amaretti di Sassello, dolce tipico ligure

amaretti di Sassello, dolce tipico ligure, la loro storia risale da molto lontano. quella di una famiglia trasferitasi nell’Astigiano, lui economo di casa Savoia, lei di origine siciliana. Si dice che la donna fosse un’abile cuoca e che non mancava mai di offrire i suoi particolari pasticcini morbidi a base di mandorle agli ospiti. Le prime persone che assaggiarono i dolci della signora esclamarono “sono buoni e un po’ amaretti”, battezzando così ufficialmente i nuovi dolcini. In quel periodo il mandorlo era un albero particolarmente diffuso nelle campagne a cavallo tra Basso Piemonte e Liguria e più passava il tempo e più l’amaretto diventava un prodotto tipico della zona, con caratteristiche diverse da una località all’altra. Il Sassello, località dell’entroterra ligure,  si innamorò fin da subito degli amaretti, trasformandoli in dolci casalinghi apprezzati al pari dei canestrelli e del pandolce, già diffusi nella zona.A metà del 1800 alcune famiglie sassellesi provarono a portare la produzione di amaretti fuori dalle loro case, e il successo non si fece aspettare. L’amaretto di Sassello salì all’onore delle cronache ricevendo diversi riconoscimenti come in occasione dell’Esposizione Internazionale di Genova del 1892 e delle mostre di  Parigi nel 1911 e Madrid nel 1914. La produzione rimaneva comunque a un livello artigianale e l’amaretto morbido era diffuso soprattutto in ambito regionale.  L’amore tra Sassello e l’amaretto è cresciuto nel tempo, fino ad arrivare agli anni ‘60, quando la tradizione artigiana si è adeguata alle crescenti richieste del mercato. Ed è proprio in questo periodo che il Sassello diventa un vero distretto dolciario, uscendo così dai confini regionali del Piemonte e della Liguria. Andrebbe usata una piccola parte di mandorle amare, armelline, siccome però sono leggerente tossiche si possono usare solo quelle dolci e aggiungere una fialetta di aroma mandorla, che ne mantiene il profumo e il giusto ” amaretto”

amaretti sassello

per una trentina di amaretti
gr 220 mandorle dolci pelate
gr 30 mandorle amare o armelline
gr 150 zucchero a velo
2 albumi

– tritare le mandorle con metà dello zucchero ed amalgamarle agli albumi montati a neve con il restante zucchero a velo
– riempire una sac a poche e fare delle palline su una placca da forno rivestita da carta antiaderente, io ho usato due cucchiaini
– spolverare con zucchero a velo e lasciare riposare almeno un paio d’ore, l’ideale una notte
– cuocere in forno caldo a 200° 12′ circa non devono scurire
– se si vogliono degli amaretti croccanti cuocere per più tempo abbassando la temperatura a 160° la ricetta originale vuole un pasticcino chiaro e morbido

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