Taralli piemontesi

Chiaramente i miei taralli sono piemontesi in quanto fatti qua :)

Con questa ricetta partecipo al contesta di Melagranata per tradizione rivisitata!

La ricetta che vi propongo è una rivisitazione dei taralli classici. Ci ho aggiunto scorzette di limone e succo di limone.

Non avevo mai provato a farli i taralli, quindi nel frattempo che la pasta è lì che riposa, io scrivo… e nel caso vengano un fallimento totale, finiranno nella pagine dei fallimenti culinari!

Ecco… per ora la pasta sembra proprio quella dei taralli… e sono in procinto di fare gli anellini per poi buttarli in acqua bollente.

Ingredienti per un teglia di taralli:

  • 500g farina
  • 125ml olio evo
  • 1 cucchiaio abbondante semi di finocchio
  • scorza grattuggiata di un limone
  • succo di 1/2 limone
  •  1 cucchiaino di sale fino
  • 200ml vino bianco

In una ciotola capiente mettere la farina, i semi di finocchio, le scorzette di limone e il sale. Poi l’olio. Infine il vino bianco e il succo di limone.

Impastate per una decina di minuti finchè la pasta dei taralli sarà bella elastica.
Lasciate ora riposare la pasta per 30 minuti.

Adesso prendere un pezzo di pasta e fate dei rotolini sottili lunghi circa 7/8 cm. Poi chiudete le estremità. Finito di formare tutti i taralli mettere a bollire dell’acqua. Quando starà bollendo buttate 10-15 taralli dentro (a seconda di quanto vi saranno venuti grossi). Quando verranno a galla, con una schiumarola, prendeteli e adagiateli su un panno asciutto. Dopo una 30ina di secondi staccateli e adagiateli su una leccarda ricoperta di carta forno.

Scaldate il forno a 200° e quando sarà bello caldo, mettete la teglia e lasciatela per 30 minuti, tenendo però sempre d’occhio i taralli. Se vedete che scuriscono toglieteli subito. Vorrete mica mangiare dei taralli bruciati dopo tutto sto lavoro?

Les jeux sont faits.

Dimenticavo.. io ho usato i semi di finocchio, ma se volete potete mettere peperoncino o altri semini a vostra scelta. Il tocco di rivisitazione con il limone, quello non va toccato :)

Ecco il banner del contest:

 

 

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7 risposte a Taralli piemontesi

  1. I miei nonni erano pugliesi e sono cresciuta mangiando taralli a non finire! Che buoni! :)

  2. Buongiorno cara!!! Anche noi in puglia li facciamo molto simili :-) io li amo!!! Un abbraccio

  3. Patrizia scrive:

    Grazie Falentina! Che bella ricetta da portare ad un picnic! Grazie di aver partecipato al mio contest e in bocca al lupo!

  4. Ah, ecco, ora ho capito perché piemontesi… Lì per lì ho pensato “Ma che fanno i taralli anche in Piemonte??? Un lo sapevo…”, poi ho capito :) !Ecco perché i taralli son lucidini in superficie! Perché prima si bollono e poi si sassano al forno! Ma come sono buoniiii… Uno tira l’altro! Non ti fermeresti mai!

  5. Magari “passano”, non sassano… Un c’è da sassare nulla…