Osei scapaa con polenta

In tutt’Italia sono diffuse ricette che prendono un po’ in giro cacciatori, o pescatori, o cercatori di prelibatezze varie, che.. alla fine non ci ritroviamo nel piatto, ma che vengono rimpiazzate da alternative, che fortunatamente sono in genere altrettanto gustose..

In Lombardia, gli “Osei scapaa” , a base di lonza, salsiccia e pancetta sostituiscono sulla mensa dei cacciatori e dei loro famigliari gli uccellini che sono..scappati.

In Toscana la scottiglia, uno spezzatino di carni varie e domestiche: pollo, coniglio, manzo, maiale, è un piatto tipico che rimpiazza le carni selvatiche con quelle allevate.

In Meridione, gli spaghetti alle vongole “fuite” dovrebbero consolare chi le vongole non è riuscito a procurarsele.

Se devo dire la verità, personalmente preferisco i bocconcini che presento qui oggi ai più tipici uccellini  della famosa “Polenta e osei”.

Ipocrisia, forse, visto che anche la “Polenta e osei scapaa” non è un piatto vegetariano..

Dopo la descrizione passo passo della ricetta, aggiungerò delle note, per spiegare alcune variazioni da me apportate al piatto. E.. buon appetito!

 

  • Preparazione: 15 Minuti
  • Cottura: 15 Minuti
  • Difficoltà: Bassa
  • Porzioni: 4 persone
  • Costo: Basso

Ingredienti

  • 500 g Lonza di maiale
  • 200 g Pancetta (tesa)
  • 200 g luganega o salsiccia di altro tipo
  • 1/2 bicchiere Vino rosso
  • 20 foglie Salvia
  • 2 cucchiai Burro o Margarina di alta qualità
  • 2-3 cucchiai Olio extravergine d'oliva
  • q.b. Sale e Pepe nero
  • 20-30 Stecchini di legno tipo stuzzicadenti

Preparazione

  1. Preparare gli ingredienti, porzionando la lonza , la salsiccia e la pancetta in modo da poter formare circa 20 fagottini, ognuno dei quali costituito da una fettina di lonza al cui interno si sistemerà un pezzo di salsiccia. La pancetta (40 pezzetti) sarà sistemata su ciascun lato del fagottino.

    Salare e pepare all’esterno le fettine di lonza, e alternare su uno stuzzicadenti ( di quelli piccoli, e non di tipo lungo, da spiedini) un pezzetto di pancetta, una fogliolina di salvia, la fettina di lonza ripiegata con la suo interno la salsiccia, di nuovo la salvia e la pancetta.

  2. Sistemare i falsi uccellini, in  unico strato, in una teglia nella quale si saranno fatti sciogliere il burro o la margarina, insieme a un po’ di olio d’oliva. Appena avranno preso colore, sfumare col vino rosso, e portare a cottura.

  3. Preparare una bella polenta, meglio se “taragna”, cioè di farina di mais bramata mista a un po’ di farina di grano saraceno; sistemarla nei piatti e mettere in ciascun piccolo nido di polenta gli “Osei scapaa” con il loro sughetto

Note

Il piatto prevedeva, in origine, una bella quantità di burro, e poi, alla fine, della panna fresca, per rendere  più ricco di sugo, perchè condisse ben bene la polenta. Così si cucinava a casa mia. O meglio, così cucinava mio padre, il lombardo DOC di famiglia.

Ma oggi la cucina si è modificata, per lo meno la mia: niente burro o panna, nei miei piatti, vuoi per le allergie di mio marito, che per seguire un’alimentazione più sana. Questo spiega anche l’uso della margarina, un grasso vegetale. Margarina che scelgo con cura, fra quelle di alta qualità, prive di grassi idrogenati, e di miglior sapore.  E se volete, potrete cucinare gli “Osei Scapaa” anche nella friggitrice ad aria, come faccio qualche volta anch’io. Questo metodo mi permette di aggiungere pochissimi grassi ( in tutto ho usato un cucchiaio di olio evo, giusto per ungere i falsi uccellini). E vi assicuro che il sugo era abbondante lo stesso, grazie all’uso delle salsicce, che non avevo sgrassato.

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