Patate al vino.

 

Ricetta della mia nonna, super veloce e deliziosa!!!

  1. 7 patate al selenio,

  2. una carota;

  3. mezza cipolla;

  4. olio;

  5. vino bianco (mezzo bicchiere);

  6. brodo.

Preparazione:

Tagliate a tocchetti (quanto una grossa noce) le patate. Lavatele ed asciugatele. Fate un trito di cipolla e carota e lasciatelo soffriggere con 3 cucchiai di olio in un tegame. Versate le patate, fate dorare, e sfumate con il vino bianco. Portate a cottura ed appena il vino evapora aggiungete il brodo fino a coprire tutte le patate. Cuocete lentamente le vostre patate facendo attenzione che il liquido di cottura non si attacchi al fondo del tegame. Se dovesse restringersi troppo, aggiungete pure un mestolo di brodo. Quando le patate avranno assunto una consistenza cremosa spegnete la fiamma, regolate d

i sale e servite tiepide. 

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Sono un giovane avvocato con la passione per la cucina. Adoro il mio lavoro, soprattutto quando permette di strappare un sorriso di fiducia per l'attività svolta. Combatto per la giustizia, l'equità e la parità. Anche se l'esperienza forense mi ha insegnato, amaramente, che la Giustizia non sempre è fidata compagna della classe più debole. Le speranze per un mondo migliore, abbracciate nel corso della pratica forense, sono state miserabilmente distrutte dalla realtà che tutti i giorni contraddistingue l'attività di un legale abilitato. Il Diritto fa trapelare la parte più aggressiva e combattiva del mio carattere. Se assumo in mandato un caso, diventa come una seconda pelle. Devo portarlo a compimento nel modo migliore per me ed il cliente. Il senso di responsabilità mi logora. La cucina, invero, fa trapelare la parte più dolce e fantasiosa della mia persona. Tra le mura di casa ritorno ad essere me stessa, mi rilasso, ripongo nel cassetto la maschera di donna aggressiva e combattiva. Io cucino per rendere un dono prezioso ai miei cari ed agli amici. Questo il mio motto:" Invitare qualcuno a pranzo vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante le ore che egli passa sotto il vostro tetto". Anthelme Brillat-Savarin, Fisiologia del gusto, 1825
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