Pesto alla salvia

La mia piantina di salvia in questi giorni è davvero rigogliosa…forse troppo.. quindi avevo bisogno di trovare delle ricette per poter usare quelle belle foglioline e non sprecarle, così ecco qui il pesto alla salvia. Nonostante il lievissimo retrogusto amarognolo, è molto, ma molto buono. Se vi trovate con della salvia in esubero (o anche non in esubero).. provatelo, perché non ve ne pentirete!

pesto alla salvia
pesto alla salvia

Ingredienti:

  • (ricetta per 600 gr di pasta)
  • 90 fogli di salvia fresca lavata e asciugata
  • Olio extravergine di oliva meno di 1/2 bicchiere di olio (classico bicchiere da acqua)
  • 2 spicchi d’aglio (regolatevi con 1 spicchio ogni 30 foglie di salvia)
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • 6 cucchiai di Parmigiano Reggiano
  • 1cucchiaio di Pecorino
  • sale grosso(poco in quanto già i formaggi daranno un sapore importante)

 

Procedimento:

  1. Dividete in due gli spicchi d’aglio e toglietegli l’anima (l’anima è la parte centrale ed è facile da togliere con un coltello) e mettetelo nel tritatutto insieme al sale quindi tritate aggiungendo poco alla volta le foglioline di salvia quando le avrete tritate tutte aggiungere i pinoli e continuare a tritare.
  2. Adesso aggiungete i formaggi tritate e infine versate l’olio a filo tritando ancora una volta per amalgamare il tutto.

Ora che il pesto è pronto potete usarlo per condire la pasta una volta scolata. Se volete conservarlo potrete conservarlo in un barattolo per 2 o 3 giorni e riporlo in frigo.

pasta con pesto alla salvia
pasta con pesto alla salvia

Pubblicato da ilmandorloinfioreblog

Mi chiamo Valentina Modica. Sono nata a Palermo il 22 maggio 1984 ma vivo a Milano da sei anni. Ho sempre amato l’arte e per questo ho deciso di diplomarmi al liceo artistico e successivamente di addentrarmi nel mondo della grafica pubblicitaria e della grafica web. Al termine degli studi ho intrapreso vari lavori, nei settori più disparati e distanti dalla mia formazione. Col tempo una mia grande e viscerale passione, ha cominciato a farsi spazio nella mia vita: la cucina. Da piccola cucinavo spesso con mia madre e guardavo incantata mia zia preparare moltissime leccornie nel suo ristorante. Della cucina della nonna ho, invece, sempre amato i profumi e i sapori della tradizione. Non so cosa, della cucina, mi attira e coinvolge tanto: forse il conforto quasi consolatorio che offre il profumo di una torta, forse, invece, la sensazione di benessere che si prova nell’offrire qualcosa di preparato con le proprio mani, forse ancora quell’atmosfera magica e misteriosa che fa sì che pesando, dosando, mescolando semplici ingredienti si potesse creare dolci o pani sontuosi, ma più probabilmente è la gestualità, paziente o decisa, a seconda delle circostante, che mi ha attirato. Amo il girare lento e ipnotico del cucchiaio di legno nella ciotola fino a quando burro e zucchero prendono consistenza amalgamandosi completamente; Amo misurare con il mestolo piccole porzioni di impasto da versarlo nelle cocotte. Amo vedere la pasta che abbraccia il suo condimento. Amo il lento sobbollire del sugo nella pentola di terracotta. Amo l’attesa trepidante dello sfornare un souffle. Da circa dieci anni ho un quaderno di ricette scritte a mano che comprendono molte mie ricette e altre ricette trascritte dal ricettario di mia madre. Un giorno ho deciso di copiate tutto al pc, da qui è nata l’idea del blog per condividere con altre persone le mie esperienze di cucina. Quando una notte di Luglio ho creato, quasi per gioco, "Mandorlo In Fiore Blog” non pensavo che avrei conosciuto così tante persone con cui confrontarmi e da cui imparare. La cucina è anche e soprattutto questo: convivialità, insegnamento e soprattutto, apprendimento e apertura nei confronti di culture e tradizioni diverse.

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