Olio alla lavanda, ricetta cosmesi fai-da-te

Olio alla lavanda

Fornelli spenti per quasi tutto il mese di agosto, complici il caldo delle prime settimane del mese e le vacanze, il blog si è preso qualche giorno di riposo ed io con lui.

Durante questo periodo di relax mi sono, tra le altre cose, dedicata a preparare quelli che amo definire “intrugli erboristici” da utilizzare come cosmetici naturali. Ebbene sì, la cucina è il luogo d’elezione anche per realizzare ottime ricette cosmetiche che nulla hanno da invidiare alle creme di bellezza più blasonate, anzi…

Ho pensato di proporne una semplice semplice sul blog, in fondo sempre di ricette si tratta!

Eccovi quindi come preparare un prezioso olio alla lavanda, un’erba aromatica dalle moltissime proprietà. Questo fiore, in aromaterapia, è considerato una vera e propria panacea.

Protagonista delle fioriture estive, la lavanda prende il suo nome dal gerundio latino lavandus parola che rimanda a termini legati al lavare, alla biancheria. Essa, infatti, veniva tradizionalmente usata per profumare liscive e bagni.

Molto probabilmente il suo aroma vi ricorderà le nonne che saggiamente utilizzavano i fiori secchi, oltre che per tenere lontano insetti e tarme, come profuma-biancheria.

Se vi cospargerete il corpo con questo olio prima di andare a dormire, i vostri sonni saranno più sereni e rilassati!

L’utilizzo elettivo di questa pianta dal profumo fresco, floreale e balsamico riguarda proprio la tranquillità e la calma dal momento che è ampiamente riconosciuto il suo effetto sul sistema nervoso per vincere gli stati d’ansia ed irritabilità.

E’, quindi, davvero un peccato lasciar sfiorire la lavanda senza coglierne le sue molteplici e preziose virtù.

Se avete la fortuna di possedere un piccolo orto o un giardino, coltivatela biologicamente e recidetela alla base prima che la fioritura sia completata. Fresca o essiccata potrà essere utilizzata per realizzare un  oleolito, ovvero il macerato della pianta in olio vegetale.

Potrete utilizzare questo  prezioso olio per massaggiarvi e prendervi cura della vostra pelle con un prodotto  naturale che potrà sostituire la tradizionale crema dopo bagno. Provatelo sulla pelle umida, vi conquisterà!

Olio alla lavanda

 Olio alla lavanda, ricetta cosmesi fai-da-te

Ingredienti per 200 ml di oleolito

  • olio di mandorle dolci, 200 ml
  • fiori di lavanda essiccati, 10 gr oppure fiori freschi, 20 gr.

Attrezzatura

  • Vaso di vetro
  • Mortaio o pestello
  • Garze sterili
  • Elastico o raffia
  • Filtri da caffè in carta
  • Imbuto
  • Flaconcino di vetro scuro

Preparazione

Acquistate dell’olio di mandorle dolci in erboristeria o in un negozio di prodotti naturali e versatelo  in un vaso di vetro.

In un mortaio o con un pestello, pestate leggermente i fiori di lavanda in modo da facilitare la fuoriuscita dell’olio essenziale, quindi, immergete i fiori nell’ olio e mescolate accuratamente per far sì che questi risultino completamente coperti.

Proteggete la bocca del vaso con una garza che fisserete con un elastico o con un filo di raffia. Non chiudete il vaso con il coperchio!

Lasciate riposare al sole per almeno 3 settimane facendo attenzione che nell’olio non entri acqua poichè lo danneggerebbe.

Trascorso questo periodo di tempo, filtrate l’olio con l’aiuto di un filtro da caffè in carta. Premete bene sui fiori di lavada per estrarre la maggior quantità possibile di principio attivo.

Conservate l’olio di lavanda in bottigliette di vetro scuro; la durata è di diversi mesi, fino ad un anno.

Olio alla lavanda

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18 comments

    • Silvia -In Cucina con il Naturopata says:

      Ciao Marika! Provalo, non ne potrai più fare a meno, io adoro questo olietto, è la mia coccola dopo bagno. Ho visto il tuo blog e sono rimasta rapita!!!

    • Silvia -In Cucina con il Naturopata says:

      Ciao Anna, sì l’alternativa c’è, è l’estrazione a caldo!Ovvero metti il vasetto con l’erba a bagnomaria e poi sul fornello e cuoci lentissimamente dalle 2 alle 3 ore. Tra il pentolino e il vaso di vetro devi mettere uno spessore tipo un panno o una vecchia presina e fare attenzione a che l’olio non arrivi mai al bollore e che l’acqua non entri accidentalmente nell’olio. Trascorso il tempo fai raffreddare e filtra come nell’altro caso. Il metodo a caldo è più veloce, ma con la digestione solare si mantengono meglio le proprietà di oli ed erbe. Purtroppo, nei periodi piovosi e bigi come questo, non c’è grande scelta 🙁

  1. Paola says:

    Salve, ho acquistato pochi giorni fa un corso ben fatto. E’ pieno di ricette (370 credo), tutte naturali e facilissime da fare. C’è un ebook di teoria che spiega come capire l’Inci. Le caratteristiche di tutti gli oli vegetali e gli oli essenziali, la spiegazione passo passo di come fare il sapone in casa, e la spiegazione del significato delle rughe e del cambiamento di colore delle unghie. Lo trovo fantastico e economico, credo intorno ai 19 euro (se non lo hanno aumentato).

    • Silvia -In Cucina con il Naturopata says:

      Ottimo Paola! Continua a seguirmi, prossimamente proporrò nuove ricette di cosmesi naturale, anch’io sono una grande appassionata. A presto 🙂

  2. laura says:

    Ciao a tutte.avrei una domanda;per fare l’oleolito alla lavanda devo necessariamente usare l’olio di mandorle?potrei usare l’olio di riso o di oliva?grazie mille.laura.

    • Silvia says:

      Ciao Laura,puoi utilizzare anche altri oli. In particolare ti suggerisco l’olio di riso che, pur essendo un olio di qualità è molto più economico del mandorle, ma ideale per questo utilizzo poichè è leggero e inodore. Anche l’olio di oliva può essere usato, tuttavia è piuttosto pesante e corposo e quindi potrebbe risultare fastidioso da stendere sul corpo. Dipende dall’utilizzo che intendi fare dell’oleolito.

  3. Angela says:

    Ciao Silvia!
    Sto provando a fare il macerato di lavanda usando l’olio di oliva (come ho letto nella risposta che hai dato a Laura dove dicevi che si poteva usare anche questo tipo di olio sebbene fosse meno indicato rispetto a quello di mandorle).
    Ho seguito le indicazioni e lo sto facendo riposare al sole (che in questi giorni è davvero bollente!).
    Ma ho un dubbio….. Se annuso ora il preparato non sa molto di fiore di lavanda. E’ un odore più di erba, di clorofilla per intenderci più che di fiore. E’ normale?

    Grazie, ciao!

    • Silvia says:

      Ciao Angela, dipende molto dal tipo di lavanda che hai utilizzato. Esistono molte specie di lavanda differenti, alcune più floreali, altre più erbacee, le caratteristiche possono variare anche in base alla provenienza e all’annata (un po’ come per il vino), questo è il bello dei prodotti naturali ;-). Al di là del profumo, i principi attivi saranno presenti nell’oleolito che stai macerando. Se proprio la profumazione dovesse risultarti non gradevole, puoi correggerla con qualche goccia di olio essenziale naturale da acquistare in erboristeria.

    • Silvia says:

      Benissimo Julia! E’ venuto bene? Potrai usarlo anche come olio dopo sole, visto il periodo. La lavanda ha ottime proprietà lenitive in caso in cui si esageri con il sole e in generale in caso di scottature

  4. cristina says:

    Sarebbe possibile farlo ora, magari no al sole, ma un’altra
    fonte di calore.Grazie,
    Ho anche un altra domanda da fare riguarda il lievito madre. Partendo da un lievito di birra si può arrivare a
    un lievito naturale, madre. Mi spiego meglio, mi è rimasta della pasta con lievito di birra, ho rimpastato più volte, e
    la pasta è lievitata, questo procedimento l’ho fatto varie volte, alla fine ho ottenuto lievito madre , oppure no?
    Grazie

    • Silvia says:

      Ciao Cristina,
      sì puoi fare l’oleolito di lavanda con il metodo a caldo. E’ molto più veloce, ma per evitare di perdere le preziosi proprietà dell’olio, tieni sempre la fiamma bassa.
      Ecco come procedere.
      Metti in un vasetto di vetro la lavanda essiccata a bagno nell’olio, copri con una garza e ferma la garza con un elastico o un filo di rafia.
      Riempi d’acqua un pentolino dai bordi bassi, metti sul fondo una vecchia presina o un vecchio canovaccio e immergi il vaso con olio e lavanda nell’acqua. ATTENZIONE: l’acqua non deve mai entrare nel vaso o venire in contatto con l’olio altrimenti butti tutto. Metti il pentolino sul fuoco a fiamma medio bassa e fai cuocere per 2-3 ore sempre verificando che l’acqua non entri nel vaso (tieni il livello dell’acqua un bel po’ più basso rispetto al bordo del vaso per non correre rischi). Spero sia tutto chiaro.
      Lievito Madre: non sono una grande esperta di panificazione, ma di solito il lievito madre si fa con farina e una base acida e zuccherina tipo yogurt o miele. Nel tuo caso ho la sensazione che tu abbia ottenuto quello che tecnicamente si chiama biga o poolish (differiscono per tipo di idratazione dell’impasto). Entrambi funzionano molto bene negli impasti per la panificazione. Io di solito utilizzo il poolish con risultati ottimi. Lo preparo però al momento non so quindi consigliarti come conservarlo. Spero di aver risposto alle tue domande. Torna a trovarmi! Grazie e ciao . Silvia

  5. Elena says:

    Ciao! Amo la lavanda e stavo pensando di seguire questa ricetta, ho solo un dubbio: molte ricette online danno almeno 250 gr di fiori come quantità utile per la produzione dell’olio essenziale, da qualche parte si dice addirittura che servirebbero quantità ancora maggiori… dieci grammi sono davvero sufficienti? Grazie mille 🙂

    • Silvia says:

      Ciao Elena,
      quello che vedi nella mia ricetta, non è un olio essenziale, ma un oleolito il che è profondamente diverso. Un olio essenziale è un estratto in corrente di vapore (nel caso della lavanda)dell’olio appunto contenuto nelle parti della pianta. E’ estremamente concentrato e quasi mai può essere usato puro sulla pelle, ovviamente in questo caso sono necessari quantitativi molto superiori di erba. Il processo di estrazione può essere fatto in maniera casalinga solo se si dispone di un alambicco, in alternativa puoi acquistarlo già pronto in erboristeria. L’oleolito (quello che propongo io nella ricetta) è un macerato della pianta in olio, l’olio essenziale presente nella pianta viene ceduto all’olio vettore in cui viene immersa la droga e, come potrai facilmente immaginare, il risultato è molto più diluito, ma il vantaggio è che il prodotto che si ottiene è delicatamente profumato e può essere utilizzato direttamente sulla pelle come dopo bagno, come olio da massaggio, ma anche come olio lenitivo per pelli screpolate e arrossate. Spero di averti chiarito i dubbi. Se hai bisogno di altre info scrivimi pure, sarà un piacere risponderti. Un abbraccio. 😉 Silvia

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