Gelato all’albicocca con frutta fresca

Gelato all'albicocca

“Apricoooot, dove ti sei cacciata!!”. Mmmm, la voce di Uber è proprio odiosa, non fa altro che gridare il mio nome come un pazzo, lo fa diventare così sgradevole. E pensare che mi piace tanto. La Grande Madre me lo dette quando mi vide appena nata, disse che avevo le guance come due albicocche. Eccomi, che c’è?? “Dove ti eri nascosta, piccola ape operaia scansafatiche. E’ un’ora che ti cerco, tocca a te, al prossimo turno cominci il tuo servizio, preparati!” Cosa?? Finalmente inizio? Grazie Uber, non aspettavo altro che questo, grazie grazie grazie. “Si si, non mi abbracciare, ho capito. E fai attenzione lì fuori, ricordati tutto quello che ti abbiamo insegnato. Esci, segui il sentiero, carichi e torni, non fare altro.” Finalmente dopo ore e ore di lezione in aula per imparare tutto quello che una brava ape operaia deve sapere, guardando mille foto di fiori e di alberi da conoscere, di pericoli da evitare, insetti, animali e il più pericoloso di tutti, l’uomo. Addestramento di volo acrobatico con trasporto del carico, linguaggio dei segni degli esploratori, codici di magazzino. Finalmente dopo tutto questo è arrivato il mio momento. Casco, secchio, e in colonna in attesa che rientri l’altra squadra. “Api operaieeeee, preparatevi, il vostro primo turno di lavoro sta per iniziare, restate in colonna, evitate i pericoli, e non vi succederà niente. La regina conta su di voi, non deludetela!” Mamma mia come mi batte forte il cuore, sono tutta sudata, sto iperventilando. Devistarecalma devistarecalma. Eccoli, arrivano, correre correre, andiamoooooo. Perchè Uber mi guardava e piangeva? Gli sarà andato qualcosa nell’occhio, continuava a salutarmi mentre ci alllontavamo. Bhu, quando rientro glielo chiederò, fa il duro ma in fondo lo so che è un tenerone. Chissà dove stiamo andando, quanto voleremo. Quella è una quercia, e quello un platano. Com’è diverso guardarli da vicino e non nelle foto di Uber. Sono immensi, senti che rumore fanno le foglie mosse dal vento. E questo suono cos’è? Ah è un grillo. Ciao signor Grillooo, mi chiamo Apricot. Perchè si è nascosto? Mha che tipo strano. Oh ma quello cos’è? Quanti fiori, è un campo senza fine, e quanti colori. Che profumo. Uber non ce lo aveva mica detto che i fiori profumano così tanto. Ehi amici, ma dove andate? Voi non li vedete tutti questi fiori? Ehi ma non mi sentite? Va bene vi raggiungo subito, do solo un’occhiata da vicino. Che pace che c’è qui, sembra il paradiso. Quanti sono, e come sono belli. Ci sono tutti quelli visti nelle foto di Uber. Quasi quasi il mio secchio lo riempio da qui. Ecco, fatto! Ehi ma dove sono gli altri? In che direzione sono andati. Amiciiiii?? Non li vedo, ora mi tocca tornare da sola all’alveare, chissà come si arrabbierà Uber. Era da qui che siamo venuti, vero? Si si, ricordo quel tronco. Però, quell’albero non lo ricordo. E cosa sono quelle? O cavoli sono le case degli uomini, la loro città. Questa gliela devo proprio raccontare ad Uber, chissà se lui l’ha mai vista una città. E quello cos’é? Sembra un cucciolo d’uomo, è molto più piccolo degli altri. Chissà cos’è quella cosa colorata che ha in mano, quasi quasi faccio un volo radente per vedere da vicino. Attenzioneee, Apricot in picchiata, fate largooooo. Oh no, mi hanno colpito, qualcosa che si è staccato da quel coso che stringeva il cucciolo mi ha appicciato le ali, precipito, precipito, Uber aiutooooooo… Brrr che freddo, ma cos’è questa cosa densa, non riesco più a volare, sono schiacciata al suolo, non sento più le ali e mi gira la testa. Il cucciolo d’uomo mi sta guardando, no no farlo, non buttarmi quella cosa fredda adosso, ti prego non farlo, nooooooooo. Conf conf, non respiro, ho freddo, non vedo più niente, sento solo un gran profumo di frutta, sembra la torta di albicocche che servivano alla mensa, quella che piaceva tanto ad Uber, chissà se lo rivedrò più, non riesco a muovermi sommersa da questa cosa gelata. Ho tanto freddo, e sonno, credo proprio che dormirò un pò, e al mio risveglio troverò la strada per l’alveare, non vorrei proprio deludere la regina. Mi chiamo Apricot, ape operaia ma nata libera, e ho visto il mondo e i suoi colori oltre l’orizzonte, ho volato fra i suoi profumi cullata dal vento, e credo che sto per lasciarlo sotto una montagna di dolcezza. Salutatemi Uber, ditegli che gli voglio bene.

GELATO ALL’ALBICOCCA

  • 300 gr di latte intero fresco
  • 105 gr di panna fresca
  • 115 gr di zucchero
  • 10 gr di destrosio
  • 30 gr di latte magro in polvere
  • 190 gr di pure di albicocche
  • 4 gr di farina di semi di carrube

Questa è una ricetta per un gelato all’albicocca come lo si farebbe in un laboratorio artigianale, quindi mi rendo conto che alcuni ingredienti non sono proprio quelli che normalmente abbiamo nella nostra dispensa, però se si vogliono fare dei buoni gelati, sono indispensabili, come anche rispettare le dosi pesando tutto con una bilancia precisa, altrimenti rischiamo di perdere il bilanciamento voluto, da cui dipendono la cremosità, la sensazione al palato, il mantenimento nel tempo, cioè rischiamo di non avere un buon gelato.

Spesso ci chiedete come misurare 1 grammo di polveri, con le bilance di casa è impossibile. Ci vuole il bilancino dei gioiellieri, chiamato bilancino di precisione. E’ comodo, piccolo e occupa poco spazio ed è davvero economico. Vi invitiamo ad investire questi pochi euro per avere la precisione che richiedono i gelati. Ovviamente poi lo userete per tutto, anche per pesare pochi grammi di lievito, potete trovarlo QUI. Se poi volete proprio esagerare, o magari chiederla a Babbo Natale, ci sarebbe questa spatola di silicone con termometro incorporato. Comodissima, non solo per i gelati, ma anche per le creme, per tutto quello che va pastorizzato e contemporaneamente va anche mescolato. 

Quindi mescolare gli ingredienti in polvere, ossia lo zucchero, il destrosio, il latte in polvere e la farina di semi di carrube. Unire il latte e la panna, metterli sul fuoco a scaldare fino ad un lieve bollore, e versare sugli ingredienti in polvere mescolando con una frusta, fino ad avere una miscela liscia ed omogenea. Rimettere tutto sul fuoco, portare alla temperatura di 85°C (temperatura di alta pastorizzazione) misurata con un termometro, e ridurre la fiamma per mantenere questa temperatura per almeno due minuti. Tolta dal fuoco la miscela far raffreddare fino a quando non arrivi intorno ai 40°C. Ridurre in purea le albicocche con un frullatore ad immersione, assicurarsi di avere il peso desiderato di purea altrimenti integrare con altre albicocche. Unire la purea alla miscela ormai tiepida, mescolare e mixare con un frullatore ad immersione per un paio di minuti. Questa operazione serve ad amalgamare ed emulsionare i componenti.

Trasferire la miscela di gelato all’albicocca nel frigorifero, e lasciarla maturare qualche ora, meglio ancora se per una notte intera. Poi porre nella gelatiera a mantecare per il tempo necessario, di solito 40-45 minuti. Una volta mantecato riporlo nella vaschetta che useremo per conservarlo, che avremo tenuto in freezer almeno una mezz’ora prima di usarla, così che nel frattempo che la riempiamo il gelato non cominci a sciogliersi. Lasciare in freezer qualche ora prima di servire.

Lo so che la storia di una piccola ape non c’entra nulla con la ricetta del gelato all’albicocca, o forse è la ricetta di un gelato che non c’entra nulla con la storia di una piccola ape. La vita è sempre una questione di punti di vista, di relatività, e alle volte basta assaggiare un buon gelato all’albicocca per chiudere gli occhi e vedere il mondo con quelli di Apricot, godere dei suoi colori e dei suoi profumi, e lasciarsi cullare dal vento. Noi vi aspettiamo come sempre sulla nostra fanpage e nel nostro gruppo si Fb “Pasticciando con i Fables…“, famiglia di pasticcioni folli e sognatori. Alla prossima, e mi raccomando, sorridete sempre, Claudio 😉

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2 commenti su “Gelato all’albicocca con frutta fresca

  1. Ciao Eva e Claudio!
    Leggere una ricetta come questa, con ingredienti, procedimenti e indicazioni da pasticceria professionale mi rende talmente felice e la voglia di iniziare il percorso scelto aumenta a dismisura! Ancora 4 mesi precisi da oggi e poi finalmente inizierò ad entrare nella pasticceria vera…
    Grazie 🙂

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