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Uovo barzotto, alla coque, sodo e poché

Uovo barzotto (1)

Cari lettori,

uovo barzotto, alla coque, sodo e poché: ne avrete sentito tutti parlare, ma non conoscete le sottili differenze che li contraddistinguono e avete paura di incappare in qualche errore grossolano? lnnanzi tutto date un’occhio ai tempi di cottura e scegliete solo uova freschissime e di prima qualità!

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1. Uovo alla coque

Si tratta di un uovo bollito in acqua già bollente per circa 3,5 minuti. L’albume si presenta leggermente rappreso e il tuorlo completamente liquido. Si serve come antipasto o a colazione nell’apposito portauovo, rompendo delicatamente la sommità del guscio con un coltello, e accompagnandolo con pane o crostini.

Uovo alla coque

2. Uovo barzotto

E’ un uovo bollito in acqua già bollente per 6 minuti: L’albume è completamente rappreso, mentre il tuorlo è ancora fondente. Grazie all’albume già rassodato, una volta raffreddato in acqua fredda, è possibile sgusciarlo con facilità. Potete servirlo con sale affumicato, pepe, un filo d’olio extra vergine e delle scaglie di grana, o ancora, impanarlo e friggerlo.

Uovo barzotto (2)

3. Uovo sodo

E’ un uovo bollito in acqua già bollente per 8-10 minuti. L’albume e il tuorlo sono completamente solidificati. Potete servirlo in vari modi, il più classico è con maionese e prezzemolo tritato, oppure con crema di tonno, cetriolini, carciofini sott’olio, salmone, mousse di prosciutto, insalata russa. Un segreto per sgusciarlo facilmente: immergetelo in acqua fredda e, una volta raffreddato, inseritelo in una tazza da colazione riempita per 1/3 di acqua fredda. Scuotete l’uovo contro le pareti della tazza, afferrandola dall’alto. Effettuate questa operazione in un lavandino, così eviterete di bagnarvi o allagare la cucina! In questo modo si creeranno, sulla superficie del guscio, delle microcrepe e il guscio verrà via in un baleno, lasciando la superficie dell’uovo liscia e senza imperfezioni. Provare per credere!

uovo sodo

4. Uovo in camicia e uovo poché

La cottura in camicia e quella poché sono molto simili, ma si differenziano per il fatto che la prima avviene a fuoco dolce e acceso, mentre la seconda avviene in acqua calda, ma a fuoco spento. Ottimo su fonduta, salsa alla senape, maionese, eccellente con il tartufo bianco d’Alba. Per non sbagliare, portate l’acqua a sfiorare un lieve fremito (non dovrà MAI bollire) e aggiungete ad essa un cucchiaio di aceto di vino bianco o di mele e un pizzico di sale. Con un cucchiaio, create un vortice di acqua e versatevi l’uovo precedentemente sgusciato in una tazza. Mantenete il vortice di acqua in movimento fino a che l’uovo non si sarà cotto (3-5 minuti) ma il tuorlo non sarà eccessivamente rappreso. Scolate infine con una schiumarola. Se la cottura è eseguita alla perfezione, l’albume avvolgerà completamente il tuorlo, nascondendolo. Il SEGRETO INFALLIBILE: per i meno esperti, una tecnica infallibile consiste nel foderare una ciotolina (andrà benissimo anche una tazza da the) con della pellicola per alimenti, romperci dentro un uovo e richiudere bene la pellicola praticando un nodo ben stretto. Cuocete i sacchettini ottenuti per 4-5 minuti immergendoli in acqua che sfiora il bollore e otterrete delle uova in camicia perfette!

uovo poché

uovo in camicia con fonduta al parmigiano e tartufo  (2)

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*gelso*

 

 

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