Il pane senza glutine

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Per avere del pane fresco tutti i giorni la soluzione migliore è farselo da sé (con la macchina per il pane oppure impastandolo a mano e cuocendolo in forno). In commercio ci sono vari tipi di farina per panificare, molti dei quali sono mix già pronti fatti con farine senza glutine (riso, mais, grano saraceno…).

Personalmente ho sperimentato diverse marche ma i risultati migliori li ho ottenuti, dopo vari tentativi, mescolando due o più mix di marche diverse. Per la lievitazione si può usare il lievito secco (ad esempio quello Schar, che si trova anche nella scatola della farina per il pane) oppure il comune lievito di birra fresco che, contrariamente al nome che suggerisce la presenza di glutine come nella birra, è invece gluten-free: con esso si preparano pagnotte ben lievitate come quella che vedete sopra e che potete preparare seguendo questa ricetta. Una vera svolta è stata però la scoperta del lievito madre o pasta madre: richiede un po’ di pazienza e dedizione, ma con esso si ottengono risultati eccellenti per tutti i tipi di pane e lievitati (come potete constatare voi stessi qui).

Pasta madre o lievito madre senza glutine il chicco di mais

Il problema delle farine senza glutine è che sono molto appiccicose e difficili da lavorare: succede spesso infatti che non si riesca ad ottenere un bell’impasto liscio come quello composto di farina di grano. Una delle alternative migliori è acquistare una macchina per il pane (io uso la Panasonic SD-255, che ha un programma specifico per il pane senza glutine) con cui è possibile ottenere un buon pane tipo quello in cassetta; altrimenti, volendo formare una pagnotta più simile al pane del fornaio, si può provare a impastarlo (a mano o sempre con la macchina del pane) e a cuocerlo nel forno di casa.

In alternativa sono disponibili un’infinità di pani confezionati, alcuni dei quali molto gradevoli sia come sapore che come consistenza. La Schar, ad esempio, marca che uso da anni, produce molti tipi di pane; tra quelli che preferisco perché più versatili, il Pan Carrè, perfetto per sandwich e tramezzini e il Pane Casareccio, che ha una mollica elastica ed è ideale, oltre che per crostini e bruschette, anche da utilizzare in tutte quelle preparazioni che prevedono il pane ammollato nel latte (ad esempio polpette, polpettoni e simili). Il difetto di questi pani è che, una volta aperte le confezioni, non si mantengono a lungo (difetto che è anche un pregio, poiché significa che non sono imbottiti di conservanti). Il consiglio è quello di conservarli in una busta di carta ben chiusa: in tal modo si indurirà un pochino ma non formerà muffa, e potrà comunque essere riscaldato al momento dell’uso.

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6 thoughts on “Il pane senza glutine

  1. Glutine libero il said:

    Bene, graie per tutte le delucidazioni.
    Io vorrei venire a conoscenza di come si rende il panetto da lievitare “unificato” non essendoci il legante “glutine”, con un addensante tipo gomma di guar, xantano etc…
    Grazie

  2. Marisa il said:

    Ciao, ho fatto diversi tentativi con farina della Shar e una volta con farina Biaglut, ma non sono rimasta granchè soddisfatta. Praticamente pur usando il programma senza glutine, i lati deventano abbastanza colorati, mentre
    da metà in su rimane bianco, secco all’esterno (che puo’ anche andare bene) mentre all’interno rimane molliccio
    e anche vuoto. Sicuramente sto sbagliando qualcosa, ma non so cosa. Mi farebbe molto piacere se qualcuno ha consiglio prezioso per aiutarmi. Ringrazio anticipatamente

    • ilchiccodimais il said:

      Parli di programma, quindi immagino che usi la macchina del pane. Il fatto di rimanere moilliccio purtroppo succede spesso, perché per quanto sia valida la mdp, gli impasti senza glutine sono ricchi di acqua e non riesce ad asciugarli bene anche all’interno. Quando la usavo per ovviare alla cosa, una volta sformato il pane, lo ripassavo nel forno bello caldo (220 gradi) per circa 15 minuti

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