Scarcella pugliese

Scarcella pugliese. 

scarcella

“Claudio, vai dalla signora di fronte, ti deve dare una cosa”. Perdonate il regionalismo voluto, queste parole di mia madre erano ripetute ogni volte che si avvicinava la Pasqua. E io sapevo cosa doveva darmi questa nostra gentilissima vicina. In Puglia non abbiamo una grandissima tradizione di dolci delle feste, quelli che abbiamo per la maggior parte sono dolci “poveri” che spesso hanno anche un valore simbolico. E credo che nessuno di questi sia più “simbolico” della SCARCELLA. In dialetto barese è la scarcedd e per quanto non sia un dolce che si mangia con gli occhi nè particolarmente goloso, da bambino non vedevi l’ora che te la donassero. La vicina di casa, la zia, la nonna, l’amica di mamma, ognuna preparava a Pasqua scarcelle e le donava ai bambini che gli erano cari. Con i tuoi amichetti facevi a gara a chi ne riceveva di più. Il giorno di Pasqua finalmente arrivava e tu eri felicissimo perchè potevi rompere l’uovo e fare colazione con la scarcella. Iniziavi dalla più bella, perchè la scarcella aveva sempre la forma di qualcosa, di solito un cestino con il manico, oppure una campana, un agnello, una colomba o un coniglio. Insomma un grande biscotto simbolo della Pasqua ricoperto di zuccherini colorati, con sopra un uovo sodo. La prima cosa che facevi era staccare l’uovo dal resto e rosicchiarti le bretelle che lo trattenevano, poi dicevi “mammaaaaa, dove lo metto?” Tua madre si prendeva queste uova soda e le serviva a tavola (si prima che me lo scriviate voi ve lo dico io: uova cotte giorni prima e conservate fuori dal frigo, ma all’epoca non si era così attenti e alzi la mano chi d’estate non mangiava l’uovo fresco sbattuto). Altro non era che un biscottone, però era una gioia riceverla esattamente come quando si riceveva l’uovo di Pasqua, nella stessa misura la Pasqua non era tale se non si riceveva neanche una scarcella. Sicuramente questo dolce tipico pugliese avrà una storia che affonda nella tradizione, fatta di simboli legati alla stagione e alle credenze popolari, ma per me bambino cresciuto a cavallo fra gli anni 70/80 rappresenta la tenerezza con cui da noi le persone si prendono cura amorevole dei figli degli altri, che siano i tuoi figli o nipoti, oppure i figli dei tuoi amici o dei tuoi vicini di casa, una società/famiglia a maglie larghe dove nessuno è mai solo. Sono felicissimo di poter condividere sul blog questo dolce simbolo della Pasqua perchè è uno dei ricordi più dolci che ho della mia infanzia, ci tengo che questa memoria non vada persa ma tramandata. Queste bellissime scarcelle le ha preparate Eva, che non ne ha mai vista e assaggiata una, ma è stata bravissima non solo a prepararle, ma anche a farne una foto che rappresenta molto la gioia che fa da contorno a questo nostro dolce tipico. Un grazie speciale come sempre a miei zii, che sono per me importantissimi quando devo ritrovare i simboli e i sapori della nostra tradizione.

SCARCELLA PUGLIESE 

(Dose per 2 scarcelle da 25/30 cm l’una) 

Per la frolla: 

  • 500 g di farina 00 debole
  • 150 g di zucchero semolato
  • 100 g di olio EVO
  • 100 g di latte
  • 1 uovo intero
  • 8 g di lievito per dolci
  • 2 g di sale
  • 1 limone BIO

Per decorare: 

  • 2 uova sode
  • Zuccherini colorati

PROCEDIMENTO: 

Potete fare la frolla per le scarcelle pugliesi sia a mano che in planetaria, l’ordine degli ingredienti non cambia.

Per prima cosa grattugiate la buccia del limone BIO, solo la parte gialla che servirà ad aromatizzare la frolla.

Nella ciotola della planetaria (o sulla spianatoia se la fate a mano) versate la farina, lo zucchero, lievito, l’uovo precedentemente sbattuto e la scorza grattugiata del limone. Fate partire la macchina a bassa velocità, munita di foglia (il gancio K) e versate a filo l’olio EVO e poi il latte.

Fate lavorare poco la planetaria, quando gli ingredienti si saranno amalgamati fra loro fermatevi, vi ritroverete con un impasto sabbioso, niente paura, ribaltatelo sul piano e lavoratelo con le mani.
Compattatelo, fatene un panetto, copritelo con pellicola e lasciatelo riposare a TEMPERATURA AMBIENTE per circa 30 minuti.

Nel frattempo dovete cuocere le uova per la decorazione, dovranno essere SODE, altrimenti in forno si romperanno.
Quindi ponetele in un padellino, copritele con l’acqua e ponetele sul fuoco. Contate 8 minuti dal primo bollore, dopodiché scolatele e fatele raffreddare sotto il getto di acqua fredda.
Tenetele da parte fino al momento della decorazione.

Mentre la frolla per le scarcelle pugliesi riposa occupatevi anche delle sagome da ritagliare, solitamente sono soggetti pasquali, quindi potete scegliere di fare: la colomba, il coniglietto, il cestino, la campana o il nido (il più semplice, non è altro che una ciambellina con l’uovo in mezzo).
Potete disegnare voi le sagome o affidarvi a google immagini e stamparla, dovranno essere disegni grandi, circa 25/30 cm.

Preriscaldate anche il forno a 180°C in modalità statica.

Passata la mezz’ora di riposo, prendete l’impasto e stendetelo con l’aiuto del mattarello su di un piano leggermente infarinato. Lo spessore della frolla dovrà essere 1/1.5 centimetri circa.
Appoggiatevi sopra il disegno che avete scelto e con un coltellino ripassate tutti i bordi, ritagliando la sagoma nella frolla. Delicatamente spostate la vostra scarcella su una leccarda rivestita di carta forno.

Appoggiate l’uovo sodo nella parte più larga della sagoma, ritagliate due strisce di frolla e incrociatele sull’uovo sodo, in maniera da fissarlo sulla scarcella.
Per finire, cospargete la superficie della scarcella con le codette colorate, senza spennellarla con niente!

Quando il forno raggiunge la temperatura impostata, infornate a 180°C in modalità statica per circa 35/40 minuti, dipende dalla grandezza della scarcella e dallo spessore della frolla.

Una volta cotte, sfornate e fatele raffreddare completamente su di una gratella.

Le scarcelle vengono preparate nella settimana santa, a pochi giorni dalla Pasqua. Come vi abbiamo detto si regalano ai bambini, quindi vengono confezionate in sacchetti trasparenti (proprio come si fa con i biscotti) che le preserva anche dall’aria e le conserva perfette per giorni.

Vi lascio inoltre anche le sagome che ho utilizzato per le scarcelle pugliesi, cliccateci sopra e stampate:

 

      

La Pasqua si avvicina, e credo che questo sia il post perfetto per farvi i nostri più cari auguri, stringendovi tutti in un abbraccio virtuale. Vi invitiamo come sempre a cercarci sulla nostra Fanpage e nel nostro gruppo FB che in questo periodo è tutto uno svolazzar di colombe, e vi diamo appuntamento come sempre alla prossima, e mi raccomando, sorridete sempre, Claudio ed Eva 😉

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2 commenti su “Scarcella pugliese

  1. Mariangela il said:

    Grazie per la condivisione… con le dosi che hai scritto quante scarcelle si ottengono? Solo due, dalle dimensioni che hai scritto? Grazie e complimenti.

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