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Cucinare è passione

Viaggio in Baviera

Viaggio in Baviera

Oggi vi voglio far partecipe del mio, piccolo, viaggio, in macchina, a Insbruck e Monaco, sono partita di venerdì, itinerario del viaggio Insbruck come tappa della prima notte, e l’indomani visitare il castello di Neuschwanstein per poi dirigermi a Monaco.

Quando sono arrivata a Insbruck dopo aver lasciato la macchina e il mio bagaglio in hotel, era necessario bere subito una buona birra

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dopo la cena bavarese ho girato un poco la cittadina di Insbruck, purtroppo era tardi e tutti i negozi erano chiusi, ma non potevo non visitare il Goldenes Dachl.

Il Tettuccio d’oro, in tedesco Goldenes Dachl, è il simbolo della città austriaca di Innsbruck. Si tratta di un erker tardogotico che sorge sulla facciata del Neuer Hof, l’antico palazzo dei conti del Tirolo, il cui tetto è ricoperto di 2.657 scandole di rame dorate a fuoco.

Il Neuer Hof venne costruito intorno al 1420 per volere di Federico IV d’Asburgo come residenza dei conti del Tirolo. In ricorrenza dell’anno 1500 Massimiliano I d’Asburgo fece aggiungere dall’architetto Niklas Türing il Vecchio il celebre erker, che lo realizzò tra il 1494 e il 1496.

L’erker si sviluppa in due volumi sovrapposti sormontati dal celebre tetto dorato. La parte inferiore è incentrata su una finestra tardo-gotica poggiante su una serie di stemmi scolpiti (gli originali sono al Tiroler Landesmuseum) e inquadrata da due alfieri,a fresco, con gli stendardi dell’Austria e del Tirolo. Nella parte superiore sporge un balcone a loggia con rilievi figuranti scene delle Danza della Moresca e affreschi che mostrano la vita di corte con Massimiliano I e le sue due spose, il cancelliere, il giullare. I bei rilievi sono opera di Gregor Türing, mentre gli affreschi si devono a Jörg Kölderer.
Nel 1996 nell’edificio fu costituito il Museum Maximilianeum e nel 2007 fu riaperto dopo lavori ampliamento e risanamento comeMuseum Goldenes Dachl (museo tettuccio d’oro).

Dal 2003 nell’edificio si trova un “segretariato permanente” della convenzione delle Alpi.

Ho potuto ammirare il  tettuccio d’ oro solo la notte

berlino monaco expo 534Visitata la parte vecchia di Insbruck che devo dire è bellissima, ho fatto anche un piccolo giro nella parte nuova diversa ma bella, sono andata a riposare.

L’ indomani sveglia alle 6 per arrivare al più presto al castello di  Neuschwanstein, mi avevano detto che ci sarebbe stata una gran fila, io avevo già i biglietti acquistati su internet per non perdere tempo.

Arrivati al castello il tempo non era dei migliori si alternava pioggia con qualche fiocco di neve. Per salire al castello non ho preso il calesse ho preferito godermi la camminata e il paesaggio a piedi, anche perchè non è così lontano, l’organizzazione tedesca è stupefacente!!!!

Il castello Neuschwanstein è un castello costruito alla fine del XIX secolo e situato nel Sud-ovest della Baviera nei pressi di Füssen, nella località di Schwangau, di fronte al castello di Hohenschwangau.

Il nome tedesco Neuschwanstein può essere tradotto in italiano come Nuova pietra del Cigno, con possibile richiamo all’idea diNuova roccaforte del Cigno; tale nome è collegato infatti alla sua costruzione nel territorio di Schwangau – Contea del Cigno – avvenuta successivamente rispetto ad altri castelli più antichi.

Commissionato dal re Ludovico II di Baviera come ritiro personale ed omaggio al genio del musicista Richard Wagner da lui particolarmente amato, Ludovico pagò per la costruzione del palazzo coi propri fondi senza accedere al tesoro di Stato. Il re amava rimanere isolato dal mondo e questo luogo era divenuto per lui un rifugio personale, ma dopo la sua morte nel 1886 esso fu aperto subito al pubblico, desideroso di visitare quello che veniva decantato come un progetto fantasioso.

Può essere annoverato fra i castelli e le fortezze più visitati in Europa: circa 1,4 milioni di visitatori all’anno, di cui 6000 al giorno solo in estate[1]. È aperto al pubblico dal 1886 e da allora è stato visitato da 60 milioni di persone. Negli ultimi anni è stato proposto per le sette meraviglie del mondo moderno ed è il soggetto di numerosi puzzle e poster. Nel 2013 ne è stato completato il restauro dopo 13 anni dall’inizio dei lavori.

Ha ispirato i castelli delle fiabe della Walt Disney, che lo prese a modello per alcuni tra i suoi più celebri film d’animazione, tra cui Biancaneve e i sette nani, Cenerentola, La bella addormentata nel bosco e Rapunzel. Ha ispirato il castello di Pandora della serie anime I Cavalieri dello zodiaco. Nel castello sono stati ambientati innumerevoli film, ad esempio era il “palazzo di Vulgaria” nel film Chitty Chitty Bang Bang.

Finalmente al castello

berlino monaco expo 585berlino monaco expo 583berlino monaco expo 547berlino monaco expo 548berlino monaco expo 555berlino monaco expo 572berlino monaco expo 571Che dire veramente bello se avete la possibilità vi consiglio di visitarlo.

Ora direzione Monaco

Monaco di Baviera (/ˈmɔnako di baˈvjɛra/; in tedesco: München, /ˈmʏnçən/, ascolta; in bavarese: Minga), anche semplicemente Monaco, è una città extracircondariale della Germania meridionale, capitale (Landeshauptstadt) della Baviera. Situata sulle rive del fiume Isar, dopo Berlino ed Amburgo è la terza città tedesca per numero di abitanti, con una popolazione di circa 1 498 000 residenti nel comune, 1 808 550 se si considera anche il circondario di Monaco e circa 2,7 milioni nell’area metropolitana.

È la città più importante della Germania meridionale, grazie alle residenze reali, agli immensi parchi, ai suoi musei, alle sue chiesebarocche e rococò, al folclore bavarese ancora molto vissuto, alla vicinanza delle Prealpi e delle Alpi e naturalmente grazie alla birra ed alla sua manifestazione più famosa, l’Oktoberfest. Il santo patrono della città è San Benno di Meißen. Nel 2015, uno studio della società di consulenza globale Mercer, ha classificato Monaco di Baviera al quarto posto, tra le 20 città del mondo con la miglior qualità della vita. Nel 2016, la città mantiene la sua posizione.

Prima tapa marienplaz giusto in orario per assistere al carillon dell’orologio meccanico della Neues Rathaus. Le statue dell’orologio ballano due distinte scene: una giostra in onore delle nozze del duca Guglielmo V con Renata di Lotaringia, e laSchäfflertanz o danza dei bottai, una rappresentazione che ogni anno viene messa in scena anche per le strade della città e che commemora la scampata epidemia di peste del 1515-1517. Alla fine della rappresentazione, un gallo dorato apre le ali, mentre un meccanismo a soffietto ne riproduce il canto. Questa rappresentazione viene ripetuta, ogni giorno, alle ore 11:00 e 12:00 (durante l’estate anche alle 17:00). Il meccanismo del carrillon funziona tramite rulli intercambiabili, che vengono sostituiti di mese in mese. Ad ogni cambio di un rullo corrisponde il cambio della melodia di accompagnamento.

Alle 8:58 di sera, nelle nicchie situate al settimo piano della torre, compaiono le figure di un alfiere con corno che benedice ilMünchner Kindl e dell’angelo della pace che lo accompagna a letto. Questa seconda rappresentazione, chiamata Das Münchner Kindl wird zu Bett gebracht (Il Bambinello di Monaco viene portato a letto), è accompagnata da due carrillon: il primo, a trombe, esegue uno spezzone dell’opera lirica I maestri cantori di Norimberga di Wagner, mentre il secondo, a campane, esegue la “Ninna nanna” di Brahms.

berlino monaco expo 587berlino monaco expo 592berlino monaco expo 594berlino monaco expo 588L’ indomani ho visitato il campo di concentramento di Dachauberlino monaco expo 617Quando sono entrata ho avuto il gelo nel sangue ho fatto tutto il percorso non ho avuto proprio voglia di fare della foto non ci si può rendere conto di tutto ciò che è accaduto all’ interno del campo si può immaginare ed è terribile!

L’ unica foto che ho fatto è stato al forno berlino monaco expo 618berlino monaco expo 619berlino monaco expo 620veramente disumano!

Dachau è una città tedesca di 45.621 abitanti situata nel Land della Baviera. È capoluogo dell’omonimo circondario. La città si trova a soli 20 km da Monaco di Baviera.

Il nome della città è direttamente collegato al campo di concentramento nazista che vi sorgeva, durante la seconda guerra mondialeera sinonimo di morte e terrore.

Il campo di concentramento di Dachau fu il primo campo di concentramento nazista, aperto il 22 marzo 1933 su iniziativa di Heinrich Himmler. Iniziò così per Dachau un periodo drammatico che vide legato indissolubilmente il nome della città al campo di concentramento.

Dachau servì da modello a tutti i campi di concentramento, di lavoro forzato e di sterminio nazisti eretti successivamente e fu la scuola d’omicidio delle SS che esportarono negli altri lager Lo spirito di Dachau, il terrore senza pietà. Nel campo transitarono circa 200.000 persone e, secondo i dati del Museo di Dachau, 41.500 vi persero la vita. I deportati in arrivo dovevano percorrere una larga strada curata, la Lagerstrasse, al termine della quale era situato il cosiddetto Jourhaus, la “porta dell’inferno”, il simmetrico edificio del comando di campo con una posticcia torretta di guardia sul tetto. Lo Jourhaus è attraversato nel mezzo dall’arco d’ingresso al campo e l’arco è completamente chiuso, a sua volta, da un’estesa grata in ferro battuto con un piccolo cancello al centro, che reca la scritta: Arbeit macht frei. Con gli anni questo cinico slogan di Dachau, che significa “Il lavoro rende liberi”, venne poi utilizzato in numerosi altri nuovi campi che via via si andavano costruendo, diventando il simbolo stesso della menzogna nazista sui lager. Il lavoro in quei luoghi infatti non liberò mai nessuno ma fu anzi usato come strumento di morte primario per il genocidio scientifico degli “indesiderabili”, ritenuta vantaggiosa per l’economia del Reich.

Il campo di Dachau, insieme a quello di Auschwitz, è divenuto nell’immaginario collettivo il simbolo dei lager nazisti.

Dopo questa triste storia mi dovevo riprendere, un bel giro nel giardino inglese era ciò di cui avevo bisogno

Il Monopteros è un tempietto neoclassico (in stile greco) a pianta circolare di 16 m di diametro, di tipo (come dice il nome) monoptero, che domina il Giardino Inglese di Monaco. Fu commissionato da Ludovico I Re di Baviera e progettato da Leo von Klenze nel 1831; la sua realizzazione, terminata nel 1836, comportò l’edificazione negli anni precedenti di una collina artificiale di 15 m con i materiali di scarto della Residenz ad opera di Carl August Sckell.

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Questa struttura di legno alta 25 metri, progettata dall’architetto militare Joseph Frey von Johann Baptist Lechner che prese a modello la “Grande Pagoda” dei Royal Botanic Gardens di Kew a Londra, fu costruita tra il 1789 e il 1790. La Pagoda, alta due volte la Chinesischer Turm, vorrebbe ricordare una delle pagode di porcellana che si trovavano nei giardini dell’imperatore della Cina.

La Chinesischer Turm nel 1944 fu distrutta durante i bombardamenti e fu ricostruita nel 1952 uguale all’originale.

Grazie ai suoi 7.000 posti a sedere, il biergarten della Chinesischer Turm è il secondo più grande della città. Tale monumento appare molto spesso negli episodi della celebre serie televisiva dell’Ispettore Derrick.

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l’Englischer Garten di Monaco, il giardino inglese della città, è il più grande parco d’Europa che si estende per 3,7 Km², più grande di Hyde Park a Londra e di Central Park a New York.

Esso fu commissionato dal principe elettore Karl Theodor nel 1789 con l’intenzione di dare alla città un polmone verde nel quale i suoi abitanti potessero rilassarsi ed estasiarsi della sua bellezza.

Arrivando all’Eisbach, che è un piccolo ruscello artificiale parallelo al fiume Isar, potrai vedere alcuni surfisti, e scoprirai che il surf su fiume è nato proprio a Monaco. Un meccanismo di pompaggio d’acqua produce un’onda stazionaria, che permette ai temerari di surfare per un minuto, prima di dover abbandonare e allinearsi nuovamente.

Secondo giorno a Monaco

Il Villaggio olimpico (in tedesco: Olympisches Dorf) fu costruito per le Olimpiadi estive del 1972 a Monaco di Baviera, in Germania, e fu utilizzato per ospitare gli atleti durante i giochi. La sua progettazione fu affidata allo studio “Heinle, Wischer & Partner”.

Divenne tristemente noto per essere stato teatro del massacro di Monaco.[1]

Gli appartamenti vennero successivamente messi in vendita al pubblico, e sono tuttora abitati.

La concezione del quartiere risulta estremamente moderna: la parte vivibile del quartiere è costituita da un piano rialzato interamente pedonalizzato sul quale affacciano i negozi del Ladenzentrum e gli androni condominiali; le auto possono accedere solo sotto tale piano, dove sono situati anche i parcheggi del quartiere. Gran parte degli appartamenti è dotata di ampi terrazzi- elemento non così frequente, in Germania- e molti condomini sono stati concepiti in modo da essere privi di barriere architettoniche.

Nel complesso, il Villaggio olimpico è arricchito da numerosi spazi dedicati al verde.

Attualmente, nel quartiere risiedono circa 6.100 abitanti.

L’estremità meridionale del villaggio olimpico, costituito da una torre e da una serie di “bungalows” ad un piano, fu originariamente destinata a sezione femminile del Villaggio olimpico. Fu progettato dagli architetti Günther Eckert und Werner Wirsing.

Attualmente è utilizzato dall’Opera studentesca di Monaco (Studentenwerk München) come residenze studentesche; viene pertanto a costituire una sorta di “villaggio studentesco” (in tedesco Studentenviertel auf dem Oberwiesenfeld o Studentendorf). Negli ultimi anni, sono stati avanzati progetti di demolizione.

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Monaco una città da visitare, concludo il mio soggiorno nel birrificio HB

La Hofbräuhaus (nome completo in tedesco: Staatliches Hofbräuhaus in München, letteralmente Birrificio Nazionale della Corte in Monaco) è la più celebre birreria di Monaco di Baviera, nonché una delle “sette sorelle”, le sette fabbriche di birra storiche della città.

Oggi è proprietà del governo bavarese, mentre il prefisso Hof (“corte”) indica che il locale e l’annessa fabbrica furono la birreria reale del Regno di Baviera. Il birrificio gestisce il locale nel centro di monaco, la Hofbräuhaus am Platzl, il ristoranteHofbräukeller e la seconda tenda più grande dell’Oktoberfest, la Hofbräu-Festzelt.

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Fu fatta costruire nel 1589 dal duca Guglielmo V per evitare di dover acquistare la birra per il suo esercito al di fuori del regno, nella Bassa Sassonia. L’apertura al pubblico avvenne solo nel 1828, con Luigi I di Baviera.

Nel 1897 divenne proprietà dello stato bavarese e il birrificio situato nella parte retrostante dell’edificio fu trasferito in periferia per lasciare posto ad una nuova grande sala per gli ospiti.

Negli anni dieci del Novecento era il ritrovo dei rivoluzionari di sinistra. Durante il tempo della Räterepublick(Repubblica dei consigli), il 13 aprile 1919 (domenica delle Palme) il consiglio dei soldati qui proclamò la Repubblica comunista che sostituì la repubblica proclamata il 7 aprile da Ernst Toller, Erich Mühsam e Gustav Landauer.

Il 24 febbraio 1920 Hitler vi tenne uno dei suoi primi comizi enunciando i 25 punti programmatici del Partito dei Lavoratori tedeschi (DAP) (fondato però in un’altra birreria – la Sterneckerbräu), che poi nei primi giorni di marzo divenne il Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori tedeschi (NSDAP).

Il 25 aprile 1944 l’aviazione inglese bombardò Monaco e l’edificio fu quasi completamente distrutto. Venne completamente riaperto al pubblico solo nel 1958, appena in tempo per l’ottocentesimo anniversario della città.

La capienza complessiva attuale degli ambienti – Schwemme, Bräustüberl, Festhalle e del Wirtsgarten – è di tremila persone. Oggi la HBha aperto alcune filiali in diverse città del mondo, tra cui Genova

Era ora di rientrare in italia ma non ne avevo proprio voglia, quindi ho deciso che, visto che passavo da li, di fare una piccola sosta ancora a Insbruck per visitare il castello di Ambras

Il Castello di Ambras (in tedesco Schloss Ambras) si trova ad Innsbruck, Austria. Situato nelle colline presso la città austriaca, il castello ne costituisce una delle più importanti attrazioni. La sua importanza storico-culturale è fortemente legata all’arciduca Ferdinando II.

Come molti edifici europei, il Castello di Ambras porta una firma italiana, quella dell’architetto scaligero Giovanni Battista Guarienti. Originario di una delle più antiche famiglie della nobiltà veronese, il Guarienti era giunto alla corte dell’arciduca Ferdinando II, in Boemia, con la qualifica di sovrintendente dei palazzi che il figlio dell’imperatore possedeva nei paesi dell’Est europeo: Ungheria, Polonia, Cecoslovacchia.

Ferdinando II sognava di avvicinarsi a Vienna e per accelerare questo progetto, quando ancora non gli era permesso di lasciare il governatorato di Boemia, incaricò il Guarienti di trasformare in un palazzo il casino di caccia sulla collina che sovrastava Innsbruck. Il progetto affascinò il nobile architetto veronese che, ormai avanti con gli anni, aveva deciso che questo sarebbe stato l’ultimo lavoro al servizio dell’Asburgo, prima di fare ritorno in Italia. Ci mise un impegno tale che il palazzo divenne ben presto un castello degno del figlio dell’imperatore.

Congedandosi dall’arciduca, Giovanni Battista Guarienti pensava di far ritorno in riva all’Adige, ma cambiò idea quando Ferdinando II volle premiarlo donandogli vasti possedimenti in territorio trentino che l’artista veronese conosceva bene avendo sposato un’erede del ramo trentino dei conti Maffei. E così, il non più giovane artista si fermò a Malosco, dove costruì per sé e la famiglia un piccolo castello, divenuta sede, sino a pochi decenni or sono, del municipio di questa ridente località. Le proprietà che possedeva a Verona, secondo alcuni storici, vennero donate ai parenti rimasti nella città scaligera. La sua influenza sull’architettura imperiale durò almeno per un’altra generazione attraverso il figlio Domenico, pittore, scultore e architetto anch’egli: a Domenico Guarienti si devono una monumentale fontana Ohernberg e un’altra a Landeck. Partecipò inoltre, come suggerisce il Ridolfi nelle sue Lezioni di Manierismo, a lavori come scultore a Innsbruck e come pittore e affrescatore a Hall, Ambras, Rotholz, Thurneg e al Castello Nuovo di Vienna.

Il castello di Ambras funge come “succursale” del Kunsthistorisches Museum (in italiano Museo di Storia dell’Arte). Il castello fu costruito dall’arciduca Ferdinando II, che teneva qui i suoi ritratti e la sua collezione di armature. Oggi però la maggior parte si trova a Vienna.

Notevoli sono la Camera dell’arte e delle curiosità, la galleria dei ritratti dei membri della casa d’Asburgo, che contiene oltre 200 ritratti di autori tra i quali spiccano Tiziano, Van Dyck e Velazquez, l’armeria e la sala spagnola. Qui d’estate vengono organizzati concerti. Da menzionare è anche il parco del castello in stile inglese.

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Che bel viaggio!!! e quanti wurstel!!!!E’ proprio dei wurstel vi volevo parlare un piatto che mi ricorda tantissimo la Baviera e quindi questo viaggio.

quindi vi propongo i wurstel con la verza

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ingredienti :

1/4 di verza

2 wurstel

olio extravergine di oliva

1/2 bicchiere di vino bianco

Procedimento

In una padella versiamo l’ olio e la verza,

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quando la verza ha perso la sua acqua sfumiamo con il vino bianco, quindi aggiungiamo i wurstel,

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copriamo e facciamo cuocere per 15 minuti, se necessario aggiungere dell’acqua.

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