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Archive for Vegetariano

Risotto alla zucca gialla e gorgonzola

risotto zucca e gorgonzolaQuesto primo piatto è dedicato a tutti i golosi che amano il gorgonzola.

Ingredienti:

200g di zucca gialla

2 spicchi d’aglio o 1 scalogno

1l di brodo (di carne o verdure)

50g di gorgonzola dolce

olio evo q.b.

sale

In una casseruola fate stufare la zucca tagliata a cubetti con l’aglio tritato. Aggiustate di sale e frullate con un frullatore a immersione. Aggiungete il riso e lasciatelo tostare un po’, poi aggiungete il brodo un po’ alla volta fino ad esaurimento, sempre mescolando.

Mantecate con il gorgonzola a pezzettini e servite caldo.

 

Trecce di zucca gialla

Ho talmente tanta zucca gialla da non sapere cosa farci! Allora oggi ho pensato di fare queste trecce di pane alla zucca gialla.

Ingredienti:trecce di zucca gialla

200g di farina di semola

300g di farina 0

20g di lievito naturale secco

250g di polpa di zucca cotta al vapore o lessa

un pizzico di sale

un cucchiaino di zucchero

5 cucchiai di olio evo

300ml di acqua tiepida

Miscelate le due farine e aggiungete il lievito naturale, il sale e lo zucchero. Unite la polpa di zucca frullata e aggiungete l’olio e iniziate a impastare.

Man mano che la l’impasto si forma, aggiungere anche l’acqua tiepida poco alla volta. Quando si sarà ottenuto una palla liscia ed elastica (sarà necessario impastare per almeno 15-20 minuti) mettere l’impasto a lievitare in un contenitore alto e stretto e coperto con della pellicola.

Lasciar lievitare almeno 8 ore.

Ricavare dall’impasto 8-12 palline e tirarle con le mani per ottenere delle losanghe da intrecciare. Porre le trecce ottenute su una teglia foderata di carta da forno e porre in luogo caldo a lievitare per altre 2 ore, sempre coprendo con della pellicola.

Portare il forno a 180-200 gradi, ungere la superficie delle trecce con dell’olio e infornare per almeno 40 minuti.

Sono ottime per accompagnare salumi di tacchino e pollo e formaggi spalmabili più o meno saporiti.

Pane integrale con lievito naturale

Cari amici, di seguito la mia ricetta personale per il pane integrale fatto in casa.

250g di farina integrale pane integrale

250g di farina di semola

15 g di lievito madre in polvere

1 cucchiaino di sale

1 cucchiaino di miele

300ml di acqua tiepida

Setacciate e mischiate le due farine e il sale su un piano di lavoro. Sciogliete il lievito madre nell’acqua calda e aggiungete il miele. Lasciate “attivare” il lievito per una ventina di minuti e poi unitelo gradatamente alla farina, impastando in modo omogeneo.

Quando l’impasto avrà preso tutta l’acqua, continuate ad impastare energicamente per almeno 15 minuti. Lasciate riposare mezzora e tornate a impastare per altri 15 minuti (ripetete l’operazione almeno tre volte). Lasciate lievitare in un recipiente dalle sponde alte, coprendo con un canovaccio umido (o con della pellicola), in un ambiente dalla temperatura stabile di 24°-26, per almeno 1-2 ore.

Rimettete l’impasto sulla spianatoia, fate una palla e tagliatela in due. Ricavatene due filoni che adagerete sulla teglia ricoperta con carta da forno. Praticate dei taglietti diagonali lungo il filone e coprite di nuovo con un foglio di pellicola e fate lievitare di nuovo per un’oretta circa.

Infornate a 180° per i primi 20 minuti di cottura. Proseguite per un’altra ora abbassando a 160°. A mezzora dalla fine, togliete i filoni (procedete con cautela, senza scottarvi!) dalla teglia ed adagiateli sulla griglia; questa operazione renderà lo stesso grado di croccantezza su tutta la superficie del pane.

A cottura ultimata spegnete il forno e lasciatelo semiaperto, aiutandovi con un cucchiaio di legno che metterete a contrasto dello sportello. Dopo circa un’ora potrete sfornare il pane, ma ricordatevi di farlo freddare coperto da un canovaccio, in modo da mantenere la crosta croccante.

Per una cottura simil-vapore, mettete un pentolino con un po’ d’acqua in forno e aspettate 5 minuti prima di infornare il vostro pane.

Potete preparare l’impasto anche con una planetaria, ricordatevi di rispettare le pause di mezzora e di impastare di nuovo per 10-15 minuti.

Crescioni (o Guscioni) della nonna

La nonna di Forlì li chiamava Guscioni, sulla Riviera però li chiamano Crescioni. A Bologna li conoscono come Erbazzoni (pronunciati Erbassoni, mi raccomando ;) ). Si tratta semplicemente di piadine chiuse come calzoni o panzerotti, ripiene di verdura cotta. Questa la versione della nonna Malvina.

Ingredienti:guscioni

500g di farina 0

50g di burro o strutto

6g di sale

1 cucchiaino scarso di bicarbonato

200 ml di acqua tiepida

500g di verdure cotte (spinaci/bietole/erbe miste)

1 spicchio d’aglio

due cucchiai di olio d’oliva

1 pizzico di sale

In un un recipiente mischiate la farina con sale e bicarbonato. Fondete il burro e aggiungetelo alla composto di farina. Impastate e aggiungete acqua man mano che la farina la richiede. Una volta ottenuto una palla elastica, lasciate riposare 20 minuti.

Dopo aver cotto le verdure in acqua salata, scolatele e strizzatele bene. Tagliuzzatele finemente su un tagliere e saltatele in padella con un due cucchiai di olio e uno spicchio d’aglio schiacciato.

Dividete la palla in quattro ( o in otto se volete farli più piccoli) e con un mattarello ricavatene 4 dischi di uno spessore di almeno 4 mm. Evitate lo spicchio d’aglio e suddividete le verdure in parti uguali al centro di ogni disco.

Piegate i dischi di pasta e chiudeteli all’estremità della “mezza luna” che si formerà. Potete arricciarli dall’esterno verso l’interno o chiuderli con una forchetta come si fa per i ravioli. In ogni caso premunitevi di far aderire bene l’impasto al suo ripieno, in modo che l’aria fuoriesca completamente (altrimenti in cottura il “guscione” potrebbe aprirsi.

Riscaldate una piastra antiaderente liscia (se avete il “testo” in terracotta è perfetto) e collocate i guscioni sulla superficie che deve essere ben calda. Cuocete 4-5 minuti per lato, rigirandoli il meno possibile.

Servite caldi! :P

**le combinazioni possono essere infinite, ma provateli anche con pomodori freschi a pezzetti e pecorino fresco o provola. Per fare un piatto completamente vegano, sostituite il burro con dell’olio di semi.

Gnudi della Pippa

Gli gnudi sono un primo toscano, a base di erbe cotte (spinaci, bietole ecc..) e ricotta, miscelati sapientemente in un impasto simile al ripieno dei ravioli o cannelloni, ma di una consistenza maggiore, perché vengono cotti come gnocchi. Ecco la mia versione:

Ingredienti:gnudi della pippa

250 g di ricotta di mucca

250 g di erbe cotte (a scelta vostra, dalle erbette di campo agli spinaci)

30 g di parmigiano grattugiato

1 uovo

sale

noce moscata

farina q.b.

Ponete una pentola d’acqua salata sul fuoco e portate ad ebollizione.

Strizzate e sminuzzate le erbe già cotte (meglio non frullarle) e mischiatele alla ricotta. Aggiungete il parmigiano, aggiustate di sale e noce moscata e infine mettete l’uovo. Unite la farina una manciata per volta (dalle 3-4 alle 5-6), fino a che il composto non avrà raggiunto una buona compattezza  (dovrete sempre essere in grado di rimestarlo senza troppa fatica).

Armatevi di due cucchiai e modellate delle cucchiaiate di composto (non troppo piene) che poi farete scendere nell’acqua bollente (mantenete la bollitura a fuoco basso perché gli gnudi si sfaldano facilmente). Fatene cuocere 4-5 per volta (ovviamente dipende sia dalla dimensione degli gnudi che dalla grandezza della pentola). Quando salgono in superficie sono cotti e vanno raccolti con un colino piccolo o con la schiumarola.

Scolateli bene e adagiateli direttamente sul piatto di ogni commensale. Condire a piacere.

*Provateli con una buona pomarola, oppure con un po’ di burro e formaggio. In entrambi i casi questi gnudi delizieranno il vostro palato!

 

Polpette di lenticchie

Ecco a voi una ricetta vegetariana, sfiziosa e adatta a tutti i palati!

Ingredienti:polpette di lenticchie

200g di lenticchie

4 patate

1 uovo

100g di parmigiano grattugiato

prezzemolo fresco

sale, pepe, cumino

pan grattato

olio per friggere

Lessate in acqua bollente salata le lenticchie per circa mezzora. Scolatele e fatele freddare.

Lessate le patate mettendole in acqua fredda salata, portate ad ebollizione e contate circa 20 minuti (o comunque controllate la cottura con una forchetta). Scolate e fate intiepidire.

Passate al mixer lenticchie, patate, uovo, parmigiano, prezzemolo, sale, pepe e cumino. Se l’impasto dovesse risultare un po’ troppo liquido aggiungete una patata lessa o due cucchiai di fecola.

Ricavate delle polpettine e rotolatele nel pangrattato. Scaldate l’olio in padella e friggete le polpette rigirandole un paio di volte finché non risultano dorate.

Servire calde o anche fredde, con maionese, ketchup, tzatziki o patè di olive.

Fiori d’acacia fritti

Il detto dice che fritta è buona anche una ciabatta e in effetti è difficile smentirlo. Dalle patatine fritte alla cotoletta, passando per la frittura di pesce, l’inseparabile coppia olio&padella ci regalano sempre un gusto sfizioso e appetitoso. Un classico della frittura primaverile sono i fiori di zucca impastellati e fritti. Ebbene, oggi vi propongo una variante sul tema: i fiori d’acacia!

Ingredienti:fiori d'acacia

Fiori d’acacia (si friggono direttamente i “grappoli”)

acqua leggermente gassata

farina

sale

olio di semi

 

Fate una pastella mescolando farina, sale q.b. e acqua in modo da ottenere un impasto denso, né liquido né sodo. Immergete i rametti di fiori nella ciotola contenente la pastella e fate in modo che ne vengano interamente ricoperti. Fate sgocciolare un po’ e friggete in abbondante olio caldo. La frittura di questi fiori deve essere breve, per cui toglieteli dal fuoco appena sono dorati da entrambe le parti. Scolate su carta assorbente, salate e servite caldi!

 

Crostatine Zen

O crostatine Tao…

Come definire altrimenti questo connubio di diversi cioccolati? Ho identificato il cioccolato fondente con lo yin e il bianco con lo yang. Assaporarli è una vera esperienza mistica!!!

Ingredienti:crostatine zen

100g di cioccolato bianco

100g di cioccolato fondente

100g di panna da montare

pasta frolla

poco burro

Stendete la pasta frolla (potete acquistarla già pronta ma io personalmente preferisco la mia personale ricetta che trovate a questo link .

Ricavate dei dischi con l’aiuto di un anello coppapasta oppure con uno stampo delle tartellette.

Imburrate bene gli stampi e adagiate il disco facendolo ben aderire. Con un po’ di pasta avanzata fate una strisciolina ondulata e dividete lo spazio della tartelletta secondo il modello yin yang.

Cuocete in forno per 12-15 minuti circa, fate raffreddare e sformate.

Fondete i cioccolati con la panna a bagnomaria (in due contenitori separati usando metà della panna per ciascuno) e riempite due sac-a-poche con i due cioccolati e farcite ogni tartelletta, da una parte con i fondente e dall’altra con il cioccolato bianco. Quando si saranno solidificati un po’ (dopo circa 20 minuti) procedete con l’ultimo tocco finale: il puntino nero nella parte bianca  e il puntino bianco in quella nera.

Le vostre crostatine sono pronte! Un dolce yoga a tutti!!

Tartufi al cocco

Ricetta facile e veloce, per dei tartufi al cocco particolarmente “sostenuti”. Per una maggiore morbidezza aggiungete 100g di panna da montare al cioccolato fuso o la stessa quantità di formaggio spalmabile tipo “Philadelphia”.

Ingredienti:tartufi al cocco

200g di cioccolato al latte (oppure 100g al latte e 100g fondente)

200g di cocco disidratato

cacao amaro

Temperate il cioccolato in pezzi facendolo fondere a bagnomaria (o nel microonde) ad una temperatura che non superi i 45°. Rimestate continuamente con una frusta finché il vostro cioccolato non sarà liquido.

Togliete dal fuoco e aggiungete il cocco. Amalgamate bene e continuate a mescolare finché non si sarà raffreddato e solidificato ad una densità per la quale sarà possibile manipolarlo. Per accelerare questo processo ponete il recipiente contenente il cioccolato in un bagnomaria freddo.

Prelevate una piccola quantità di impasto di cioccolato e cocco (un cucchiaino da tè), passatelo in un piatto con del cacao amaro e formate delle polpettine. Ripassatelo un’altra volta nel cocco e sistemate ogni pallina in un pirottino piccolo.

Fate riposare in frigo almeno un’ora prima di servire.

Torta di carote e mandorle

Dopo tanti anni, ecco il mio tributo a colei che mi ha fatto assaggiare la torta di carote per la prima volta: la mia carissima professoressa di lettere delle superiori. Anche la decorazione viene a quella fatidica “prima volta”…

Ingredienti:torta di carote2

2 uova

7 cucchiai di zucchero

poco latte

5 cucchiai di olio di semi

250g di farina

50 g di fecola

200g di mandorle

250g di carote

essenza di fiori d’arancio

1 pizzico di sale

1 bustina di lievito

2 arance

4 cucchiai di zucchero

1/2 panetto di pasta di mandorle

colorante giallo e rosso in gel

carta crespa verde

Dividete i tuorli dalle chiare e montateli con lo zucchero. Se necessario aggiungete un po’ di latte per facilitare questa operazione. Aggiungete il lievito e 1 pizzico di sale e mescolate bene.

Passate al mixer le mandorle e le carote e unitele al composto. Aggiungete i cucchiai di olio e mescolate bene. Infine unite la fecola e la farina e ammorbidite l’impasto con un altro po’ di latte. Montate le chiare a neve e unitele al resto.

Riscaldate il forno a 180° e infornate per 30-40 minuti. Mentre il dolce cuoce nel forno preparate le carotine di pasta di zucchero:

1) impastate la pasta di zucchero con i coloranti, mischiandoli di volta in volta finché non ottenete un colore che vi soddisfi.

2) modellate tante piccole carotine di 4-5 cm di lunghezza;

3) ritagliate le foglioline da delle striscioline di carta crespa verde che piegherete per ottenere un effetto “ciuffo d’erba” e inserirete in cima alle vostre carotine.

Sfornate e sistemate in un piatto da portata o un vassoio quando la torta sarà appena tiepida.

Preparate uno sciroppo con il succo di due arance e 4 cucchiai di zucchero fatti bollire per 3-4 minuti a fuoco alto. Quando lo sciroppo di sarà addensato spennellate la supreficie del vostro dolce (anche lungo i bordi).

Decorate son le vostre carotine e se volete potete dare un effetto “cestino”, intrecciando due strisce di pasta di zucchero (di quella avanzata, stesa su una spianatoia) e sistemandole lungo i bordi come una cornice.