Intolleranze alimentari

Ho scoperto mio malgrado che il mondo delle intolleranze è un mondo vasto, poco conosciuto e difficilmente riconoscibile. Si! Perché le intolleranze sono subdole, agiscono anche in tempi lunghi e si manifestano nei modi più disparati. Conosco persone che hanno avuto manifestazioni (tipo eczema) alle mani, al cuoio capelluto, eruzioni cutanee (tipo acne) al viso; ma anche problemi di attenzione, malumore, agitazione, sonnolenza…scomparsi dopo aver eliminato o ridotto l’alimento riconosciuto responsabile. Noi lo abbiamo scoperto attraverso un “test della forza” (metodo non scientifico) secondo cui il contatto diretto di un alimento di cui noi siamo intolleranti, avrebbe la capacità di toglierci energia, quindi forza. Questo tipo di test, misconosciuto, ha la capacità di individuare intolleranze sviluppatesi nel tempo, anche molto nascoste e difficilmente riconoscibili.

L’intolleranza al glutine di mio marito è stata scoperta pochi anni fa, dopo una vita di tribolazioni intestinali…E’ stato uno shock perché la nostra era una dieta prevalentemente a base di farinacei, come pasta e pani o pizza. Quando rientravo tardi dal lavoro, oppure molto stanca, un piatto di pasta ben condito, un po’ di verdura e frutta, mi risolvevano più che degnamente il problema della cena. Dopo la “scoperta”, a cui è seguito un periodo di digiuno da farinacei di 3 mesi, per la disintossicazione, proprio non sapevo cosa preparare…era avvilito lui perché non si sentiva più libero di mangiare, avvilita io perché non sapevo come aiutarlo; inoltre, mangiando in mensa, non aveva un’alimentazione comunque molto varia: riso, riso, carne, riso, verdura, ancora riso! La soluzione è venuta da sé nel tempo: mi sono fatta una cultura riguardo l’argomento celiachia, l’acquisto del Bimby e di una macchina del pane (MdP) mi hanno aiutato parecchio  e poi, tutto sommato, ho scoperto che non è così terribile scartare i farinacei, a favore di cibi più freschi e ricchi di oligoelementi come le verdure e frutta di stagione…siamo anche dimagriti di peso!

L’intolleranza al lattosio di Ale, invece, scoperta poco tempo dopo quella di mio marito, è stata più difficile da “ingoiare” perché il latte è contenuto praticamente ovunque. Ricordo che per fare spesa ci mettevo in media 2 ore, perché leggevo gli ingredienti di qualunque cosa (era diventato un vizio tale che mi sono ritrovata a guardare anche nel cibo per gatti!!!!). Anche in questo caso la cultura che mi sono fatta al riguardo mi ha permesso di trasformare in occasione un qualcosa che inizialmente avevo vissuto come limite; e ancora una volta il Bimby  è stato un grande alleato, perché soprattutto la colazione, era da costruire ed inventare quasi quotidianamente.
Dopo anni di prove, riprove ed esperimenti a volte riusciti a volte miseramente falliti, siamo arrivati ad una sorta di equilibrio, ma soprattutto abbiamo capito come funziona: entrambe le intolleranze sono dose-dipendenti cioè si manifestano quando si eccede con l’introduzione. Ognuno di noi possiede il proprio grado di tollerabilità, un limite personale che non deve essere oltrepassato, pena lo stare male, male, male. In effetti a differenza dell’allergia, dove basta poco perchè possa essere scatenata una crisi anche mortale, l’intolleranza permette, nei limiti soggettivi, l’assunzione di piccole quantità di prodotto. Ecco che mio marito si può permettere una porzione di farinacei ogni 3 giorni. Ad esempio lui mangia un piatto di pasta il martedì e la pizza al sabato…con questo dosaggio non ha problemi di sorta, ma se aggiunge un pasto è altamente probabile che abbia attacchi intestinali estremamente dolorosi.
Con il lattosio è un po’ diverso perché questo non è presente in tutti i formaggi, ma soprattutto in quelli stagionati, è già “lavorato”, digerito, gli zuccheri scissi, insomma!…in linea di massima abbiamo visto che soprattutto i formaggi freschi gli procurano crisi intestinali anche se ne assume porzioni piccole.
In linea di massima mi sento di dire, a chi ha scoperto da poco un’intolleranza, di non abbattersi ma, se non ci sono veti veri e propri, di armarsi di santa pazienza e provare e testare nel tempo, il più possibile, il proprio grado di tolleranza dell’alimento. Ricordatevi che è il troppo che stroppia!
Bibliografia e link utili:

4 risposte a Intolleranze alimentari

  1. simona scrive:

    che piacere conoscerti e che strano ritrovare tra le parole della tua esperienza i mie sentimenti, le mie paure sconfitte nel tempo, e la trasformazione di ciò che consideravo dramma in nuova esperienza di vita.
    Curo un blog che prova a mostrare come essere intolleranti a lattosio e allergici a lievito e frumento, non sia un dramma, fa paura all’inizio ma poi con inventiva e fatica e caparbietà si può vivere come tutti e si è quasi stufi di essere considerati diversi..odio sentirmi dire, “poverina cosa mangi??!!” ti seguirò volentieri, perchè nelle tue righe ho letto tento di me! ciao ciao simona

    • Lucia scrive:

      Cara Simona, è per me un piacere conoscere te! Si impara solo col tempo e, come dicevi tu, con grande caparbietà e fatica, che intollerante non vuol dire diverso nè tanto meno essere un dramma esistenziale….all’inizio si, è normale: siamo troppo abituati ai luoghi comuni, che la “normalità” è quella della massa che mangia di tutto senza problemi…anche se io ho i miei dubbi. Fondamentalmente siamo tutti un po’ intolleranti a qualcosa, solo che c’è chi ha avuto la fortuna di diventarne consapevole. Dico fortuna, non sfortuna, perché noi siamo davvero quello che mangiamo e sapere che ci sono alimenti che ci sono “nemici” ci permette di cercare alternative e nutrire il nostro corpo in maniera adeguata. Comunque benvenuta e grazie per la tua condivisione.
      Ciao ciao, lucia

  2. Massa Carlo scrive:

    Ciao, sono Carlo, un maschietto, che ha un problema di “intolleranza alimentare” un po’ particolare, non viene quasi mai gestita dai vari blog, sono diabetico e la mia intolleranza, mio malgrado è ai zuccheri, anche quelli contenuti nei carboidrati e quindi sono sempre alla ricerca di ricette adeguate ai mio problema, non dimenticando che sono goloso di dolci, possibile che ci siano tante ricette per chi ha problemi di glutine e di lattosio e poche per chi è diabetico ?
    Carlo

    • Lucia scrive:

      Caro Carlo hai ragione ma c’è da dire che il diabete è una malattia non un’intolleranza; ci sono varie forme di diabete: alcune vanno trattate anche con farmaci, ma la maggior parte con una dieta appropriata e l’esercizio fisico. Di solito è necessaria una dietista che orienti verso i cibi e le quantità ideali.

Grazie per essere passato a trovarmi. Siediti pure...faccio volentieri due chiacchiere