Pasta ai 4 formaggi

 

Oggi mio marito mi ha fatto una precisa richiesta: la pasta ai 4 formaggi. Questa ricetta, che ha provato per la prima volta a casa di mia mamma, è una vera goduria formaggiosa. Da quel momento nessuno riesce più a levargliela dalla testa!!! Il condimento è una crema suadente e soave. L’idea è di mia nonna Giuseppina, moglie di un ingegnere civile, definita da tutti l’ingegnere della cucina, per le basi culinarie perfette. Un piatto semplice, che io, da giovane donna attenta alla salute ed al colesterolo, propongo con una variante: Philadephia!!! Al posto della panna è eccellente. Non noterete la differenza!

Ingredienti (dosi per 4)

  1. 380 gr di tortiglioni Garofalo;

  2. 3 panetti (quelli piccoli) di Philadelphia;

  3. 100 gr di gorgonzola piccante;

  4. 100 gr di grana grattugiato;

  5. 50 gr di hemmenthal;

  6. 50 gr formaggio dolce;

  7. pepe nero;

  8. noce moscata q.b.

  9. acqua di cottura della pasta a caldo.

Preparazione:

Mettete una pentola sul fuoco e non appena giunge a bollore versate la pasta. Nel frattempo, in un tegamino, posionate i panetti di Philadelphia e, trascorsi due minuti dalla cottura della pasta, prelevate un bel bicchiere di acqua dalla pentola, avendo cura di versarla lentamente sul Philadelphia. Mescolate con un cucchiaio di legno e fate sciogliere il formaggio, aggiungendo di tanto in tanto l’acqua calda di cottura. Appena il composto avrà raggiunto la consistenza di una crema mettete tutti i formaggi tagliati a tocchetti e fateli sciogliere sempre con l’aiuto dell’acqua di cottura. Regolate di pepe e noce moscata e spegnete la fiamma.

Scolate la pasta al dente, avendo cura di non buttare tutta l’acqua di cottura, e versatela nel tegame con la crema. Amalgamate tutto per bene e, se la crema tende ad asciugarsi, correggete la crema con l’acqua di cottura o con del latte. Servite caldissima!!!

Info su cinquantasfumaturedicibo

Sono un giovane avvocato con la passione per la cucina. Adoro il mio lavoro, soprattutto quando permette di strappare un sorriso di fiducia per l'attività svolta. Combatto per la giustizia, l'equità e la parità. Anche se l'esperienza forense mi ha insegnato, amaramente, che la Giustizia non sempre è fidata compagna della classe più debole. Le speranze per un mondo migliore, abbracciate nel corso della pratica forense, sono state miserabilmente distrutte dalla realtà che tutti i giorni contraddistingue l'attività di un legale abilitato. Il Diritto fa trapelare la parte più aggressiva e combattiva del mio carattere. Se assumo in mandato un caso, diventa come una seconda pelle. Devo portarlo a compimento nel modo migliore per me ed il cliente. Il senso di responsabilità mi logora. La cucina, invero, fa trapelare la parte più dolce e fantasiosa della mia persona. Tra le mura di casa ritorno ad essere me stessa, mi rilasso, ripongo nel cassetto la maschera di donna aggressiva e combattiva. Io cucino per rendere un dono prezioso ai miei cari ed agli amici. Questo il mio motto:" Invitare qualcuno a pranzo vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante le ore che egli passa sotto il vostro tetto". Anthelme Brillat-Savarin, Fisiologia del gusto, 1825
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