Para frittus o Fatti fritti, ricetta tipica sarda

Is Para frittus o Fatti fritti sono delle frittelle tipiche sarde, vengono preparati in tutta la Sardegna in modi leggermente diversi, con ricette simili ma con alcune varianti in base alla zona o più semplicemente alla ricetta di famiglia.
Sono andata alla ricerca di informazioni per capire la loro storia e ho trovato qualcosa di veramente carino da raccontare..
Queste frittelle in sardo vengono chiamate  “Para Frittus” che letteralmente significa “frati fritti”, ci sono  diverse  interpretazioni che vengono date all’origine di questo nome, che alcuni lo attribuiscono al fatto che il buco al centro ricorda la chierica dei frati, altri al fatto che la classica riga bianca centrale che si forma durante la frittura, ricorda il cordone del saio dei frati.
Ora che sappiamo qualcosa di simpatico a riguardo possiamo anche passare alla ricetta.

 

 Para frittus o Fatti fritti, ricetta tipica sarda

 Para frittus o Fatti fritti, ricetta tipica sarda

Ingredienti

1 kg di farina 00
4 uova
500 millilitri di latte
100 grammi di zucchero
100 grammi di burro
un bicchierino di acquavite o limoncello
20 grammi circa di lievito di birra fresco
una presa di sale
1 limone
2 arance

Olio per friggere
zucchero per guarnire

Procedimento

Versate la farina in una ciotola o nella planetaria, aggiungete il lievito precedentemente sciolto con un po’ di latte tiepido, versate il restante latte poco alla volta.

Grattugiate la scorza delle arance e del limone e  versatele all’impasto.

Aggiungete lo zucchero e le uova lentamente e continuate a lavorare l’impasto, a questo punto versate il sale e il burro morbido, sempre poco alla volta mentre lavorate l’impasto.
Continuate a lavorare l’impasto fino ad incordarsi perfettamente o comunque fino a renderlo liscio ed elastico.
Una volta pronto aggiungete il liquore, acquavite, limoncello o quello che preferite, fate assorbire per bene anche quello.

Fate lievitare l’impasto ben  coperto fino a raddoppiare di volume (2/3 ore circa).

Una volta raddoppiato, prelevate le palline e adagiatele su una tovaglia infarinata, coprite e fate lievitare per altre due ore circa, i tempi possono variare in base alla temperatura.

 Para frittus o Fatti fritti, ricetta tipica sarda

Scaldate abbondante olio, prendete le palline ormai lievitate e prima di versarle nell’olio praticate un buco ad ogni pallina.

Fateli dorare da entrambe le parti, scolateli e adagiateli su carta assorbente, passateli nello zucchero e portateli a tavola.

 Para frittus o Fatti fritti, ricetta tipica sarda

 

Ho preparato questi dolci con l’impastatrice Eliani, per informazioni contattatemi o rivolgetevi a  http://www.eliani-impastatrici.com/

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20 commenti su “Para frittus o Fatti fritti, ricetta tipica sarda

  1. maria grazia il said:

    ti chiedo scusa , non so chi ti abbia passato la ricetta, ma per quanto ne so io questa non è la ns ricetta dei Para frittusu…..in genere molte persone tendono a non dare la vera ricetta ma di darne una farlocca…nella mia zona comunque questa non corrisponde alla tipica ricetta…

    • Michela il said:

      Ciao Maria Grazia, non so come sia la tua, la mia non è sicuramente “farlocca” ma è una ricetta che faceva anche mia mamma,dubito che ci siano ricette giuste o sbagliate, ma magari solo diverse. Cambiano da ua zona all’altra o anche semplicemente da una famiglia all’altra. Se vuoi propormi la tua per me è un piacere provarla comunque.

      • maria grazia il said:

        la mia che non è mia ma di mia bisnonna , non prevede il burro, ne il limoncello e nemmeno il sale, nel procedimento noi nel campidano pesausu i parafrittusu a palline come piccoli marizzoseddusu e gli mettiamo a riposare ancor apriam di friggerli ,non usiamo il amtarello ,in quanto la pasta non lo permette, ti chiedo scusa…ma è la prima volta in tutta la mia vita che vedo questa ricetta, con chiunque ho lavorato le ricette erano molto simili..tu di che parte sei della sardegna..

        • Devo dare ragione a Maria Grazia. La ricetta che ho usato io è la ricetta originale del mio piccolo paese, se la tramandano da tempo immemore, il burro non si usa assolutamentissimamente! Ci vuole lo strutto! Niente mattarello, si va di mani, capisco le varianti, ma se si pone una ricetta come tipica della mia terra, il minimo che si possa fare (a mio parere), è contattare qualcuno che di queste tradizioni si è fatta tramite. Io, ad esempio, per riscoprire le vecchie ricette, sono andata nelle case delle signore anziane.

      • annatidu il said:

        ciao Michela anche la mia ricetta è come la tua …. vecchissima di oltre settanta anni.. ottimi è dir poco <3

  2. maria grazia il said:

    comunque questa è la ricetta più conosciuta nel campidano e mediocampidano…* 1 Kg. di farina
    * 1 arancio gratuggiato
    * 4 uova
    * 1/2 litro di latte
    * Villacidro(un bicchierino)
    * vanillina
    * 50 gr. lievito di birra
    * 100 gr. zucchero (per la preparazione)
    * 100 gr. di strutto
    * 300 gr. zucchero (per la decorazione finale)

  3. ivan il said:

    li ho fatti( per la prima volta in assoluto) con la ricetta col burro..mi son venuti con la riga e buonissimi…p.s le due ricette sono simili..il burro e lo strutto sono due grassi intercambiabili ..le due ricette sono simili ..un uovo su 1kg di farina cambia poco..il liquore cambia in ogni zona.. una nonna metteva abbardenti…l altra succo di lim e arancio…ogni zona ha il suo…

  4. nunzia onnis il said:

    ho appena letto le ricette dei fatti fritti ce ne sono diverse la mia è questa kl 1,200 di farina gr 150 di zucchero gr 200 di strutto 5 uova 2 bustine vanillina gr 100 di lievito di birra gr 500 di latte scorza di 2 limoni scorza e succo di 1 arancio e un bicchiere di rum ma qualche volta non avendo altro ho messo anche malvasia o grappa buonissimilo stesso e sempre con la riga bianca ciao buon lavoro

  5. Stefano il said:

    Anche mia madre e mia nonna prima di lei preparavano is parafrittus grosso modo come la prima ricetta.
    Piccola variante, comunque, rispetto a quella esposta, 4 uova per un kg di farina (e non 5) e, per quanto riguarda il lievito di birra, usavano e usano tuttora quello in panetti, sciogliendone 3 in un po’ di latte tiepido.
    La vanillina e gli aromi (alcoolici e non) sono tutti a piacere, con le varianti in base alle zone di provenienza della Sardegna.
    Ho letto anche che, in alcune zone, mettono anche le patate, ma non so in quale proporzione e in quale momento della preparazione.
    Il trucco per farli venire “leggeri” sta nella lavorazione che influenza, poi, la lievitazione, e non è vero che la sequenza utilizzata per preparare l’impasto non sia importante: provate a cambiare l’ordine con cui miscelate gli ingredienti, e vedrete se ci saranno differenze!
    Ovviamente, ogni nonna ha i suoi trucchi…

    • Michela il said:

      Ciao Stefano, sapere le varianti è sempre un piacere, con le patate io preparo sempre le zeppole, i fatti fritti mai, riguardo al lievito, io tendo sempre a metterne poco e far lievitare in più… Io ho provato a seguire un ordine preciso per gli ingrediente o a prepararli così, ma non ho trovato differenza sinceramente, concordo in pieno sul fatto che la lavorazione e la lievitazione sono molto importanti. Comunque le nonne non le batte nessuno!

  6. isabella il said:

    Anche la mia ricetta è simile a quella di Maria Grazia , non metto vanillina, e uso sempre acqua vite, a parte che il Villacidro non si trova più.

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