Torta nera al budino di cioccolato

 

Godurioso dolcetto per le feste, super gustoso e coreografico!

Ingredienti:

  • 150 gr di farina;
  • 150 gr di zucchero semolato;
  • 75 gr di cacao nero in polvere;
  • 3 uova intere;
  • una bustina di lievito vanigliato;
  • 75 gr di burro a temperatura ambiente;
  • 150 ml di latte parzialmente scremato;
  • 150 gr di budino.

Preparazione:

Step 1. Prendere le uova a temperatura ambiente e separare i tuorli dagli albumi. Montare a neve  gli albumi. Montare i tuorli con lo zucchero per circa 15 minuti.  Incorporare lo zucchero (setacciato precedentemente) in due fasi e sbattere le uova lentamente. Aggiungere il burro a temperatura ambiente continuando a mescolare. Aggiungere quindi la farina e il cacao setacciatiDurante tutte queste fasi aggiungere di tanto in tanto il latte per rendere il composto più morbido e spumoso.

Step 2: Aggiungere le chiare montate a neve e il lievito. Mescolate  facendo attenzione a non smontare le chiare e perciò mescolando lentamente dal basso verso l’alto. Imburrare bene una teglia e rivestirne il fondo con carta da forno, quindi versarvi il composto. Le dosi di questa torta si riferiscono ad una teglia di 20 cm di diametro. Cuocere 170 °C per circa 40 minuti. Controllare la cottura infilando uno stuzzicadenti al centro della torta: se rimane asciutto la torta è cotta. Una volta sfornata e raffreddata tagliatela in due con l’aiuto di uno spago. Farcitela con la crema di budino e cospargetela di zucchero a velo. Gli alberelli io li ho ottenuti poggiando sulla superficie dei piccoli alberi in feltro su cui ho spolverizzato lo zucchero a velo. Una volta eliminati, hanno lasciato i bei disegni c

he vedete nell’immagine.

Info su cinquantasfumaturedicibo

Sono un giovane avvocato con la passione per la cucina. Adoro il mio lavoro, soprattutto quando permette di strappare un sorriso di fiducia per l'attività svolta. Combatto per la giustizia, l'equità e la parità. Anche se l'esperienza forense mi ha insegnato, amaramente, che la Giustizia non sempre è fidata compagna della classe più debole. Le speranze per un mondo migliore, abbracciate nel corso della pratica forense, sono state miserabilmente distrutte dalla realtà che tutti i giorni contraddistingue l'attività di un legale abilitato. Il Diritto fa trapelare la parte più aggressiva e combattiva del mio carattere. Se assumo in mandato un caso, diventa come una seconda pelle. Devo portarlo a compimento nel modo migliore per me ed il cliente. Il senso di responsabilità mi logora. La cucina, invero, fa trapelare la parte più dolce e fantasiosa della mia persona. Tra le mura di casa ritorno ad essere me stessa, mi rilasso, ripongo nel cassetto la maschera di donna aggressiva e combattiva. Io cucino per rendere un dono prezioso ai miei cari ed agli amici. Questo il mio motto:" Invitare qualcuno a pranzo vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante le ore che egli passa sotto il vostro tetto". Anthelme Brillat-Savarin, Fisiologia del gusto, 1825
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