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Gli scaldatelli sono una delle ricette tipiche pugliesi, i taralli, la cui forma tipica è quella circolare ma si trovano anche dalla forma allungata, e tra i cui ingredienti non possono mai mancare un buon olio extravergine d’oliva e un buon vino bianco pugliese! Perchè si chiamano così? Il loro nome deriva dal fatto che si fanno lessare prima e poi cuocere in forno.

Ho già postato la ricetta dei tarallini con vino bianco ed esubero, questa volta ho voluto provare a realizzarli in questa forma tipica allungata e cambiando un po’ gli ingredienti per perfezionarli ancora di più, utilizzando gli esuberi di pasta madre. Per aromatizzare l’impasto si può utilizzare peperoncino, sesamo, aglio, origano, anice, cipolla, pomodoro, pepe nero, etc. Io ho usato i miei amati semi di finocchio. Io sono golosissima di taralli e anche voi immagino non riusciate a resistere… Gli scaldatelli possono essere serviti come antipasto, come spuntino, spezzafame e finiranno in men che si dica! Sono peggio delle ciliegie, uno tira l’altro, per cui è consigliato vivamente di fare doppia dose. Io, infatti, li mangio in ogni momento della giornata, come snack, e vi dico che creano dipendenza!

Se avete degli esuberi vecchi di pasta madre, allora seguite questa ricetta! Potete anche fare dei sacchettini e regalarli, saranno più che graditi 😉 E se non avete esuberi? Darò la ricetta di seguito.

Ingredienti per una teglia e mezza di scaldatelli

  • 150 g di esubero di pasta madre solida
  • 1 di bicchiere (di plastica) di olio extravergine d’oliva (150 g)
  • 1/2 bicchiere (di plastica) di vino bianco secco (80 g)
  • 1 cucchiaino e mezzo di sale fino (8 g)
  • 280-300 g circa di di farina (per me di tipo 0)
  • semi di finocchio q.b.

Per chi non abbia esubero, potete provare così:

  • 500 g di farina di tipo 0
  • un pizzichino (ino) di lievito di birra
  • 1 bicchiere (di plastica) di olio extravergine pugliese
  • 1/2 bicchiere (di plastica) di vino bianco
  • 10 g di sale

Preparazione

In una ciotola sciogliere bene gli esuberi nel vino bianco intiepidito, aggiungete l’olio extravergine. Iniziare ad aggiungere la farina, poi il sale e infine il resto della farina. Potrebbe volercene un po’ di più, lo sapete che ogni farina ha la sua capacità di assorbimento. Aggiungete anche i semi di finocchio se volete aromatizzare l’impasto oppure aromi a vostra scelta. Impastare fino ad ottenere un impasto omogeneo, morbido e non troppo duro.

Far riposare l’impasto per almeno una ventina di minuti, coperto da un canovaccio.

Trascorso questo tempo, formate gli scaldatelli che, a differenza dei tarallini, sono più grandi ed hanno la forma di un’asola allungata. Formate prima dei cilindretti spessi circa 1 cm e lunghi circa 15 cm circa ed incrociateli, chiudendo ad anello e schiacciando le due estremità con il polpastrello.

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Lasciarli asciugare per circa 20-30 minuti. Nel frattempo portare a bollore l’acqua in una pentola capiente.

Versare 4 taralli per volta evitando di farli attaccare e con una schiumarola sollevarli non appena salgono in superficie.

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Adagiare gli scaldatelli su un canovaccio e fateli asciugare senza sovrapporli per almeno un paio d’ore: anzi, più asciugano, meglio è.

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Trascorso il tempo di asciugatura (anche tutta la notte, se volete), pre riscaldare il forno a 200° in modalità ventilata e adagiare gli scaldatelli sulla leccarda foderata da carta forno.

Far cuocere per circa 30 minuti o finché non siano ben dorati e croccanti, imbionditi ma non troppo scuri in superficie. Dopo 15 minuti ho abbassato la temperatura a 180° e girati sottosopra, poi dopo altri 10 minuti ho abbassato a 160° con sportello del forno semi aperto. Sfornare e far raffreddare gli scaldatelli.

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Una volta raffreddati, conservare in sacchetti per alimenti ben chiusi oppure in scatole di latta. Gli scaldatelli, infatti, si conservano a lungo.

Se avanzano!!

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In Puglia si è soliti inzuppare gli scaldatelli nel vino.

E così ho fatto… Beh, una dipendenza… Che buoni! Sono durati poche ore, naturalmente dopo aver scattato le foto eheh!

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Insomma, sono una prelibatezza!!!

Potete farli in forma allungata come ho fatto io oppure realizzare i classici tarallini, ad anello.

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Provateli e fatemi sapere se vi sono piaciuti… A presto!

Ecco i classici tarallini, realizzati con la stessa ricetta! 😉

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4 Commenti on Scaldatelli con olio extravergine e vino bianco con esuberi di pasta madre

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