riferimento alla divinità greca dell’amore sensuale, Venere, e con la promessa, mantenuta senza riserve, di una raccolta di ricette piccanti, afrodisiache che
Da questa premessa parte un viaggio nei sapori, nel gusto e nei sensi, che tocca vari punti del mondo ed epoche storiche, in un susseguirsi di racconti, aneddoti e ricette.
In quello che è uno dei passaggi più significativi dell’intero libro, Isabelle fa notare, attraverso la sua esperienza più diretta, come nella maggior parte dei casi ci si ricordi di una persona grazie al suo odore e di quanto sia facile accostarlo al profumo di un cibo particolare a seconda delle sensazioni che ha trasmesso e dell’intensità dei momenti trascorsi insieme.
“… Gli uomini che sono passati dalla mia vita li ricordo cosi, alcuni per la qualità della loro pelle, altri per il sapore dei loro
baci, l’odore dei loro indumenti o il tono dei loro sussurri, e quasi tutti sono associati ad un alimento particolare. Il piacere carnale più intenso, goduto senza fretta in un letto disordinato e clandestino, combinazione perfetta di carezze, risate e giochi della mente, sa di baguette, prosciutto, formaggio francese e vino del Reno. Non posso separare l’erotismo dal cibo, e non vedo nessun buon motivo per farlo…”.
Infine, citazioni tratte dalla tradizione filosofico-letteraria indiana, giapponese o biblica e ricordi familiari si intervallano e creano un armonico intreccio estremamente accattivante.
“Mi pento delle diete, dei piatti prelibati rifiutati per vanità, come mi rammarico di tutte le occasioni di fare l’amore che ho lasciato correre per occuparmi di lavoro in sospeso o per virtù puritana.”




per chi è interessato, segnalo un interessante spettacolo presentato da “Assemblea teatro” di Torino a Torino stessa e varie località del Piemonte.
Io l’ho visto e mi è piaciuto molto.