Strangolapreti alla Trentina

Strangolapreti alla trentina

Quella degli strangolapreti alla Trentina è la storia di una richiesta, da parte di una delle mie più care amiche di vecchia data. Una di quelle amiche che sono nella tua vita da sempre, anche se gli anni passano non ci siamo mai perse di vista. Giusto per farvi capire si parla di una ventina d’anni, eravamo proprio piccole. Siam passate dal sbucciarci le ginocchia in bici, a giocare per ore sotto il sole a pallavolo, alle prime festicciole di adolescenti con musica afro (anni ’80 ehehhehe), i primi amori, le prime “viole” con miscugli d’alcool assurdi, le prime sigarette di nascosto (non ho detto sigarette, la vostra mente ve lo ha suggerito, l’avete fatto anche voi?!) al diploma, patente, primo lavoro, ecc… fino ai matrimoni e figli. Ecco noi siamo cinque amiche che condividono tutto, ma proprio tutto da vent’anni. Paola è una di quelle amiche che andrebbe uccisa per quanto sa. Ma le voglio bene, non potrei torcerle un capello. Paola è anche l’anima sensibile del nostro gruppetto tutto al femminile, quella sempre insicura che si fa mille paranoie, fra cui le paranoie culinarie. Lei sa cucinare, anche bene, ma deve avere delle istruzioni dettagliate per farlo con il cuore leggero. 🙂 E’ stata una delle prime persone che ha iniziato a dire che mi sarei dovuta aprire un blog, ed è anche una di quelle persone che mi da una soddisfazione infinita quando riproduce quello che propongo. Per farla breve, in preda ad un attacco di “voglie” incinta della sua prima bimba mi chiede se le scrivo per bene la ricetta degli strangolapreti. Posso mai dire di no alla mia amichetta Paola? Preparati, fatti, fotografati e scritti. E non stiamo a guardare il pelo nell’uovo che la piccola Zoe ha quasi due mesi! Le amiche queste cose non le sottolineano, come io non sottolineerò per la centesima volta che aspetto un tiramisù da quando è nata Giulia (2009). Gli strangolapreti sono una ricetta tipica Trentina, e si sa noi facciamo tutto tondo, come i canederli. Sono a base di bietoline, pane raffermo, poca farina e uova. C’è anche chi li fa con gli spinaci, ma quelli da noi son gnocchi verdi, insomma un’altra ricetta. Ricetta per la mia amica Paola e la piccola Zoe, prima o poi dovrà svezzarla. 😀

STRANGOLAPRETI alla TRENTINA:

(Dose per 16 strangolapreti da 35 gr circa l’uno)

  • 175 gr di bietole già lessate
  • 125 gr di pane raffermo
  • 110 di farina 0
  • 200 gr di latte
  • 1 uovo intero
  • 10 gr di sale

Per il condimento: 

  • 50 gr di burro
  • 6/7 foglie di salvia
  • 40 gr di grana grattugiato

Per prima cosa tagliate a pezzi il pane, ponetelo in una ciotola e versatevi sopra il latte, lavoratelo con le mani in maniera che si bagni tutto per bene e lasciatelo riposare. Portate ad ebollizione in una pentola dell’acqua per scottare le bietoline. Mentre aspettate, lavatele accuratamente eliminando i gambi se son troppo coriacei. Tuffatele nell’acqua bollente per 5 minuti e poi scolatele bene e lasciatele raffreddare. Appena le bietole saranno fredde, strizzatele bene, in modo che perdano tutta la loro acqua, tritatele finemente ma senza farle diventare un purè, quindi se lo fate a coltello non ci saranno problemi, se lo fate con un robot prestate attenzione, basta qualche secondo. Mettetele in una ciotola, poi unitevi il pane (se risultasse troppo bagnato, strizzatelo, con questa dose di latte non è stato necessario, ma ogni tipo di pane assorbe in maniera diversa), la farina, l’uovo e il sale. Amalgamate bene il tutto mettendoci le mani, ribaltate più volte il composto in maniera che tutto si distribuisca in maniera omogenea. L’impasto sarà appiccicoso, morbido ma sodo. Se provate a formare una pallina, senza fare troppa pressione, dovrà mantenere la forma.

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Prima di formare gli strangolapreti, ponete sul fuoco una casseruola con abbondante acqua salata dove andremo a cuocerli. Formate gli strangolapreti mettendovi una cucchiaiata abbondante di composto in mano, usando entrambi i palmi per farli rotolare ed ottenere delle palline. Versate in un piatto qualche cucchiaio di farina bianca e fateli rotolare delicatamente, poneteli da parte e procedete con la formatura degli altri. Quando l’acqua bolle, versatevi delicatamente gli strangolapreti, quando vengono a galla li lasceremo cuocere ancora per 10 minuti prima di prelevarli con un mestolo forato poggiandoli mano a mano su un piatto di portata. In una padella fate fondere il burro con le foglie di salvia, versate gli strangolapreti e lasciateli insaporire per qualche minuto. A me ad esempio piacciono anche se fanno la crosticina. Poneteli in un piatto eliminando le foglie di salvia, cospargeteli con il grana grattugiato e servite.

Piacciono a tutti, grandi e piccini, sempre che i vostri figli non rifiutino il cibo “verde”, ottimi anche scaldati. Vi ricordiamo che potete trovarci anche sulla nostra Fanpage di Facebook e nel gruppo Pasticciando con i Fables, passate a trovarci vi aspettiamo. Eva

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4 thoughts on “Strangolapreti alla Trentina

  1. questi li faceva sempre la mia bisnonna che più che trentina era austriaca visto che all’epoca il trentino era ancora sotto il dominio asburgico…che tuffo nel passato mi avete fatto fare! Buonissimiiiii 🙂

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