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Van Gogh…racconti di campi di grano, mandorli in fiore e mangiatori di patate

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Quando preparate una torta o una pizza vi capita mai di pensare da dove provenga la farina che state utilizzando? Un campo di grano biondo e maturo, in una giornata assolata e calda, a cavallo tra giugno e luglio. La fatica e il sudore di chi lavora in campagna. La magia della natura che si ripete costantemente in un ciclo di vita e rinascita tra colori che mutano a seconda delle stagioni.

E così mi vengono in mente i suoi quadri, frutto di genio e follia ma anche di una sensibilità eccezionale. Quei campi di grano prendono vita, si muovono, le spighe ondeggiano al vento, le nuvole spinte nel cielo. Il tocco è inconfondibile, unico, quello di Van Gogh, che a me piace chiamare amichevolmente Vincent.

800px-Vincent_van_Gogh_(1853-1890)_-_Wheat_Field_with_Crows_(1890)

Da buona golosa amo il frutto del mandorlo, ma sono anche magneticamente attratta dalla sua fioritura, a cui, in primavera, ho la fortuna di poter assistere, vivendo non distante da campi coltivati con ulivi e mandorli. Aver visto dal vivo molte delle opere di Vincent mi ha emozionata profondamente. Nel museo a lui interamente dedicato ad Amsterdam, rimasi letteralmente incantata davanti a “Ramo di mandorlo fiorito” con quelle tonalità di azzurro intense e brillanti in contrasto con il soggetto del dipinto. Il bocciolo del fiore di mandorlo diviene metafora di una vita nuova pronta a schiudersi, infatti la tela fu il regalo che Vincent donò al fratello per la nascita di suo figlio.

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Van Gogh, olandese di nascita, in realtà nel cuore era un mediterraneo. Soffriva dei cieli plumbei della sua terra natale e il trasferimento in Provenza, che vanta campagne e paesaggi suggestivi e soleggiati, lo portò a realizzare dipinti  coloratissimi, vivaci  e piacevoli da guardare. Però durante la sua permanenza in Olanda dipinse un quadro che voglio ricordare, “I mangiatori di patate”, in cui i protagonisti sono i volti stanchi e spenti dei contadini in una stanza grigia che per campare erano costretti a mangiare patate. Le patate all’epoca erano il cibo dei poveri, soprattutto nella società rurale, e Vincent scelse di ritrarre questo particolare momento di intimità perché sosteneva che anche lui, come i contadini, soffriva ogni giorno per svolgere il proprio lavoro e malgrado i tanti sacrifici era costretto a vivere miseramente. Perciò mise in risalto il cosiddetto “cibo dei poveri”, come se un alimento fosse uno status di appartenenza, un simbolo per identificare un senso di ingiustizia e di sofferenza a cui sentiva di far parte.

Vincent_Van_Gogh_-_The_Potato_Eaters

Questo post è un mio piccolissimo omaggio ad un grande artista.

Ponte Langlois
Ad Arles (Provenza), assorta nell’ammirare il Ponte Langlois, ritratto in uno dei suoi dipinti.

Vi lascio con un brano, un po’ malinconico, ma molto bello dedicato a lui.

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Una risposta a “Van Gogh…racconti di campi di grano, mandorli in fiore e mangiatori di patate”

  1. Vincent van Gogh, e il suo genio visionario sono capaci di stupirci sempre di più. Grazie ai moderni device si può addirittura tentare di riprodurre le sue opere. Per esempio, la Notte Stellata, un suo capolavoro! (Per alcuni Il suo capolavoro.
    Riprodurla? Un sogno? Tutt’altro!
    Grazie all’app Dipingi Van Gogh potrai riprodurre passo per passo la Notte Stellata, anzi la tua Notte Stellata.
    Mettiti in gioco con colori e pennelli, davanti al tuo cavalletto e nel tuo atelier.
    In dieci semplici step, accompagnati da foto e video esplicativi, potrete pennellata dopo pennellata, far rivivere con le vostre mani tutta la magia del celebre dipinto di Vincent van Gogh
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