Polpette al sughino di parmigiana, mentuccia e bufala. Ricetta casalinga della nonna!!!

 

L’abitudine è un abito che, indossato da giovani, ci rifiutiamo di togliere vita natural duranteAlessandro MorandottiMinime, 1979/80.

Che ci posso fare se sono abituè una della melanzana? Mea culpa...ne sono consapevole: da quando il blog è attivo quasi il 90% delle ricette è contraddistinto dalla mitica bacca viola. Ma è più forte di me: le mangerei anche sbattute contro le pareti. Per questo chiedo venia se appaio ripetitiva.

Infinite le possibili combinazioni culinarie: perfetta con i primi, adorabile con i secondi, fantastica per antipasti o contorni, leccorniosa con frittate e torte salate.

Oggi la propongo con un secondo piatto a base di carne. La ricetta è della mia adorata nonnina. Una leccornia sugosa che di sovente mi preparava quando rincasavo da scuola.

Con il suo sughino condiva anche la pasta! Paccheri rigati…e chi se li dimentica più??!!!

Certo, il risultato non sarà mai analogo a quello della sua anziana genitrice ma, devo dire orgogliosa, che anche alla nipote riescono bene. Il metro di misura è mio marito, uomo capace di mangiarsene 10 di fila con tanto di (non blasonata) scarpetta!!!

Pertanto che si aprano le danze per l’elogio della polpetta…regina incontrastata della cucina casereccia, rotonda, sugosa, sensuale da amare.

Ingredienti: 

  • 800 gr di carne macinata;
  • 100 gr di grana grattuggiato;
  • una cipolla piccola;
  • 2 fette di pan carrè;
  • un bicchiere di latte:
  • un uovo;
  • noce moscata;
  • sale;
  • pepe;
  • menta;
  • prezzemolo;
  • una melanzana tunisina grossa;
  • 300 gr di pelati;
  • 2 bottiglie di passata di pomodoro (per far si che il sugo sia abbondante!!);
  • una cipolla;
  • mezzo bicchiere di vino bianco;
  • un cucchiaio raso di zucchero;
  • sale;
  • pepe;
  • basilico;
  • mozzarella di bufala.

Preparazione:

Step 1: a purpetta.

Posizionate in una grossa ciotola la carne macinata fresca ed aggiungete nel seguente ordine l’uovo, il pan carrè, il grana, il latte, la cipolla tritata finemente, un pizzico di noce moscata, il battuto abbondante di prezzemolo e menta e regolate di sale e pepe.

Amalgamate bene a mani nude fino a formare un composto omogeneo. Una volta terminato, formate le polpette nella grandezza desiderata e riponetele in un piatto.

Nel frattempo, prendete una padella e ungetela con dell’olio di oliva. Appena l’olio giunge a temperatura adagiate le polpette e fatele colorare bene per ciascun lato. Attenzione: le polpette non devono cuocere in padella! Occorre soltanto scottarle per un minuto.

2 Step: il sugo.

Tritate la cipolla e riponetela su una casseruola precedentemente bagnata con 4 cucchiai di olio.

Fate soffriggere per un minuto, al termine del quale, potrete aggiungere i pelati e le due bottiglie di passata. Regolate di sale e pepe ed aggiungete il cucchiaio raso di zucchero. Chi non ama il sugo dolce può anche evitare questo passaggio. Fate cuocere a fuoco dolce per mezz’ora, stando attenti a non fare restringere il sugo che dovrà rimanere liquido, ed aggiungete una bella manciata di basilico fresco. Terminata la mezz’ora aggiungete le melanzane precedentemente fritte a listarelle e cuocete per altri 15 minuti, in modo tale che le melanzane raggiungano una consistenza semi cremosa.

3 Step: polpettiade.

Terminata la prima cottura del sugo, versate nella sua pentola le polpette precedentemente scottate in padella e fate cuocere a fuoco vivace. Appena il sugo inizierà a restringersi, bagnate il tutto con il vino bianco e terminate la cottura per un altra mezz’ora.

Prima di servirle sbriciolare nel sugo la mozzarella di bufala (ci sta bene anche un formaggio piccante), alcune foglioline di basilico e menta ed una seconda manciatina di pepe.

Servirle calde e fumanti.


Info su cinquantasfumaturedicibo

Sono un giovane avvocato con la passione per la cucina. Adoro il mio lavoro, soprattutto quando permette di strappare un sorriso di fiducia per l'attività svolta. Combatto per la giustizia, l'equità e la parità. Anche se l'esperienza forense mi ha insegnato, amaramente, che la Giustizia non sempre è fidata compagna della classe più debole. Le speranze per un mondo migliore, abbracciate nel corso della pratica forense, sono state miserabilmente distrutte dalla realtà che tutti i giorni contraddistingue l'attività di un legale abilitato. Il Diritto fa trapelare la parte più aggressiva e combattiva del mio carattere. Se assumo in mandato un caso, diventa come una seconda pelle. Devo portarlo a compimento nel modo migliore per me ed il cliente. Il senso di responsabilità mi logora. La cucina, invero, fa trapelare la parte più dolce e fantasiosa della mia persona. Tra le mura di casa ritorno ad essere me stessa, mi rilasso, ripongo nel cassetto la maschera di donna aggressiva e combattiva. Io cucino per rendere un dono prezioso ai miei cari ed agli amici. Questo il mio motto:" Invitare qualcuno a pranzo vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante le ore che egli passa sotto il vostro tetto". Anthelme Brillat-Savarin, Fisiologia del gusto, 1825
Questa voce è stata pubblicata in Secondi Piatti. Contrassegna il permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>