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Cheese 2015, il mio racconto

collage cheese

Cari lettori,

domenica 20 settembre, nell’ambito della manifestazione internazionale Cheese 2015 di Bra, ho presentato il mio ultimo libro, Tu di che taglio sei, edito da Araba Fenice e promosso da Terraviva Coalvi. Un libro che contiene ben 31 ricette con foto e divertenti vignette del celebre Danilo Paparelli. Si tratta di un piccolo manuale ideale da tenere sempre sotto mano, in cucina, e da consultare per ogni dubbio circa il giusto taglio di carne da richiedere al proprio macellaio di fiducia e le tecniche di cottura più adatte per ogni ricetta. Dalle polpette di bollito presentate in aperimeat insieme al bagnet verd piemontese, al pregiato filetto alla Wellington, per passare al brasato al Barolo ed arrivare a soluzioni più originali e veloci come le pizzette di carne da proporre anche ai vostri bambini. Piatti tradizionali e creativi eseguiti da una foodblogger, con gusto ed esigenze vicine alle famiglie. E’ seguita una degustazione di battuta al coltello di bovino di razza piemontese, manzo affumicato e salsiccia Val Maira, da gustare cruda, perché preparata quasi interamente con carne magra di bovino a cui è aggiunta una piccola percentuale di pancetta di maiale. Un ottimo Arneis a esaltare tutto il gusto della carne rossa che, in quanto cruda, non avrebbe giustificato l’abbinamento con un vino rosso.

Aperimeat foto (3)

brasato nuove bassa (2)

 

Filetto alla Wellington nuove (21)

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Con Danilo Paparelli. Sullo sfondo il grande Gualtiero Marchesi con il libro Tu di che taglio sei in mano.

libro Tudichetagliosei copertina

Oggi i Presìdi Slow Food nel mondo sono ben 450 e circa 50 di questi sono stati presenti a Cheese 2015 (la manifestazione termina oggi 21 settembre). Si tratta di produzioni lattiero-casearie provenienti sia dall’Italia che dal resto del mondo. Fra gli internazionali ho avuto modo di degustare il l cheddar artigianale del Somerset e l’oscypek polacco, il latte di cammello dei pastori karrayyu dall’Etiopia e lo sbrinz d’alpeggio svizzero; il cremosissimo e acidulo Skyr islandese, dal retrogusto amarognolo, da gustare con dello zucchero di canna, infine lo yogurt africano alla cenere, adoperata come conservante in assenza di frigoriferi. Tra i formaggi italiani, oltre i notissimi piemontesi, tra i quali ho scoperto il Gelso di latte di bufala, l’Ottavio alla birra scura e il gran Kinara con caglio vegetale, ho potuto assaggiare il caciocavallo podolico della Basilicata, il gorgonzola lombardo allo champagne, il pugliese pallone di Gravina e il puzzone di Moena dal Trentino. Una manifestazione organizzata nei minimi dettagli e che merita una visita di almeno due giorni.

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Degustazione di formaggi inglesi

Restiamo in attesa della prossima. nuova edizione di Cheese, arrivederci fra due anni!

*gelso*

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