Pasta lievitata fritta

Pasta lievitata fritta. pasta lievitata fritta

Prendi una scarpa vecchia, friggila, e diventerà una cosa buonissima da mangiare! Eh si, il fritto ha una marcia in più che la cottura in forno non avrà mai, è inutile negarlo. E questo vale sia per il dolce che per il salato, donando una consistenza e aromi che il nostro amico forno non riesce a darci. E poi, diciamolo, quale parte d’Italia non ha fra le sue ricette tradizionali dei dolci o salati fritti? Qui in Puglia ne abbiamo tante, e l’odore di fritto in casa non ci spaventa, anzi, è il tipico odore delle occasioni speciali 😀 E allora era da tanto che volevo proporre qualcosa di semplice, della pasta lievitata fritta senza aromatizzazioni da servire come snack in accompagnamento a salse o sfizioserie varie. Ne son nate delle palline deliziose da “unatiralaltra” come fossero ciliegie. Davvero facili da fare perchè non si impastano nemmeno ma vengono realizzate a partire da una pastella fatta mischiando semplicemente gli ingredienti, e al termine di una rapida lievitazione vengono colate direttamente nell’olio bollente; pochi minuti di cottura sono sufficienti per poter servire queste bontà grandi come noci, due morsi di gustosissimo intrattenimento perfette per un buffet o una cena in piedi. E allora non perdiamo altro tempo e riscaldiamo l’olio, si parte 😉

PASTA LIEVITATA FRITTA

Per l’impasto:

  • 300 g di farina 0
  • 270 g di acqua minerale gasata
  • 4 g di lievito di birra
  • 4 g di zucchero
  • 8 g di sale
  • 20 g di olio EVO

Per friggere:

  • Olio di semi di arachide

Sciogliete il lievito di birra nell’acqua tiepida e versate in una ciotola ampia. Aggiungete lo zucchero e la farina mescolando con una frusta fino a farne una pastella. Quando questa risulterà liscia e omogenea senza grumi aggiungere il sale e l’olio EVO e mescolate per farli amalgamare. Sistemate un sac a poche grande usa e getta munito di bocchetta liscia da 14 mm su di un boccale alto da litro (in alternativa un vaso) in maniera che stia verticale e ben aperto. Assicuratevi di aver ripiegato su se stessa la punta con la bocchetta per strozzarla e sigillarla. In alternativa potete stringere la sacca appena sopra la bocchetta con un fil di ferro gommato, quello per chiudere le buste alimentari per intenderci. Versateci tutta la pastella, coprite con pellicola e lasciatela raddoppiare a temperatura ambiente, ci vorranno circa 3 ore.  Una volta raddoppiata chiudete la sacca con un fil di ferro gommato e ponete a scaldare in una pentola l’olio di semi per friggere. Conviene usare una pentola dal fondo doppio e che non sia molto ampia in modo da dare all’olio una buona profondità. Quando è caldo (170°C) liberate la bocca della sacca dalla strozzatura o dal fil di ferro e senza premere semplicemente lasciate che per caduta il composto coli nell’olio bollente. Tagliate velocemente l’impasto mentre cola con delle forbici, circa ogni 2 cm di impasto colato, in maniera da ottenere delle palline. Lasciatele dorare per qualche minuto, girandole di tanto in tanto per una cottura omogenea. Tenete conto che in cottura la pasta lievitata aumenterà il suo volume, quindi non riempite la pentola altrimenti rischiate che ci si attacchino tutte non cuocendo bene. Dosatele un po’ per volta e ricordatevi di tenere vicino la pentola un piatto ampio dove poggiare la sac a poche fra la frittura di una dose e l’altra. Quando cotte e ben dorate prelevatele e scolatele con un mestolo forato e passatele su carta assorbente. Salate e servite calde. Se vi è difficoltoso formare le palline con una sac a poche direttamente nell’olio, o potete farvi aiutare perchè in due risulta più semplice, o potete far lievitare l’impasto in una ciotola e poi, usando due cucchiai unti d’olio, formare delle quenelle da friggere direttamente nell’olio bollente.

Vi dico la verità: io non le ho accompagnate con tante deliziose salsine, ma direttamente con le melanzane sott’olio, tanto per restare leggeri 😛 Ma voi non seguite il mio esempio, e ricordatevi di fare un giro ogni tanto sulla nostra fanpage e di iscrivervi nel nostro gruppo “Pasticciando con i Fables…” dove trovate tutti gli amici che ci seguono e dove trovare sempre un supporto e un confronto. Tante palline di pasta lievitata fritta a tutti allora, e mi raccomando, sorridete sempre, Claudio 😉

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6 commenti su “Pasta lievitata fritta

  1. Dimenticavo! Mia nonna le serviva anche ripiene di semplice ricotta non zuccherata o, in versione salata, con pezzetti di acciughe salate nell’impasto. Gustosissimi ricordi d’infanzia! Io non le faccio mai perché stiamo sempre a dieta, ma giuro che prima o poi le faccio e do una bella botta di vita al fegato e al palato di tutta la famiglia. :))

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