Pasta n’casciata di nonna Vins!!! Castelbuono docet semper!!!

 

Questa mi è stata inviata dalla mia cara amica Valentina da Castelbuono.

La pubblico perchè mi ha fatto salire una famina da lupo…

Very good Vale!

L’idea del tuo blog mi è molto piaciuta…e se posso, contribuisco ;-);-)
ti mando qui la ricetta della pasta ‘ncasciata.

Ingredienti per 4 persone:
1 cavolfiore (ca 400 g)
300 g di polpa di pomodoro (ovviamente meglio se fresco, in sostituzione quello in scatola);
1 cipolla 
150 g di pinoli
3 cucchiai di pangrattato 
2 cucchiaio di parmigiano (o cacio siciliano, per gli amanti dei gusti più forti) (qb)
5 cucchiai d’olio d’oliva
300-400 g di orecchiette, caserecce o pennette rigate
1 ciuffetto di basilico
qualche noce di burro 
sale e pepe

Fase 1: pulire e lessare il cavolfiore in abbondante acqua salata, scolarlo bene e conservare l’acqua di cottura
Fase 2: In una padella fare indorare con 2 cucchiai d’olio il trito di 1/2 cipolla e aggiungervi successivamente la polpa di pomodoro (quando mia nonna usava quella in scatola, aggiungeva 2 cucchiaini di zucchero per addolcirla), facendo cuocere per 15 min ca e a cottura ultimata tritarvi sopra il basilico;
Fase 3: in una casseruola fare indorare con 3 cucchiai d’olio la restante cipolla, aggiungere il cavolfiore lessato e farlo rosolare per 8-10 min; 
Fase 4: nell’acqua di cottura del broccolo cuocere la pasta;
Fase 5: mescolare e amalgamare bene in un contenitore la pasta, la polpa di pomodoro, il cavolfiore, i 2 cucchiai di formaggio grattugiato ed i pinoli, condendo con sale e pepe a piacimento;
Fase 6: Oleare con un tovagliolino una teglia e spolverargli sopra 1 cucchiaio di pangrattato; aggiungervi successivamente la pasta precedentemente condita
e cospargerla con qualche fiocchetto di burro e i 2 restanti cucchiai di pangrattato.
Cuocere in forno preriscaldato a 200° per 20 min.
E buon appetito

Info su cinquantasfumaturedicibo

Sono un giovane avvocato con la passione per la cucina. Adoro il mio lavoro, soprattutto quando permette di strappare un sorriso di fiducia per l'attività svolta. Combatto per la giustizia, l'equità e la parità. Anche se l'esperienza forense mi ha insegnato, amaramente, che la Giustizia non sempre è fidata compagna della classe più debole. Le speranze per un mondo migliore, abbracciate nel corso della pratica forense, sono state miserabilmente distrutte dalla realtà che tutti i giorni contraddistingue l'attività di un legale abilitato. Il Diritto fa trapelare la parte più aggressiva e combattiva del mio carattere. Se assumo in mandato un caso, diventa come una seconda pelle. Devo portarlo a compimento nel modo migliore per me ed il cliente. Il senso di responsabilità mi logora. La cucina, invero, fa trapelare la parte più dolce e fantasiosa della mia persona. Tra le mura di casa ritorno ad essere me stessa, mi rilasso, ripongo nel cassetto la maschera di donna aggressiva e combattiva. Io cucino per rendere un dono prezioso ai miei cari ed agli amici. Questo il mio motto:" Invitare qualcuno a pranzo vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante le ore che egli passa sotto il vostro tetto". Anthelme Brillat-Savarin, Fisiologia del gusto, 1825
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