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Cucinare è passione

Le seada di tris nonna Pepedda

Le seada di tris nonna Pepedda

La seàda (anche sebàda, seatta e sevada in lingua sarda), è un piatto tipico della tradizione sarda a base di semola, formaggio,miele [3] o zucchero come condimento.

Piatto di origine spagnola (cebar, in spagnolo, tra gli altri significati ha quello di “cibare, alimentare”; cebada è il participio passato), le seadas vengono prodotte ormai in tutta l’isola, ma quelle artigianali si continuano a fare prevalentemente nelle zone con economia pastorale. Esistono varie interpretazioni della ricetta base ma i tipi sono sostanzialmente due: con formaggio cotto e con formaggio crudo (quest’ultima detta a sa mandrona, ossia “in modo pigro”). Da qualche anno si stanno diffondendo anche versioni “commerciali” reperibili nelle grandi catene di distribuzione.

Ogni anno viene indetto da Laòre, agenzia per l’attuazione dei programmi regionali in campo agricolo e per lo sviluppo rurale appartenente alla Regione Sardegna, un ambìto premio per la migliore seada artigianale.

Secondo alcune testimonianze, il termine seada potrebbe anche derivare dal grasso animale che, in origine, veniva utilizzato per la realizzazione del piatto, vale a dire su ozu seu, ricavato dal grasso degli ovini e non dei suini, come lo strutto (ozu porchinu)

Essendo un prodotto a base di formaggio, la loro origine è da ricercare nelle zone dell’isola tradizionalmente legate alla pastorizia, quindi l’area definita ai quattro angoli daBarbagia, Ogliastra, Logudoro e Gallura. La seada è attualmente considerata un dolce anche se in origine rientrava tra le pietanze principali tanto da poter sostituire un secondo.

Gli ingredienti principali sono molto semplici: semola, strutto animale, formaggio fresco acido (in logudorese “Casu furriàu“, in gallurese, “Pischedda“), miele (o zucchero) ed eventuale scorza di limone grattugiata.

Il formaggio può essere vaccino ma la sua ricetta originale nasce con il formaggio pecorino il quale risulta ideale nella sua preparazione.  Il formaggio  va fatto inacidire, senza farlo passare per la salamoia, lasciandolo a temperatura ambiente. È acido al punto giusto quando, riscaldato, fila. Per la variante con formaggio cotto, il formaggio va tagliato a scaglie e disciolto in un tegamino, con una piccola quantità di latte perché non si attacchi e quindi quando sciolto, va addizionato di scorza di limone grattugiata. Ne vanno fatti dei dischi di circa 12-15 cm di diametro e 8 mm di altezza. Per la variante con formaggio crudo, quest’ultimo viene grattugiato grossolanamente o, più semplicemente, tagliato a schegge, ed addizionato della scorza di limone grattugiata.  Sulla sfoglia si pongono i dischi di formaggio, li si ricopre con un’altra sfoglia e si fanno dei “ravioloni” tondi, con un margine di 4-5 millimetri eccedente il diametro del disco di formaggio, eliminando bene l’aria dall’interno della seada.

Ricetta seada della mia tris nonna Peppedda di Desulo

500 gr di farina

40 gr di burro

acqua q.b.

2 cucchiainidi zucchero

Per il ripieno

400 gr di formaggio fresco senza sale

1 cucchiaio di semola fine

scorza grattugiata di un limone

per la cottura

olio per friggere

e miele o  zucchero per farcire

Procedimento:

Una volta fatto inacidire il nostro formaggio, viene tagliato a pezzi piccoli mettiamolo in una pentola capiente e aggiungiamo la semola e la scorza del limone, accendiamo a fuoco medio,

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e giriamo ripetutamente sino allo scioglimento dovrà filare,

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quindi formiamo dei dischi di circa 12-15 cm di diametro e 8 mm di altezza.Il formaggio sarà caldo aiutiamoci con dell’acqua fredda.

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Ora con la macchina tiriamo la pasta formiamo dei dischi dove andremo a posizionare il nostro formaggio

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lasciamo un margine di 1 cm.Otteniamo dei “ravioloni”

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Mettiamo l’ olio a scaldare quando entra in temperatura friggiamo le seadas, serviamo caldo mettendo sopra o del miele o dello zucchero

Io vi propongo una versione diversa ma più leggera e altrettanto buona, la cottura nel forno, mettiamo le nostre seadas in una teglia rivestita da carta da forno e inforniamo a 180° per circa 20 minuti. Quando sono pronti sforniamo e condiamo con zucchero o con del miele, servire caldi