Seitan

luglio 15, 2011 in Base, Secondi, Vegetariano

 

Questo post lo dedico alla mia sorellina, la seconda, che da qualche mese ha fatto una scelta di vita decidendo di diventare vegetariana, e che, a parte alcune ricadute nel cioccolato, si sta buttando sempre più verso il vegan. Per chi non lo sapesse, i vegetariani sono coloro i quali decidono di eliminare qualsiasi tipo di carne (e pesce ovviamente) dalla loro dieta, integrando le proteine con vari tipi di verdura, mentre i vegani sono quelli che eliminano dalla dieta anche tutti i derivati dagli animali (uova, burro, latte, etc.. quindi anche cioccolato, panna, e via dicendo).

Ebbene, la mia sorellina ha iniziato a sperimentare un sacco di ricette nuove, sia vegetariane che vegane, e a proporle in famiglia, alcune con grande successo, altre…beh, con meno successo.

Oggi vi propongo una delle sperimentazioni che, almeno dal mio punto di vista di semi-carnivora, è più particolare: il seitan. Il seitan è un alimento altamente proteico (quindi un sostituto ideale della carne) ricavato dal glutine del grano tenero o di altri cereali (cioè si può fare anche con la farina di Kamut o farro). E’ una preparazione incredibilmente versatile che può essere consumata in vari modi, anche perchè essendo di base insapore, prende il gusto del brodo in cui viene cotto e, successivamente, della preparazione che gli facciamo.

Ma andiamo con ordine: oggi voglio mostrarvi come Rachi ha fatto il suo seitan-base, poi in futuro metterò anche qualche ricetta di come si può utilizzare.

Ingredienti:

1 kg di farina 00
un cucchiaio di sale
acqua

Procedimento:

1. Impastate il tutto come quando si fa il pane, ovvero con abbastanza acqua da formare una palla morbida, e mettete in frigo a riposare per circa un’ora.

2. Preparate 2 bacinelle piene di acqua, una deve contenere acqua fredda, l’altra calda.

3. Prendete la palla di pasta dal frigo e iniziate a lavorarla con le mani prima nella bacinella di acqua calda, poi in quella fredda, fino a che il volume della stessa non si sarà ridotto di 2 terzi circa. E’ in questa fase che la farina perde l’amido, che viene “lavato via” dall’acqua, e rimane solo la sua parte proteica.

4. Dovreste ottenere qualcosa di simile:

5. Mettetelo su uno strofinaccio pulito (e possibilmente non lavato con ammorbidente) e dategli la forma di un salame, legando le estremità con dello spago da cucina:

6. Mettetelo a cuocere in abbondante acqua per circa 40 minuti. Solitamente in questa fase il prodotto del nostro lavoro viene cotto in un brodo fatto di acqua, salsa di soja, alloro o varie spezie/insaporitori di nostro gusto (anche senza avvolgerlo nel canovaccio), ma siccome a noi serviva farlo a fette l’abbiamo fatto così. Ecco il risultato finale:

Lasciatelo raffreddare. Ora siete pronti per cucinarlo come più preferite, Rachi ad esempio l’ha fatto alla pizzaiola, tagliandolo a fette e cuocendolo col pomodoro, ma è davvero versatile e potete dare libero sfogo alla fantasia!