Angel cake

Angel cake. 

Insomma sembrava FONDAMENTALE dover avere la ricetta della angel cake sul blog, non si poteva più andare avanti senza, non potevamo più far finta di niente, non potevamo più vivere nemmeno un giorno senza averla nel blog. Arrivati anche quest’anno nel periodo natalizio in cui ogni giorno litri e litri di albumi sono abbandonati, soli e tristi senza un chiaro destino, sono ricominciate le richieste per questa ricetta, fioccano come la neve in Val di Fassa a Capodanno. Ma che ha di speciale questa torta????? Perchè c’era quest’esigenza? Naturalmente perchè è una torta fatta di soli ALBUMI, non c’è nemmeno un solo tuorlo. La particolarità inoltre sta nel sapore che è molto delicato, infatti la partita va giocata molto bene con gli aromi, ma soprattutto per la sua consistenza particolare. E’ una torta americana, estremamente leggera e soffice, a me un pochino ha ricordato la cotton cake, anche se parliamo di due cose diverse. Insomma si chiama ANGEL CAKE perchè dicono sia il cibo degli angeli, per il colore quasi bianco e per la consistenza che ricordale nuvole. E’ adatta anche agli intolleranti al lattosio, perchè non contiene traccia di latte o burro, “dicono” anche che sia light proprio per l’assenza di grassi (come burro e tuorli) ma non sono d’accordo, non avrà grassi ma ha una buona dose di zucchero, poichè la base è una meringa. Per fare questa torta è essenziale lo stampo da Angel cake, ma sapevo dove andare per ottenere tutto insieme, stampo e ricetta, dalla mia mamma! A lei piacciono tanto ste tortone, infatti ha esaudito ogni richiesta ed eccoci qui. Facilissima, davvero, pochi ingredienti, due passi e si va in forno e verso le nuvole! 😉

ANGEL CAKE:

(Dose per uno stampo da angel cake da 26 cm)

  • 450 g di albumi
  • 300 g di zucchero
  • 6 g di cremor tartaro
  • 190 g di farina 00 debole
  • 50 g di zucchero
  • 2 g di sale
  • 10 g di succo di limone
  • 1 limone bio (solo buccia)
  • 1 bacca di vaniglia piccola

Precisazioni:

  1. Per questa torta è necessario il cremor tartaro, NECESSARIO. Spero di essere stata abbastanza chiara, ci va, non si scappa. Lo trovate veramente ovunque, in tutti i supermercati, io ho usato quello della Rebecchi.
  2. Stessa cosa vale per lo stampo, è un cilindro molto alto, con il fondo amovibile e i piedini. NON VA ASSOLUTAMENTE imburrato. L’impasto deve ancorarsi allo stampo, rimanere attaccato, per poterlo capovolgere una volta sfornato in maniera che la torta rimanga alta e voluminosa e i piedini tenendolo alzato favoriscono l’uscita del vapore. Potete trovarlo QUI
  3. Se vi piace potete aggiungere all’impasto 10 g di amaretto o rhum. 
  4. Indipendentemente se la fate perchè avete albumi in avanzo o la fate perchè ne avete voglia, dividete i tuorli dagli albumi quando le uova sono fredde perchè si dividono meglio, ma prima di montare gli albumi lasciateli tornare a temperatura ambiente, basteranno un paio d’ore fuori frigo. E’ molto importante che negli albumi non vi sia nessuna traccia di tuorlo.
  5. Questa ricetta ha una consistente dose di albumi, la mia ciotola della planetaria è da 6.7 lt ed era piena una volta fatta la meringa. Quindi vi vorrei dire che la potete fare anche con il frullino, ma no vi direi una bugia. 
  6. Se non possedete lo stampo da angel cake (o chiffon cake) potete in alternativa usare lo stampo da gugelhupf e farlo raffreddare capovolto sul collo di una bottiglia, in questo caso e solo in questo lo stampo andrà infarinato e imburrato. 

Forse ho finito di tediarvi con le precisazioni. 😉

Procedimento: 

Accendete il forno a 180°C in modalità statica.

Pesate gli albumi, aggiungete il succo di limone e il cremor tartaro, iniziate a montarli a bassa velocità con la planetaria, alzate un pochino la velocità e continuate così fino a quando non otterrete una schiuma morbida e poi procedete ad alta velocità quando avranno quadruplicato il loro volume iniziale. Solo quando avrà quadruplicato il volume potete iniziare ad aggiungere lo zucchero poco per volta, continuando sempre a montare. Lo zucchero dovrà sciogliersi completamente, ci vorranno circa 15/20 minuti.
La prova del nove è il becco d’aquila. Quando la vedete ben montata, spegnete la planetaria e controllate se il composto rimasto attaccato alla frusta è lucido, omogeneo, sodo e ponendolo in orizzontale la curva pende verso il basso in una figura tipica che vi ricorda, appunto, il becco di un’ aquila.

A parte setacciate la seconda dose di zucchero con la farina due volte. Una volta fatto questo aggiungete la buccia grattugiata del limone, il sale e i semi della bacca di vaniglia.

Quando la meringa è pronta incorporate le polveri, in tre volte, usando una spatola per mescolare con delicatezza con movimenti dal basso verso l’alto per non smontare il composto.

Ora prendete lo stampo e SENZA IMBURRARLO versateci l’impasto, livellando la superficie con la spatola, mi raccomando non battete lo stampo.

Quando il forno raggiunge la temperatura impostata infornate per circa 30/35 minuti a 180°C in modalità statica. Fate la prova stecchino prima di sfornare.

Sfornate la torta e capovolgetela sugli appositi piedini, in questo modo si raffredderà senza sgonfiarsi o inumidirsi. Quando sarà completamente fredda, circa un paio d’ore, raddrizzate lo stampo e passate una lama sui lati, sfilate la torta con la base e passate una lama per liberarla.

E’ una torta dolce di suo, quindi non ci metterei lo zucchero a velo, ma per esaltarla penserei più a qualche cosa di acido per accompagnarla. Marmellata di ribes o lamponi, creme a base di limone, cioccolato fondente, cose così.

Speriamo di aver finalmente soddisfatto una delle vostre richieste, come sempre vi lascio e vi do appuntamento alla prossima, indicandovi la via per trovarci in giro, cioè sulla nostra pagina FB e nel nostro gruppo “Pasticciando con i Fables” dove ci scambiamo consigli, ricette e pasticciamo in compagnia. Eva

 

 

 

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