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Frutta martorana o marzapane

In italiano è chiamata marzapane e la ricetta risalente al XIII – XIV secolo, in realtà  è di origine araba. Il “marzaban” era una scatola di legno leggero dotata di un coperchio che veniva utilizzata per diversi usi, come conservare la corrispondenza o documenti importanti (da qui il detto “aprire i marzapani” cioè svelare i segreti) o più frequentemente veniva usata per spedire dolci preparati con farina, pasta di mandorle ed altri ingredienti, che poiché  avevano la forma rettangolare dei pani, ne ereditarono anche il nome, appunto marzapane.
A Palermo la preparazione più antica e famosa fatta con questa pasta è la frutta Martorana che veniva confezionata dalle suore nel convento annesso alla chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, o San Nicolò dei Greci. In seguito nel 1193 fu la nobildonna Eloisia Martorana a far costruire un monastero benedettino accanto alla chiesa e al convento. Da allora tutto il complesso edilizio prese il nome “della Martorana” in suo onore, e allo stesso modo furono anche chiamati i dolcetti preparati dalle suore.
Racconta la tradizione che il giardino del convento e l’orto erano fra i più belli della città, dove crescevano alberi da frutto e ortaggi che insuperbivano le suore che li curavano. Il loro vanto però arrivò all’orecchio del vescovo di quel tempo, che incuriosito volle andare  personalmente a costatare. La visita però fu fatta in pieno autunno, per la festa di Ognissanti, quando gli alberi erano già privi di ogni frutto. Le monache allora, decisero di creare dei frutti con la pasta di mandorle per addobbare gli alberi e abbellire così il giardino. (Palermoviva.it)

Come da tradizione, ogni anno, qualche giorno prima del 2 novembre anche io preparo la martorana di pasta reale o marzapane. Impasto gli ingredienti e con l’aiuto delle formine di gesso o modellate a mano, realizzo frutta e verdura che metto ad asciugare su un vassoio coperti da un canovaccio.

La fase della colorazione è quella che amo di più, molto rilassante e gratificante. 

Era usanza da piccola nel giorno dei morti svegliarmi presto e girare per casa in cerca dei giocattoli e dolcetti. Uno dei regali che ho gradito di più e di cui ho ancora un vivo ricordo è una cesta in vimini per la mia bambola corredata di ruote, tutta abbellita da volant e nastri chiaramente cuciti e confezionati da mia madre, ma mi si diceva che erano stati i nostri cari defunti a farmene regalo <3
E per ultimo scoprivamo il cesto con frutta secca o “scaccio”(perchè va schiacciato il guscio per aprirla), biscotti secchi Tetù (trovate qui la ricetta) e cioccolatini vari, insieme all’ immancabile frutta martorana.

Ingredienti

1 kg Farina di mandorle

500 g Zucchero a velo

100 g Glucosio

80 g. di acqua

6 gocce essenza mandorle amare

Per la decorazione

Pennelli

Colori alimentari

Rhum

Procedimento

In un contenitore abbastanza grande versare la farina di mandorle e lo zucchero a velo, mescolare con un cucchiaio di legno.
A parte, versare l’acqua in un bicchiere, aggiungere il glucosio, l’essenza e mescolare bene per fare sciogliere il glucosio.
Versare poco alla volta il liquido nella farina e mescolare con l’aiuto del cucchiaio di legno per fare amalgamare bene gli ingredienti.
L’impasto non deve essere appiccicoso, prendetene un poco e formate una pallina, le mani devono rimanere pulite.
Preparate dei vassoi con dei tovaglioli di carta sopra per adagiare i pezzi.
A questo punto, potete subito procedere con il modellaggio. Potete usare le formine in gesso ( si comprano nei negozi specializzati ), oppure modellate la frutta a vostro piacere secondo la fantasia.
Se utilizzate le formine, abbiate l’accortezza di spolverarle con dell’amido di mais, in modo da rendere agevole la fuoriuscita dei pezzi.
Utilizzato tutto l’impasto, coprite la frutta martorana con un canovaccio per lasciarla asciugare almeno per un giorno.
Per la decorazione, i colori in polvere per alimenti sono i più indicati. Mettere un pizzico di colore in un piattino e aggiungere un goccio di rhum o altro liquore. Spennellare tutta la superficie della frutta martorana prima con il colore giallo, poi gli altri colori e per ultimo effettuare delle sfumature con il pennello asciutto di colore marrone.