Jota triestina a modo mio

Jota Triestina, un piatto caldo della tradizione triestina fatto con ingredienti poveri ma nutrienti.

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Oggi si celebra la Giornata Nazionale della Jota, evento promosso da Aifb. L’ambasciatore di oggi è Marco Fumenti.

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Non si smette mai d’imparare né di scoprire. Grazie ad Aifb ho conosciuto un nuovo piatto che forse non avrei mai potuto provare! Oggi vi presento la Jota triestina. Una zuppa che serviva a sfamare le persone che rientravano da ore e ore di duro lavoro a temperature rigide.

Una vera e propria origine non c’è l’ha…come in tutti i piatti di famiglia, ognuno aveva la sua ricetta ed era sempre la migliore. Si concorda sul fatto che sia d’origine balcanica ma che questi aggiungessero parti del maiale per renderla anche più gustosa! Attenzione a non confonderla con la brovada friulana. Tra queste due preparazioni ci sono di certo delle assonanze ma si distinguono perché nella ricetta friulana è presente il cotechino, muset in dialetto, al posto dei crauti!

Da buon amante delle zuppe, quest’anno ho iniziato a sperimentare e non posso che continuare. Il calore che emanano, riscaldando ogni parte del tuo corpo, è impagabile! Sostanziose al punto giusto, io le condisco sempre con un buon filo d’olio a crudo e del pane nero tostato.

La ricetta che vi lascio è personale e riadatta secondo i miei personali gusti.

JOTA TRIESTINA

Ingredienti (per 4 persone):

  • 200 g di fagioli (io borlotti)
  • 2 patate medie
  • 300 g di verza
  • 1 cucchiaio di aceto di vino bianco
  • 2 foglie di alloro
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 1 cucchiaino di semi di cumino
  • sale
  • pepe

Preparazione:

  1. Mettere in ammollo i fagioli per una notte intera. Cercate comunque di far passare 12 ore. La mattina seguente, fateli bollire con l’alloro circa un’ora e trenta e gli ultimi 20 minuti unire le patate sbucciate e tagliate a dadini. Scolare e con il frullatore ad immersione ridurre in crema la metà circa di fagioli e patate.
  2. In una padella a parte far rosolare lo spicchio d’aglio in camicia con l’olio. Quando è leggermente scuro, toglierlo e aggiungere la verza tagliata a striscione fini. Saltare due minuti in padella e coprire con acqua. Mettere il coperchio e cuocere fino a quando non saranno del tutto morbidi. Togliere il coperchio e far evaporare l’acqua rimanente. Aggiungere l’aceto di vino e girare. I crauti sono pronti.
  3. Ora prendete un capiente pentola e versare dentro i fagioli con le patate, sia la parte intera che quella ridotta in crema, i crauti e aggiustare di sale e pepe. Aggiungere un po’ di acqua, i semi di cumino e cuocere a fuoco basso coperto per due o tre ore.
  4. Servire la jota triestina con un giro d’olio e del pane nero tostato.

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13 commenti su “Jota triestina a modo mio

  1. Marianna il said:

    Complimenti per la tua Jota Triestina… devo provarla assolutamente. Grazie, Marianna.

  2. Mi dispiace io contesto nel fatto che avresti dovuto scrivere Jota Triestina alla mia maniera perchè la Jota Triestina non usa le verze ma il cavolo capuccio semmai che non è la verza e che viene cotto e preparato con il vino e reso acido. La Jota è una minestra acida.
    Almeno potevi usare il cavolo capuccio.
    Non contesto il tuo piatto che è senz’altro buono ma il titolo chi non la conosce la prende per triestina ed io sono triestina ho 72 anni e quindi posso contestare. La Jota Friulana invece
    si usa la brovada che sono le rape acide e non si farebbe mai con le rape fresche.
    Buona serata.
    Edvige
    http://mementosolonico.blogspot.it/2012/03/la-jota-e-una-minestra-molto.html
    http://lasagnapazza.blogspot.it/2016/01/la-jota-triestina.html
    PS. Mi rendo conto che il commento possa non essere apprezzato anche se non contesta il piatto di per se ma il titolo ma puoi sempre levare il commento.

    • Enrica il said:

      I commenti costruttivi sono sempre ben accetti e grazie per le dritte! Ma vorrei solo dire una cosa…sulla ricetta c’è scritto:”La ricetta che vi lascio è personale e riadatta secondo i miei personali gusti. Gli ingredienti base sono comunque tutti presenti: crauti, patate, fagioli, alloro e cumino.”

      Io ho cercato di farla piu simile all’originale ma non ho mai detto che lo fosse! Se la gente leggesse la mia introduzione saprebbe che non è l’originale!
      Grazie per il commento se costruttivo!

      • Negli ingredienti leggo “verza” e non “crauti” quindi non ci sono tutti e l’immagine è di una verza non di un cavolo capuccio. Giusto per dire che ho letto. Buona fine settimana.

        • Enrica il said:

          Sono d’accordo! I veri crauti si fanno con il cavolo cappuccio, ma io preferisco farli con le verze visto che le differenze tra le due verdure sono minime e la verza ha un sapore più delicato. Con ciò, ribadisco il fatto che è una ricetta personale! Buon fine settimana.

      • claudio pipan il said:

        Se si parla di Jota Triestina deve essere fatta come si deve. Se si fanno varianti personali bisogna chiamarle in altro modo.
        La verza non c’entra nulla con la Jota, che se proprio vorremmo semplificarla si può dire che altro non è che una minestra di fagioli alla quale si aggiungono i crauti acidi cotti e consumati in tegame precedentemente.

  3. ariella il said:

    non è la ricetta della jota triestina. Nella jota triestina non ci sono le verze ma i crauti che sono i cappucci acidi. Inoltre si fanno prima i crauti in “tecia” e una parte di questi sono messi assieme ai fagioli e alle patate. E poi non si usa il frullatore a immersione per addensare la minestra ma si fa un soffritto.

    • Enrica il said:

      Lo so! Ma c’è scritto che una mia rivisitazione!
      Grazie per gli appunti comunque! 🙂

I commenti sono chiusi.