Risotto al tartufo

Il Tartufo

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La prima vera testimonianza diffusa in Europa, la si può trovare nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio (23-79 d.C.). Gli aneddoti riportati hanno rivelato che il tartufo, in latino denominato terrae tuber (escrescenza della terra) o semplicemente tuber, era molto apprezzato a tavola dagli antichi Romani che avevano copiato l’uso culinario dagli antichi Etruschi. Anche i greci usavano il tartufo nella loro cucina, come dimostrato dal filosofo Plutarco di Cheronea che tramandò, a quei tempi (I secolo d.C.), l’idea che il raro e pregiato fungo nascesse dalla combinazione di alcuni elementi naturali come acqua, calore e fulmini. Da questa teoria prese spunto il poeta Giovenale secondo il quale l’origine del tartufo si deve ad un fulmine scagliato dal padre degli dei, Giove, in prossimità di una quercia. Oltre a ciò, dato che Giove era famoso per la sua prodigiosa attività sessuale, il tartufo veniva considerato altamente afrodisiaco. In base a questo suo potere un’altra leggenda narra che il tartufo fu dedicato dai pagani alla dea Venere. Nonostante il prezioso fungo fu trattato da studiosi, filosofi e poeti, l’origine del tartufo non fu mai stabilita. Ecco perché la scarsissima conoscenza unita alle credenze popolari, fece pensare del tartufo come un’escrescenza degenerativa del terreno e nel corso degli anni come cibo del diavolo o delle streghe.

Il riso.

Non si può parlare del risotto senza prima aver detto qualcosa sul riso. La materia prima; la preparazione, poi. Il riso è una pianta cerealicola più diffusa del mondo. Se ne conoscono circa 120.000 varietà. Sulla nascita del riso ci sono molte storie:

C’era una volta una fanciulla di nome Retna. Era indiana, ed era anche molto bella. Il Dio Shiva se ne innamorò, e la chiese in moglie.  Come regalo di nozze, Retna chiese al Dio di dare una mano ai suoi affamatissimi connazionali, donando loro un cibo di cui non si stancassero mai. Shiva disse di sì, ma poi, sarà che gli Dei hanno sempre tante cose da fare, sarà perché i suoi collaboratori non erano all’altezza, non mantenne la sua promessa. Ma Retna teneva duro, a allora Shiva la prese con la forza. Disonorata e ingannata, la ragazza si gettò nel fiume sacro, il Gange. E la sua anima si trasformò in una pianta dai chicchi bianco-dorati: il riso. Così Shiva fu servito. E soprattutto lo furono gli indiani, che da quel momento ebbero di che nutrirsi.

Anche per i cinesi il riso nasce dalla frustrazione di un Dio. Il Genio Buono, incapace di sfamare gli uomini nel corso di una tremenda carestia, si strappò i denti e li buttò al vento. Sembra un gesto del tutto inutile, del tipo gettare i denti a chi non ha il pane. Ma essendo un dio,sapeva quello che faceva: i suoi denti si trasformarono infatti in semi, che diedero vita a milioni di chicchi di riso. Uscendo dalle leggende, sull’ origine del riso continuiamo a brancolare nel buio. O tutt’al più nella penombra delle ipotesi.

Ma se uniamo il tartufo con il riso abbiamo un piatto eccezionale!

P1080639Ricetta:

1/2 tartufo ( se è piccolo 1 )

300 gr di riso

1/4 di scalogno

olio extravergine di oliva

100 ml di panna da cucina

1,5 litro di brodo vegetale

sale q.b

grana grattugiato q.b

Preparazione:

Con una spazzola pulire il tartufo.

In una padella facciamo rosolare lo scalogno con l’ olio, e aggiungiamo il riso, giriamo per 5 minuti ,

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uniamo due mestoli di brodo. Ogni volta che il riso assorbe il brodo aggiungiamo poco alla volta il brodo.

Quando il riso è a metà cottura aggiungiamo  metà tartufo, saliamo q.b.

Quando il riso è cotto spegniamo e uniamo la panna, mantechiamo bene quindi versiamo nel piatto spolveriamo di grana e mettiamo delle scaglie  di tartufo .

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