Hummus

Dopo questo effettivamente non sapevo cosa farmene dei ceci che avevo bollito. Ok, ne avevo mangiati un po’ in insalata, ma erano proprio tanti, e non sapevo come sistemarli. Finchè vagando su Labna c’era proprio scritto “non sapete più cosa fare coi ceci bolliti? qua la soluzione, l’hummus”.

In realtà manca un elemento fondamentale per l’hummus, che sarebbe la tahina. Non avendola ho preparato, secondo le indicazioni di Benedetta, questo è l’hummus di riciclo ceci.

Ingredienti:

  • ceci bolliti
  • aglio
  • limone
  • olio
  • acqua
  • sale
  • paprika

Frullare i ceci insieme a tutti gli altri ingredienti. Dosare gli ingredienti a occhio, primo perchè già nelle indicazioni di Benedetta non ci sono, secondo perchè bisogna assaggiarlo e vedere a proprio gusto. Aggiustare con sale e limone. Servire poi con un po’ di paprika o peperoncino in polvere.

Les jeux sont faits.

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Pasta per torte salate – base

Questa diventerà il mio cavallo di battaglia, e finalmente non dovrò più rinunciare a fare le torte salate perchè la preparazione della pasta è troppo lunga e io non ho voglia e non voglio comprare quelle già pronte perchè contengono cose che non mi piacciono. Ecco! L’ho rubata a lei, e vi consiglio veramente di provarla. Io l’ho provata ed è per-fet-ta. E’ buona, è veloce, è facile. Serve solo olio acqua lievito per torte salate e un mattarello! Ah, si, anche la farina!

Ingredienti per due fogli tondi per una tortiera da 28cm:

  • 250g di farina 0
  • 100ml acqua bollente
  • 100 ml di olio di oliva (Stefania usa quello di semi, io non l’avevo, ma è venuta lo stesso. Dovrei provare con quello di semi, solo che non lo uso mai)
  • un cucchiaino di sale
  • un cucchiaino di lievito per torte salate

Riporto le parole di Stefania:

Mettere la farina, il sale ed  il lievito in una ciotola, mescolandoli.
Unire tutto insieme l’olio e l’acqua ben calda, quindi girare tutto con una forchetta finchè i liquidi saranno assorbiti, quindi compattando con le mani l’impasto.
E’ questione di trenta secondi al massimo!
Non serve impastare, basta che il panetto sia omogeneo ed è fatta.

Provatela, e non ve ne pentirete, e soprattutto, non comprerete più nessuna base pronta per torte salate.

Io l’ho stesa col mattarello e con queste dosi ne ho ricavati due dischi tondi. L’ho poi farcita così: un pochino di passata di pomodoro, prosciutto cotto alle erbe, mozzarella, origano. Poi ho coperto con il secondo strato di pasta. E ho messo in forno caldo a 200° per 30/40 minuti. Negli ultimi 10/15 minuti di cottura ho abbassato a 170° perchè iniziava a scurirsi leggermente la superficie.

Les jeux sont faits.

ps. non ho fatto la foto alla torta salata finita, era troppo buona e me ne sono dimenticata. Cioè… ne ho avanzata solo un pezzo, ma la foto avrebbe fatto pena, e quindi ho preferito omettere!

torta salata, con il ripieno il secondo strato

 

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Pennette con gli agretti

Un primo geniale e buonissimo, che non ho nemmeno fatto in tempo a fotografare perchè la fame dei commensali era troppa (tra quei commensali c’ero anche io :) ).
Gli agretti non li avevo mai nè assaggiati nè comprati. Poi li ho visti, lì al mercato, così verdi, e mi sono detta “perchè non li proviamo?”. E cosi li ho presi, facendomi spiegare dal mio contadino di fiducia come li faceva lui, perchè si sa, i contadini la sanno lunga. Mi ha detto di pulirli, togliendo loro le radici violacee, lavarli bene e poi farli in padella, con un goccino di olio extravergine di oliva e aglio. Basta. E così ho fatto. E poi ho unito alle pennette, e il pepe è stato come il cacio sui maccheroni, per fare un paragone culinario.

pennette con agretti

Ingredienti per due:

  • 180g pennette (200 se affamati)
  • 100g agretti
  • olio evo, sale, pepe

Come ho già detto, pulire gli agretti, togliendo loro le radici violacee, lavarli per bene e poi farli andare in padella, con un goccino di olio extravergine di oliva e uno spicchio d’aglio. Quando le pennette saranno quasi cotte, mancherà appena un minuto, scolarle e versarle sopra gli agretti, e continuare a scaldare in padella per il restante tempo di cottura. Servire e spolverare con un bel po’ di pepe.

quel che ne rimane

Les jeux sont faits.

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Pane veloce ai semi di lino

Un pane da fare velocemente col lievito, quindi senza pasta madre per una volta, che ci vuole un sacco di tempo, e non tutti i weekend si può accudire un bambino come questo!

il pane

Ingredienti per una pagnottona enorme:

  • 500g farina 0
  • 380ml acqua tiepida
  • un po’ meno di un panetto di lievito
  • 1 cucchiaino di miele di castagno
  • 2 cucchiaini di sale
  • semi di lino per la superficie, semi di ciò che volete per l’interno

Sciogliere il lievito e il miele nell’acqua tiepida, poi aggiungere gradualmente alla farina, formando una palla abbastanza appiccicosa. Unire i semini che preferite e il sale. Coprire con un panno umido e lasciar lievitare al caldo (nel forno se fa freddo) per due ore. Dopo di che versare il pane su una teglia tonda coperta di carta forno e aggiungere i semi di lino sulla superficie. Mettere in forno a 200° per circa 30 minuti.

il panino

Les jeux sont faits.

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Aloo paratha

Un antipasto, uno stuzzichino, un qualcosa per accompagnare qualsiasi cosa vogliate, la definizione è difficile da trovare. Ma che sia una droga, su questo non ci piove. La ricetta l’ho presa da qua. Ho letto un po’ dalla mia fonte indiana per eccellenza e ho scoperto che questa è una deviazione della paratha tradizionale. Come ci insegna la maga delle spezie:

A parantha/paratha is an Indian unleavened flat-bread, and is mostly consumed in the northern regions of India. The word Paratha (Parantha in Punjab) is an amalgamation of the words parat = layers and atta= flour and which obviously combines to mean layers of cooked flour. Paranthas are consumed with meal on a daily basis, crisped and browned on the outside, while the inside would surprise you with almost transparent, paper thin and soft layers.

Paratha è l’unione di due parole che significano strati di farina. E’ un accompagnamento a ogni pasto, sono croccanti fuori e morbide dentro. Sembra quasi uno slogan pubblicitario. :)

Ingredienti per tanti dischi:

  • 400g farina
  • 80ml olio di oliva
  • mezzo cucchiaino di sale
  • acqua tiepida quanto basta
  • patate lesse sbucciate e tagliate a fettine
  • zenzero fresco
  • prezzemolo
  • sale per condire il ripieno

Unite l’olio e il sale alla farina e mescolate. Aggiungete gradualmente l’acqua fino ad ottenere una palla non troppo dura e non troppo soda. Avvolgete la palla ottenuta nella pellicola e lasciatela riposare un’oretta a temperatura ambiente, dopo di che: fate delle piccole palline e poi di ogni pallina con le mani formate dei salsicciotti lunghi, che poi dovrete arrotolare sulle dita formando delle sorte di serpenti arrotolati su sè stessi. Lasciate riposare un’altra mezz’oretta, e poi prendete le palline e con il mattarello appiattitele formando un disco (le mie pallette erano medio piccole e quindi non le ho tagliate in due come Stefania). Una volta stese su una metà mettere le patate bollite tagliate sottili sottili, un po’ di sale, zenzero grattuggiato e prezzemolo. Chiudete con l’altra metà e schiacciate con le mani, poi col mattarello lisciate ancora il tutto. Le parathe sono pronte per essere cotte. Su una padella unta mettete la parata e cuocetela a fuoco medio per qualche minuto. Poi prima di girarla, ungete la parte superiore. Girate, cuocete qualche altro minuto e poi passare alla successiva paratha.

la paratha

Les jeux sont faits.

 

 

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Pan d’arancia con farina integrale

Una ricetta facilissima, versatile, e soprattutto buona, se avete un’arancia che ne valga davvero la pena, di quelle totalmente naturali e di cui avete la certezza che non sia stata trattata con niente, solo accarezzata dal sole. Io ho preso spunto da qua, anzi, più che preso spunto, l’ho proprio replicata paru paru. Ho usato la farina integrale però, di cui vado matta. Uso praticamente solo più quella per fare tutto, dal pane alle torte.

Ingredienti per una tortiera:

  • 1 arancia (naturalmente come sapete…)
  • 3 uova
  • 300g farina integrale
  • 300g zucchero bianco
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 1/4 bicchiere di acqua
  • 1/4 bicchiere di olio di oliva

In un frullatore ho unito un’arancia rossa, tagliata a pezzi (compresa la buccia eh), le 3 uova, il latte, l’acqua e l’olio (nella ricetta originale c’era mezzo bicchiere di acqua e mezzo di olio, io ho dimezzato l’olio sostituendolo con l’acqua). Ho frullato il tutto, poi in una ciotola ho unito il composto con la farina, lo zucchero e il lievito. Con le fruste ho amalgamato il tutto. Poi ho infornato in forno bello caldo a 180° per 50 minuti (fino a quando la prova stecchino ha dato esito positivo).

ecco che si vede la farina integrale il pan d'arancio

Les jeux sont faits.

 

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Crema di asparagi

Quando ho letto la storia di questa zuppa di Ema, mi sono messa fragorosamente a ridere, perchè era la stessa mia storia! La prima volta che ho assaggiato una crema di asparagi era molto molto tempo fa, quando ero un po’ meno consapevole sul cibo, e provavo un po’ di tutto. Tra cui queste magiche zuppine di polverine che mescolate con l’acqua o col latte, non ricordo, producevano queste creme favolose. Favolose per modo di dire, ok :) .

Con questa ricetta partecipo all’MTC Redone.

Ingredienti per due persone:

  • 340g asparagi
  • 50g burro
  • 1 cipolla bianca (la mia era piccola piccola quindi l’ho usata intera, non seguendo perfettamente le indicazioni di Ema)
  • 1 cucchiaino di sale grosso
  • 3 cucchiai di maizena
  • 60ml brodo vegetale
  • 375ml latte intero
  • 1/2 cucchiaino di pepe bianco macinato
  • 1 cucchiaio di salsa di soia
  • 80ml panna fresca

Procedimento: (riporto lo stesso testo di Ema e metto in stampatello le mie note)

1. Tagliate ed buttate il fondo degli asparagi (io non ci ho pensato subito, ma vi consiglierei di metterle nel brodo vegetale che dovete fare!). [IO HO ESATTAMENTE FATTO COSì. HO USATO LE PUNTE PER IL BRODO, E DEVO DIRE CHE ERA UN BRODO VERAMENTE DI QUALITà]. Tagliate le punte e tenetele da parte. (non lo dice, ma io li ho tagliati a pezzi).

2. Scaldate li burro in una casseruola di medie dimensioni (direi che almeno 20 cm di diametro serve tutta, fate anche 24 cm!) su fuoco medio. Aggiungetevi gli asparagi, la cipolla (tritata finemente) e un cucchiaino di sale grosso. [VEDERE LA MIA NOTA SUL SALE PIU' SOTTO]. Cuocete per 10-12 minuti, mescolando frequentemente.

3. Una volta che le cipolle saranno traslucide, spolverate che con la farina (io con la maizena setacciata!). Fate cuocere a fuoco molto basso per 6-8 minuti.

4. Aggiungete lentamente il brodo vegetale (che avrete fatto prima del punto 1, aggiungo io!), mescolando continuamente, finché la zuppa non diventerà densa (avrà la consistenza di una besciamella con in mezzo gli asparagi). Lasciate raffreddare un po’. [A ME IL BRODO PAREVA VERAMENTE POCO, QUINDI NE HO AGGIUNTO UN ALTRO MESTOLO RISPETTO ALLE QUANTITà SOPRA INDICATE, MA PENSO POSSA ESSERE PIUTTOSTO INDIFFERENTE A SECONDA SE VOGLIATE UNA CREMA PIU' O MENO DENSA]

5. Aggiungete il latte. Usando un frullatore a immersione, frullate la zuppa rendendola una purea liscia.

6. Scaldate pian piano la zuppa, aggiungete l’aneto secco, il pepe bianco e la tamari sauce. Non fate bollire!

7. In una piccola ciotola, mischiate la panna con una tazza di zuppa. Fate attenzione a non aggiungere la zuppa troppo velocemente di modo da non formare grumi. Aggiungetela alla zuppa.

8. Quando la zuppa si scalda, cuocete le punte degli asparagi in acqua bollente fino a quando saranno teneri, ma ancora verdi. Aggiungete alla zuppa. [LE MIE SONO VENUTE UN POCHINO CROCCANTI]

Ora alcune mie note:

  1. innanzitutto cara Ema, ti ho scoperta quanto ti sei aggregata al gruppo MTC, e ogni volta leggo con tanti sorrisi i tuoi post, perchè i tuoi disegni sono bellissimi, e mi mettono addosso tanta gioia;
  2. up: come dice Ema, definisco i punti di forza. Dunque, la crema ha un sapore veramente buono, è saporita al punto giusto, la sua cremosità è perfetta… anche se, detto da una persona che ama gli asparagi alla follia, forse è un giudizio un po’ di parte.
  3. down: io ho ridotto le quantità della metà, quindi penso il risultato fosse lo stesso ottenuto da Ema. Il cucchiaino di sale grosso però per me era un goccino troppo, poichè si aggiunge anche la salsa di soia già di per sè piuttosto sapida. IO non ho salato il brodo. Avrei quindi ridotto di un “cicinin” (come dicono dalle mie parti) la quantità di sale. Altro down è la quantità di burro. Mi sembrava veramente eccessiva quindi non ne ho messo la quantità indicata sopra negli ingredienti (che ho voluto lasciare come quelli originali, anche se dimezzati) ma ne ho tolto un pezzetto.  Altro punto che potrebbe essere down: se al posto della panna di mettesse lo yogurt bianco? Questa potrebbe essere un’idea per alleggerirla.

Detto ciò, avevo già provato una ricetta di questo libro, che evidentemente mi piace molto… quindi per me è pienamento promosso :)

crema di asparagi

Les jeux sont faits.

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Hot cross buns di Sigrid

Questi hot cross sono uno spettacolo, sono morbidissimi, profumatissimi, ed eccezionalmente buoni. Ecco il procedimento. Ah dimenticavo: quelli di Sigrid sono qua.

Ingredienti per xxx hot cross buns: (dico xxx perchè non li ho contati… e non ricordo, ehm!)

  • 500g farina manitoba
  • 300ml latte intero
  • 75g fruttosio
  • 1 cucchiaino di sale
  • 50g burro
  • 1 uovo
  • 1/2 cubetto di lievito di birra
  • 50g arancia candita
  • 1 limone
  • 1 mela
  • 35g uvetta
  • 2 cucchiaini cannella
  • 3 cucchiai farina, 3 cucchiai sciroppo d’acero per dopo

In una ciotola mettere la farina, il sale, il fruttosio, il burro fuso, l’uovo e infine il latte che avrete fatto scaldare prima e cui avrete aggiunto il mezzo cubetto di lievito facendolo sciogliere. Impastare il tutto per 6-8 minuti, aggiungendo poca farina se l’impasto dovesse risultare troppo colloso, fino a ottenere un impasto bello elastico. Coprire e lasciar lievitare per 1 ora.  Ora prendere di nuovo l’impasto e schiacciarlo con le mani affinchè diventi di  2cm di spessore. In una ciotola unire l’uvetta, la mela sbucciata e tagliata a dadini piccolissimi (circa 3mm di lato), la buccia del limone grattugiata, i canditi e le cannella. Mescolare e versare il tutto sull’impasto, premere bene, arrotolare il tutto e impastare per qualche minuto fino a quando tutto sarà incorporato all’impasto e ben amalgamato. Coprire e lasciar lievitare per 1 ora. Ora, dividere l’impasto in xxxx porzioni, formando delle palline e disponendole su una teglia da forno o leggermente unta o ricoperta di carta forno, lasciando circa 3cm fra un panino e l’altro. Coprire con della pellicola, sistemare in frigorifero e lasciare riposare per la notte. Il giorno successivo, togliere la teglia e lasciare che l’impasto torni a temperatura ambiente; mescolare 3 cucchiai di farina con poco acqua, in modo da ottenere una pastella appena liquida e collosa. Con una sac à poche, disegnare le croci sui panini. Infornare il tutto a 220°C per circa 15 minuti. Sfornare, spennellare le briochine calde con lo sciroppo d’acero, lasciar intiepidire e servire.

hot cross buns da cuocere hot cross bun

 

Les jeux sont faits.

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Polpette di Lilli e il vagabondo

No, voi non potete capire. Io ho continui colpi di fulmine, continui. Questo è uno di quelli.
Io ho fatto le polpette però, non gli spaghetti, questo perchè avevo troppa fame, ero arrivata da correre e già preparare le polpette mi aveva preso un bel po’ di tempo! Non potevo aspettare oltre :)
Sono polpette per i vegetariani, buo-nis-si-me, fatte con le lenticchie.

Ingredienti per 4 persone:

  • 300 g di lenticchie a mezza cottura
  • 2 uovo
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato (io li ho omessi perchè quando ho aperto il frigorifero convinta ci fosse, non c’era. Argh!)
  • 2 cucchiaini di pangrattato
  • 2 cucchiai di prezzemolo tritato
  • 1 spicchio d’aglio tritato
  • 1/2 cipolla bianca
  • sale e pepe, cerea
  • sugo di pomodoro a piacere

Prendete le lenticchie crude e cuocerle in acqua bollente e salata per metà del loro tempo di cottura. Scolatele e frullatele. Aggiungete poi le uova, il parmigiano reggiano (sempre che non vi capiti di averlo finito, come me), il pangrattato, il prezzemolo, lo spicchio d’aglio tritato e un po’ di pepe. Mescolate per bene e fare delle piccole palline, un po’ più piccole delle polpette che volete ottenere, poichè cresceranno un po’ durante la cottura.

Fatte le polpette preparate il sugo. Fare appassire una cipolla tagliata finemente in un pochino di olio evo. Aggiungete poi il sugo o la passata, fate cuocere a fuoco lento per qualche minuto. Aggiungete poi un mezzo bicchiere l’acqua e, nel momento in cui sobbollirà il tutto, aggiungete le polpette, che assorbiranno appunto l’acqua e cresceranno un po’. Cuocete per qualche minuto, 5/8 più o meno: quando vi sembreranno cotte lo saranno. Io ne ho assaggiata direttamente una per provare. :)

polpette in preparazione la polpetta migliore

Sorry, I know that my photos are shit… but… accept me anyway :)

Les jeux sont faits.

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Torcetti

Allora io non pensavo che venissero esattamente come quelli comprati, esattamente. E invece, veramente, un successone. Sono facilissimi, e buoni, e si conservano per un bel po’ di giorni. A me non si sono conservati perchè sono finiti prima… ma questa è un’altra storia!

Ingredienti:

  • un bicchiere di vino bianco
  • un bicchiere di olio di oliva
  • un bicchiere di zucchero (anche di meno)
  • 700g farina 00
  • mezzo cucchiaino di lievito per dolci

Impastare tutto assieme, fare una sorta di grissino e tagliare poi dei piccoli bastoncini di circa 10cm. Fare la classica forma del torcetto, a goccia, e girarli nello zucchero. Ungere una teglia e infarinarla, sistemare i torcetti uno a fianco all’altro, non troppo vicini. Mettere in forno già caldo a 150° per 30 minuti e poi sfornare. Sono pronti quando sono belli dorati, ma si vede!

La misura è quella di un bicchiere d’acqua, quindi circa 200/250ml.

torcetti

Les jeux sont faits.

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