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Pandolce arancia e miele ( senza glutine)

Il pandolce arancia e miele senza glutine sa di festa, di coccole e di profumi invernali: arancia, cannella, noce moscata e miele!

pandolce arancia e miele

Altro giorno, altro dolce senza glutine.
Visto che il clima non ha ancora deciso se siamo un autunno ( stamattina 11°C!!!) o in inverno, io sono ancora in bilico tra dolci con frutta secca e profumatissime spezie natalizie.
In questo caso ho optato per entrambi.
Il profumo di questo pandolce è dato dalla scorza di arancia grattugiata e dal miele alla nocciola: badate bene, l’ho acquistato direttamente in una piccola azienda a conduzione familiare sui colli toscani quindi sono certa della composizione.
Solo miele e nocciole tritate. Se non lo trovate, potete prendere delle nocciole, tritarle molto finemente e aggiungerle al miele di acacia o altro delicato.

PANDOLCE ARANCIA E MIELE
( SENZA GLUTINE)
per uno stampo tondo diam 20 cm

250 gr preparato senza glutine

250 ml latte di avena
( certificato senza glutine)

50 gr farina grano saraceno

succo e scorza mezza arancia

cannella, noce moscata qb

1 albume

20 gr miele alle nocciole

4-5 gr lievito per panificazione
( senza glutine)

Versate in una ciotola il preparato, la farina di grano saraceno e il lievito.
Mescolate con una frusta per eliminare i grumi.
Grattugiate finemente la scorza di arancia e spremete il succo.
Fate intiepidire leggermente il latte di avena e scioglietevi il miele.
Versate sulle farine e amalgamate con una spatola.
Unite il succo e l’albume NON MONTATO.
Quando il composto sarà liscio e molto morbido, aggiungete le spezie e la scorza tritata.
Prendete lo stampo tondo ( vi consiglio di utilizzarne uno NON a cerniera ma a fondo saldato per non rischiare che fuoriesca) e versatevi il tutto.
Mettete in luogo caldo senza correnti e fate lievitare per 1 ora.
Fate cuocere a 200°C per 30 – 35 minuti.
Fate intiepidire e staccate delicatamente dai bordi con una spatola.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di ricette  “Un dolce Senza è buono per tutti” del blog Senza è buono.

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Vellutata di avocado e cardamomo

La vellutata di avocado e cardamomo è un comfort food dal retrogusto esotico e dalla cremosità che conquista.

avocado e cardamomo

Ho sempre stentato ad acquistare la frutta esotica: ananas, papaya, avocado mi attirano con i loro colori e le loro consistenze ma spesso e volentieri mi tradiscono nel gusto.
Soprattutto l’avocado.
Poi un giorno ho visto che al mercato uno dei produttori l’aveva sul bancone. Un po’ scettica ho provato ad acquistarlo, e ne sono rimasta conquistata.
Maturo al punto giusto, dalla consistenza avvolgente, mi ha aperto le porte su tante ricettine buone e sane sia dolci che salate. Nell’impasto di queste tortine con le mandorle ad esempio, o nella vellutata che vado a proporvi oggi con il cardamomo che ne caratterizza l’aroma e il peperoncino che dona brio al piatto.
Sapevate che può sostituire il burro nelle torte e nei muffin? E che mescolato con il cacao permette di ottenere una golosissima mousse? E se infine il sapore proprio non vi convince, potete sempre farne una maschera di bellezza, anche se sarebbe davvero un peccato sprecare cotanto valore nutrizionale! E poi anche se è calorico, è comunque frutta no?!

VELLUTATA DI AVOCADO E CARDAMOMO
( per due persone)

1 avocado maturo ( ca 160 gr pulito)

130 gr patate

5 capsule di cardamomo

1/2 peperoncino secco

100 ml acqua

250 ml bevanda all’avena

noce moscata qb

sale qb

Sciacquate le patate e fatele cuocere con la buccia.
Mondate l’avocado e tagliatelo a grossi pezzi.
Aprite le capsule di cardamomo e pestatele.
Riunite tutti gli ingredienti tranne il latte in un boccale e cominciate a frullare.
Aggiungete la bevanda all’avena a poco a poco fino a che il composto sarà ben montato.
Regolate di sale.
Al momento di servire fate scaldare la vellutata e accompagnatela con dei crostini.

Consiglio: io l’ho preparata calda per la stagione autunnale, ma è ottima anche fredda servita come aperitivo primaverile o estivo.

Treccia senza glutine con amlou

La treccia senza glutine con amlou è davvero golosa e adatta anche a chi ha problemi di intolleranze: senza uova, senza glutine, senza lattosio.

treccia senza glutine con amlou

L’amlou è una pasta golosissima a base di mandorle, miele e olio di argan alimentare molto apprezzata e diffusa nelle aree agricole e montagnose del Marocco.
Per prepararla ho utilizzato dell’olio di argan che avevo acquistato mesi fa in occasione di una rassegna di Presidi Slow Food: il sapore è di frutta secca, nocciolato e delicato allo stesso tempo e si sposa ottimamente con le mandorle tostate e le gocce di cioccolato, poco tradizionali ma che rendono la treccia ricca e dal profumo intenso.
La cottura al forno ha caramellato l’amlou rendendolo nel sapore simile ad un croccantino.
Ho deciso di utilizzare prodotti senza glutine e di togliere le uova dal classico impasto delle trecce per dare la possibilità a tutti di gustare questo dolcetto davvero sfizioso. Come base ho preferito affidarmi ad un preparato per lievitati che avesse una lista di ingredienti accettabile   ( amido di mais, latte scremato in polvere, zucchero, fibre di semi di Psyllium, gomma di guar, maltodestrine di mais), anche se la ricerca ha richiesto di leggermi 5-6 etichette di prodotti nel reparto specializzato del supermercato!!
La consistenza è corposa, non soffice come ci si aspetterebbe da una brioches ma più simile ad un pane con frutta secca. Il lievito permette comunque di mantenere il prodotto leggero e digeribile.

TRECCIA SENZA GLUTINE CON AMLOU
( per  3 trecce)

220 gr preparato per pane senza glutine

150 -200 ml bevanda di avena
( certificato senza glutine)

3 gr scorzette di limone candite

80 gr zucchero di canna

30 gr burro

2 gr lievito di birra secco senza glutine

175 gr mandorle

100 ml olio di argan

60 gr miele di acacia

30 gr cioccolato fondente

Sciogliete il burro e fatelo raffreddare.
Setacciate il preparato in una ciotola, versatevi la bevanda di avena, lo zucchero, le scorzette di limone e il lievito.
Amalgamate bene fino a formare una palla, coprite e lasciate riposare per 30 minuti.
Nel frattempo, tostate le mandorle senza farle bruciare, trasferitele in un mixer abbastanza potente e frullate. Quando cominceranno a formare un composto pastoso, aggiungete il miele e l’olio di argan a poco a poco: in base alla potenza del mixer vi verrà un composto più o meno omogeneo e cremoso.
Tenete da parte.
Tagliate a scagliette il cioccolato fondente.
Prendete l’impasto, stendetelo in un rettangolo spesso al massimo 1 cm e stendete parte dell’amlou lasciando scoperti un cm per lato.
Guarnite con il cioccolato a scaglie e arrotolate stretto.
Dividete il salame in tre parti e allungatele delicatamente.
Tagliate ciascun segmento longitudinalmente in modo che il ripieno venga scoperto e intrecciate a due a due.
Spostate sulla teglia da forno foderata di carta oleata e fate riposare per altri 20 minuti.
Nel frattempo, portate il forno a 180°C.
Infornate in forno già caldo per 30 minuti o fino a doratura.

Consiglio: dato che il preparato senza glutine chiama molti liquidi, regolatevi con la bevanda vegetale in base alle vostre esigenze.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di ricette  “Un dolce Senza è buono per tutti” del blog Senza è buono.

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Biscotti di quinoa con grano saraceno e carruba

I biscotti di quinoa con grano saraceno e carruba sono senza glutine, senza lattosio ma super golosi! Con l’aggiunta dei frutti rossi danno un sacco di energia.

quinoa con grano saraceno e carruba

Quando ho letto che Leti stava organizzando una raccolta di ricette senza glutine, ho raccolto subito la sfida. Pensa che ti ripensa, ho deciso di giocarmela su dei biscotti che contenessero ingredienti particolari che non avevo mai utilizzato.
Ecco allora che ho provato ad acquistare la quinoa, uno pseudo cereale naturalmente senza glutine che viene venduto sotto forma di farina o di chicchi, e si può cucinare in piatti dolci o in piatti salati accompagnato con legumi, cereali, verdure.. L’ho fatta cuocere molto meno di quanto fosse indicato sulla confezione perché volevo un risultato croccante e dove la quinoa si sentisse senza essere inglobata nell’impasto.
Ho poi deciso di utilizzare una farina di grano saraceno grezza e rustica che rendesse i dolcetti friabili e dal sapore ricco. E per non far mancare un tocco goloso, dopotutto sono dolci!, ho aggiunto frutti rossi disidratati, carruba e miele.
La carruba l’ho scoperta da poco e seppur faccia le veci del cacao in molte preparazioni, secondo me ha un gusto così particolare e leggermente amarognolo ( l’amaro della liquirizia, non del carciofo per intenderci) che in questi biscotti ci stava benissimo.
Per il miele, ho preferito quello di rovo, un po’ diverso dal solito e dal retrogusto fiorito.

BISCOTTI DI QUINOA CON GRANO SARACENO E CARRUBA
( per una teglia)

70 gr farina di grano saraceno

20 gr carruba in polvere

90 gr farina riso

1 uovo ( ca 60 gr)

25 gr quinoa

50 gr acqua calda

30 gr miele + altro per spennellare

20 ml olio di oliva

20 gr frutti rossi disidratatati

Accendete il forno a 180°C.

Per prima cosa fate cuocere la quinoa: mettetela nell’acqua calda e calcolate 10 minuti da bollore. Quando appare l’anellino bianco, è pronta.
Scolatela, sgranate con una forchetta e lasciate riposare.
Setacciate le farine, aggiungete la carruba, la quinoa fredda e i frutti rossi.
Distribuite bene la quinoa e i frutti rossi nella miscela di ingredienti secchi.
Aggiungete l’uovo, il miele, l’olio e impastate fino ad ottenere una palla friabile ma compatta.
Ricavate delle palline grandi come delle noci e schiacciatele leggermente.
Sciogliete un cucchiaino di miele con poca acqua calda e spennellate velocemente i biscotti.
Disponete su una teglia foderata e infornate in forno già caldo per 10 minuti.
Fate raffreddare i vostri biscotti di quinoa con grano saraceno e carruba e gustateli a colazione o con un the caldo aromatizzato.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di ricette  “Un dolce Senza è buono per tutti” del blog Senza è buono.

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Pesto di cavolo nero e noci

Il pesto di cavolo nero e noci ha il profumo intenso della verdura di stagione e il tocco rustico delle noci tritate.

cavolo nero e noci

Il cavolo nero è un vegetale famoso per le zuppe: la ribollita toscana, la minestra di pane, un classico minestrone ricco di verdure e legumi…
Il suo sapore deciso, tipico dei cavoli lo rende adatto anche come contorno a piatti rustici e ricchi, alla polenta, ai canederli o a una fonduta di formaggi magari.
Ma la sua versatilità permette anche di utilizzarlo nelle salse, da spalmare sui crostini o su un piatto di pasta, come in questo caso.
Ho arricchito il tutto con noci e poco aglio, ma se volete potete cambiare le dosi a discrezione e sostituire le noci con i tradizionali pinoli.
Il sapore è meno invadente di ciò che si possa pensare. Non ho aggiunto sale perché il formaggio che ho utilizzato era stagionato più che a sufficienza, quindi assaggiatelo prima di salare!
Si conserva in vasetti sterilizzati come il classico pesto e una volta aperto basta rabboccare l’olio in modo che formi una barriera protettiva.

PESTO DI CAVOLO NERO E NOCI
( per 6 persone)

150 gr cavolo nero lavato

50 gr formaggio di capra stagionato
( con caglio microbico)

1/2 spicchio aglio rosa

40 gr noci

200 ml olio extravergine di oliva

Sciacquate abbondantemente il cavolo sotto acqua corrente.
Tagliatelo a grossi pezzi e fatelo cuocere a vapore fino a che anche le coste diventino tenere.
Nel frattempo, tritate finemente le noci e il formaggio.
Aggiungete l’aglio privato dell’anima  e tritate nuovamente.
Scolate velocemente il cavolo nero e trasferitelo insieme agli altri ingredienti.
Aggiungendo l’olio a filo frullate fino ad ottenere una crema grossolana.
A me piace lasciarlo così, ma se volete una salsa più omogenea basta che continuiate a frullare e ad aggiungere olio.
Si conserva coperto con abbondante olio.

Minestrone con cavolo nero e legumi

Il minestrone con cavolo nero e legumi sa di campagna, di lavoro manuale, di fatica e di attese per il raccolto. Di primo piatto caldo e dai profumi intensi.

minestrone con cavolo nero

Nel campo mezzo grigio e mezzo nero
Resta un aratro, senza buoi, che pare
Dimenticato, tra il vapore leggero.
E cadenzato dalla gora viene
Lo sciabordare delle lavandare
Con tonfi spessi e lunghe cantilene:
Il vento soffia e nevica la frasca
E tu non torni ancora al tuo paese!
Quando partisti come son rimasta!
Come l’aratro in mezzo alla maggese.

[G: Pascoli – Lavandare]

MINESTRONE CON CAVOLO NERO E LEGUMI
( per 6 piatti abbondanti)

100 gr fagioli rossi secchi

80 gr cicerchie secche

150 gr cipolla

450 gr patate con la buccia

180 gr carote

1 cucchiaio colmo dado vegetale

3 cucchiai olio extravergine di oliva

1 spicchio di aglio

160 gr cavolo nero

2 l abbondanti acqua calda

Il giorno prima mettete in ammollo i legumi: io li ho tenuti per 18 ore cambiando acqua a metà e levando la schiuma.
Scolate i legumi, sciacquateli sotto acqua corrente. Tenete da parte.
Mondate le carote, sbucciate la cipolla e l’aglio e metteteli in un mixer.
Riducete a trito finissimo.
Sciacquate le patate e tagliatele a pezzi non troppo grossi.
Fate rosolare le verdure in una pentola capiente con l’olio.
Aggiungete il cavolo nero tagliato grossolanamente a coltello.
Versate l’acqua calda e i legumi.
Fate cuocere per 1 ora e mezza SENZA AGGIUNGERE IL DADO.
Aggiungete il dado vegetale e portate a cottura.
Io ho lasciato per circa 2,5 ore in modo che anche i fagioli fossero cotti e le cicerchie semi disfatte.
Servite ben caldo con taralli o crostini.

Nota bene: avendo aggiunto i legumi al minestrone, ho preferito evitare di partire con un brodo già salato. Il sale come si sa tende ad indurire la buccia e la polpa se il legume non è almeno a metà cottura.

Riso al blu di capra e curcuma

Il riso al blu di capra e curcuma è saporito e con i colori dell’oro dati da questa preziosa spezia. Usata al posto dello zafferano dona allegria a tutti i piatti.

riso al blu di capra e curcuma

La curcuma è una spezia profumata dal sapore non particolarmente marcato,
leggermente tostato e non invadente.
Io la utilizzo spesso nei risotti, negli impasti senza uova e nelle torte se l’impasto risulta troppo pallido. Abbinata alla frutta secca, ai formaggi, alle verdure oppure bevuta in tisana insieme allo zenzero o ai chiodi di garofano è una toccasana per l’organismo.
In questo riso ho scelto di ammorbidire il sapore deciso del blu di capra con curcuma e fiori eduli per dare una nota di colore ad un riso bianco semplice semplice.

RISO AL BLU DI CAPRA E CURCUMA
( per due persone)

160 gr riso Roma o originario

ca 500 ml acqua calda

90 gr blu di capra fresco
( con caglio microbico)

40 gr burro

1 cucchiaino raso curcuma in polvere

punta di un cucchiaino di fecola

fiori eduli
( nel mio caso fiordaliso)

Fate cuocere il riso in acqua leggermente salata fino a che tutta l’acqua sia assorbita:
vi consiglio di partire con 3/4 dell’acqua pesata e aggiungere la rimanente a mano a mano.
Il riso deve risultare cotto e cremoso ma non sfatto.
( Il mio ha impiegato circa 12 minuti)
Quando è cotto, aggiungete nella pentola di cottura insieme al riso il burro e il blu di capra a pezzetti senza mescolare.
Coprite e fate riposare.
In una tazzina, miscelate la curcuma e la fecola.
Stemperate con poca acqua calda in modo da formare una cremina.
Tenete da parte.
Scoperchiate il riso, mescolate velocemente in modo da distribuire il formaggio.
Impiattate e decorate con i fiori.

Chips di mais ( senza glutine)

Le chips di mais sono lo snack ideale da sgranocchiare per una pausa golosa del fine settimana.

chips di mais

Io non sono molto amante degli snack confezionati,
ma non sono nemmeno un’estremista che li rifiuta se sono in compagnia.
Magari davanti ad un bel film o ad un aperitivo del fine settimana con la mia metà.
Le chips sono tra gli sfizi che preferisco per la loro granulosità e la consistenza grezza.
Vagando nel web ne ho trovata una versione molto carina, leggermente adattata per le mie esigenze: ho utilizzato la farina di mais integrale e la fecola di patate e aggiunto della paprika piccante che a me piace tantissimo!
Ho preferito cuocerle al forno, ma potete benissimo farle anche fritte, come la tradizionali che si acquistano nei sacchetti.

(Nota bene: per farle più somiglianti alle tortilla chips dovete farle davvero sottili, io ho faticato un po’ quindi sono più consistenti e meno friabili. Ma ottime lo stesso!)

CHIPS DI MAIS ( SENZA GLUTINE)
( per una teglia)

70 gr farina di mais integrale

35 gr fecola di patate

30-35 ml acqua fredda

4 ml olio extravergine di oliva

2 -3 gr paprika piccante

3-4 gr sale fino

olio di semi e acqua per la finitura

Accendete il forno a 200°C. Preparate una teglia ricoperta di carta forno leggermente spruzzata con olio di semi.
Mescolate le farine con la paprika in una ciotola.
Versate l’olio e il sale. Aggiungete a poco a poco l’acqua fino ad ottenere un impasto granuloso ma morbido e malleabile.
Ungetevi leggermente le mani, trasferite l’impasto su carta forno e stendetelo il più sottile possibile: al massimo 1-2 mm e non di più!
Ricavate dei cerchi con l’apposito stampino e tagliate in quattro spicchi.
Disponete delicatamente gli spicchi sulla carta forno oliata, spennellate velocemente con una emulsione di acqua e olio con rapporto 1:1.
Infornate nel forno già caldo per 5 minuti o più fino a che siano croccanti.
( Nel mio forno 6 minuti, ma tenete d’occhio le chips!)
Servite con la salsa agrodolce ai peperoni o altra a piacere.

Melanzana con amaranto

La melanzana con amaranto e riso si prepara in pochissimo tempo e può essere consumata come antipasto o come pranzo leggero.

melanzana con amarantoLa melanzana affettata finemente, passata alla piastra e arrotolata si presta ad essere farcita con una moltitudine di ingredienti: dai classici involtini al formaggio cremoso, al ripieno di burro e prezzemolo, per spaziare con mille altre varianti.
Io ho provato a trasformarla in piatto unico optando per l’amaranto, uno pseudocereale, minuscolo, senza glutine e dalla consistenza un po’ gelatinosa. Cotto nel the alla menta, spolverato di zenzero e mescolato con il riso fa da delizioso ripieno per queste fettine di melanzana.

MELANZANA CON AMARANTO
( per due persone)

1 melanzana di medie dimensioni biologica

80 gr amaranto

60 gr riso per risotti

basilico fresco

180 ml the forte alla menta

1 cucchiaino raso zenzero in polvere

sale, olio evo

Mondate la melanzana e tagliatela a fette il più regolari possibile e non troppo spesse.
Aiutatevi con una mandolina larga.
Ungete leggermente una piastra da cottura e fate cuocere le fette di melanzana  tenendole morbide, perché poi bisognerà arrotolarle.
Togliete dalla piastra e tenete da parte.
Nel frattempo, mettete a bollire il the alla menta e un pentolino con dell’acqua salata.
Non c’è bisogno di salare il the.
Versate l’amaranto nella pentola del the, fate cuocere senza mescolare per 20 minuti. Spegnete e lasciate riposare altri 10 minuti.
Nell’acqua salata invece cuocete il riso al dente.
Una volta pronti entrambi e intiepiditi, mescolateli in una ciotola, conditeli con un filo di olio evo e insaporite con lo zenzero in polvere.
Stendete un poco di amaranto su ciascuna fetta di melanzana e arrotolate.
Servite fredde.

Nota: io preferisco evitare il passaggio preventivo della melanzana nel sale perché amo il retrogusto che lascia quando viene cotta subito. Se preferite potete far spurgare l’amaro delle fette prima di farle cuocere.

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Lasagnette senza glutine

Le lasagnette senza glutine sono semplici e veloci da preparare: ideali per queste giornate di prima estate o per una cena veloce davanti alla partita.

lasagnetta senza glutine

LASAGNETTE SENZA GLUTINE
( per 4 persone)

200 gr preparato per pasta senza glutine

100-120 ml acqua fredda

1 cucchiaino raso curcuma in polvere

250 gr pomodori datterini

1 cucchiaio olio extravergine di oliva

timo secco qb

1 spicchio aglio

300 gr zucchine

origano secco qb

sale

200 gr filetto di merluzzo

100 ml latte intero

1 cucchiaio raso amido di riso

prezzemolo tritato qb

Per prima cosa sciacquate le verdure sotto acqua corrente.
Tagliate i pomodorini a metà e conditeli con sale, timo e abbondante olio extravergine di oliva. Lasciate insaporire.
Tagliate le zucchine in rotelle spesse circa 1/2 cm e poi ciascuna rotella in quattro parti.
Fate scaldare un fillo di olio extravergine di oliva, sminuzzate l’aglio e fate rosolare con le zucchine tenendole croccanti, regolate di sale e insaporite con l’origano. Tenete da parte.
Ora, tagliate il merluzzo in straccetti, mettetelo in una padella dai bordi alti con il latte e un pizzico di sale: fate andare a fiamma bassa spezzettandon con un cucchiaio di legno il pesce mano a mano che sarà cotto. Il latte non deve ritirarsi troppo, se necessario aggiungetene altro. Quando il pesce sarà cotto, sciogliete l’amido in una tazzina da caffè con due cucchiai di latte e aggiungetelo nella padella del merluzzo.
Mescolate fino a che il latte non tenda ad addensarsi.
Levate dal fuoco e condite con una manciata di prezzemolo tritato.

Ora preparate la pasta.
Fate sciogliere la curcuma nell’acqua che utilizzerete per l’impasto.
Versate l’acqua a poco a poco sul preparato fino ad ottenere una palla omogenea e liscia.
Stendete su un piano leggermente infarinato con farina di riso o con il preparato stesso.
Ricavate 4-5 sfoglie rettangolari per ogni commensale:
Io ho preferito tenerle un attimo più spesse e larghe circa 5 cm per 8-10 cm, ma vedete voi un base anche al piatto da portata.
Lessate le sfoglie in abbondante acqua salata con un filo di olio così sarà più semplice scolarle.

Componete il piatto mettendo prima sul fondo un velo di crema di merluzzo, poi la sfoglia, le zucchine e ancora il pesce fino ad esaurimento delle sfoglie.
Servite con i pomodorini insaporiti.

Tempo di preparazione: 30 min

Tempo di cottura: 20 min

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