Spiedini di polpettine e formaggio fresco. Ricetta di Patrizia.

 

Pubblico la seguente e  sfiziosa ricettina inviatami da mia cognata Patrizia:

Spiedini di polpettine e formaggio fresco

Questa ricetta è una di quelle che le nostre nonne e mamme conoscono benissimo, e sanno fare ancora meglio; io, infatti, l’ho appresa da una mamma davvero molto brava a realizzarla.

È un piatto molto semplice ma nello stesso tempo molto appetitoso.

Può essere utilizzato sia per un antipasto un po’ rinforzato o per un secondo da completare con un bel contorno di insalata.

Gli ingredienti sono i seguenti: (dosi per 4 persone)

Polpettine

400 grammi di macinato misto (maiale e manzo), 2 uova, pane raffermo, latte, grana, sale e pepe quanto basta, prezzemolo e/o menta – secondo il proprio gusto – e infine dell’aglio tritato finemente se piace e se lo si digerisce facilmente.

Spiedini

280 gr formaggio fresco, farina, uova, pangrattato, olio.

Spiedini in legno, ovviamente.

L’esecuzione della ricetta richiede un po’ di tempo per cui non pensate di poter realizzarla di fretta.

Occorrre prima di tutto procedere alla preparazione delle polpettine.

Immergere in una piccola scoldella il pane raffermo con del latte.

Mettere in una ciotola il rimacinato e aggiungere le uova il grana il pane precedentemente immerso nel latte e le erbe che si preferiscono sminuzzate, l’aglio se si vuole.

Mescolare con le mani.

Questa è un’attività che va fatta con le mani perché solo così ci si può rendere conto della perfetta consistenza che deve avere l’impasto: non troppo secco né troppo morbito. Regolare infine di sale e di pepe.

Formare delle piccole palline di rimacinato tenendo conto della dimensione finale che avranno gli spiedini.

Appena pronte, friggere le polpettine in abbondante olio caldo.

Fatto ciò lasciarle riposare e raffreddare.

Per la realizzazione degli spiedini veri e propri, occorre innanzitutto tagliare il formaggio fresco a cubetti di dimensioni pari a quelle delle polpettine.

Sbattere delle uova in una ciotola e distribuire la farina e il pangrattato in due vassoi o piatti separati.

Formare gli spiedini alternando una polpettina e un cubetto di formaggio tre o quattro volte a seconda della dimensione dello spiedino.

Passare lo spiedino così composto prima nella farina poi nell’uovo e infine nel pangrattato e ripetere due volte questa operazione in modo da ottenere una panatura consistente.

Friggere gli spiedini in abbondante olio tenendo conto che occorre soltanto che la panatura si dori in maniera perfetta; le polpette infatti sono già cotte e non dobbiamo rischiare che il formaggio si sciolga.

Fatto ciò, porre gli spiedini in un bel vassorio sul quale abbiamo steso prima delle foglie di radicchio. Salare.

Assaporate con del vino e accompagnate con del pane.

Buon appetito!

Sarete soddisfatti del vostro lavoro.

Info su cinquantasfumaturedicibo

Sono un giovane avvocato con la passione per la cucina. Adoro il mio lavoro, soprattutto quando permette di strappare un sorriso di fiducia per l'attività svolta. Combatto per la giustizia, l'equità e la parità. Anche se l'esperienza forense mi ha insegnato, amaramente, che la Giustizia non sempre è fidata compagna della classe più debole. Le speranze per un mondo migliore, abbracciate nel corso della pratica forense, sono state miserabilmente distrutte dalla realtà che tutti i giorni contraddistingue l'attività di un legale abilitato. Il Diritto fa trapelare la parte più aggressiva e combattiva del mio carattere. Se assumo in mandato un caso, diventa come una seconda pelle. Devo portarlo a compimento nel modo migliore per me ed il cliente. Il senso di responsabilità mi logora. La cucina, invero, fa trapelare la parte più dolce e fantasiosa della mia persona. Tra le mura di casa ritorno ad essere me stessa, mi rilasso, ripongo nel cassetto la maschera di donna aggressiva e combattiva. Io cucino per rendere un dono prezioso ai miei cari ed agli amici. Questo il mio motto:" Invitare qualcuno a pranzo vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante le ore che egli passa sotto il vostro tetto". Anthelme Brillat-Savarin, Fisiologia del gusto, 1825
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