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Patate

Gnocchi malfatti al tè verde Matcha con pesto di pistacchi, zucchine e mazzancolle.

Lo scorso anno, le prime settimane del mese di settembre hanno riempito i miei occhi di indimenticabili scenari e la pancia di cibo delizioso.
I regali che ti può fare l’isola farfalla, Favignana, sono preziosi e da custodire gelosamente nel cuore.
La mattina con gli occhi ancora un po’ stropicciati dal sonno e le bici sgangherate prese in noleggio si partiva per pedalate che fiancheggiavano la costa in cerca di spiaggette, calette, lidi e faraglioni per godere di sole, relax e di un mare indimenticabile.
Al ritorno, dopo tanto girare, la cena era una vera e propria coccola da godersi comodamente seduta ai tavoli di deliziosi localini ancora affollatissimi che proponevano altrettanti deliziosi piatti sul menù tra cui era davvero complicato arrivare alla scelta finale per le ordinazioni.
Tra polpette alla favignanese, panelle, busiate, caponate, insalate di tonno sono anche arrivati degli spaghetti alle vongole con pesto di pistacchi…il più buon pesto di pistacchi che abbia mai mangiato in vita mia!

Ecco allora che la giornata delle Salse pestate celebrata dal Calendario del Cibo Italiano, degne sorelle del celeberrimo pesto, cade davvero “a fagiulo” in questo periodo fatto di nostalgici ricordi in cui mente e cuore viaggiano veloci a un anno fa facendomi sospirare.

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Nella ricetta che vi propongo di quello strabiliante piatto di spaghetti è rimasto solo un profumatissimo e aromatico pesto di pistacchi che ha avvolto gnocchi malfatti al tè verde Matcha che grazie al loro retrogusto leggermente “erboso” e amarognolo ben si sposano con la tipica dolcezza delle zucchine e delle mazzancolle fresche appena saltate in padella vi faranno portare in tavola un primo terra e mare davvero capace di stupire.

Gnocchi al tè verde Matcha con pesto di pistacchi, zucchine e mazzancolle

Li prepariamo insieme?

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Zuppa di merluzzo e salmone affumicato allo zenzero.

La ricetta originale di questa zuppa di merluzzo è tutta made in Ikea.
Già perchè ultimamente, dal colosso scandinavo dell’arredamento per la casa, oltre alla possibilità di uscire carico dei tuoi scatoloni pieni di viti, brugole e pannelli da incastare tipo Lego senza arrabbiarti troppo puoi tornare a casa con un libro di cucina svedese da sfogliare, cosa a mio avviso molto più rilassante.
Pagina dopo pagina sono salmone, merluzzo, aringhe, patate, panna acida ad abbondare fra gli ingredienti e non potrebbe essere diversamente per la cucina tipica del freddo Nord Europa.
La ricetta che d’impatto mi ha colpita di più è stata proprio la “zuppa di pesce cremosa con salmone” perchè fin da subito mi è sembrata un ottimo piatto unico con cui riscaldarsi in queste fredde sere d’inverno.
Non ho seguito la ricetta alla lettera sarò onesta.
Ho pensato di alleggerirla un po’ eliminando il burro e la panna perchè secondo me la patate frullate la rendono già sufficientemente cremosa e ho deciso di “profumarla” con un po’ di zenzero fresco che trovo si abbini alla perfezione al resto degli ingredienti.
Il risultato è una deliziosa zuppa di merluzzo in cui sapori e consistenze si combinano piacevolemte tra loro appagando il palato con gusto.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE: 
400 gr. di filetti di merluzzo
120 gr. di salmone affumicato
400 gr. finocchi (al netto degli scarti)
300 gr. di patate (al netto degli scarti)
8 cipollotti
1 lt. circa di brodo vegetale leggermente salato
4 fettine di zenzero fresco
farina q.b.
olio extra vergine di oliva q.b.
sale integrale q.b.
sale nero q.b.

Zuppa di merluzzo

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Verdure al forno con crema di funghi porcini.

Manca davvero poco alla scoccare dell’ora X, quella fatta di pranzi e cene per augurarsi cose buone davanti a piatti appetitosi e bicchieri sfrigolanti di bollicine.
Arrosti di ogni sorta e tipo, polli o faraone al forno, brasati, spezzatini andranno per la maggiore e come ogni anno saremo indaffarate a cercare la ricetta migliore o quella che non abbiamo ancora provato oppure quella un po’ fuori dal comune con cui sicuramente faremo un figurone.
Insomma la caccia a un secondo, quello con la S maiuscola, che sia ben degno del periodo è sempre aperta senza alcuna voglia di arrendersi al banale arrosto che tanto invece troviamo delizioso per i pranzi della domenica.
Inversamente proporzionale al tutto è spesso, forse troppo spesso, la voglia di concentrarsi un po’ di più sul contorno che a volte sembra starsene lì sulla tavola per il semplice fatto che è buona norma che ci sia.
Patate al forno croccanti, spinaci al burro, carote glassate, purè cremoso, lenticchie saporite; tutti ottimi piatti per carità, io stessa ne vado matta, ma perchè non provare a tirare fuori il meglio dagli ottimi prodotti che la terra ci offre in questo periodo dell’anno e che hanno lo splendido dono di sapersi sposare alla perfezione con le sontuose preparazioni a base di carne, regine incontrastate del Natale?

Ho preso zucca, radicchio lungo, patate a buccia rossa, cipolle bianche e le ho arrostite al forno con un po’ di olio extra vergine di oliva, sale e pepe nero. Una volta sfornate le ho semplicemente servite con una crema di funghi porcini e briciole di pane croccanti per crerare il giisto gioco di consistenze che in un buon piatto non può mancare.

INGREDIENTI PER 6 PERSONE:
6 fette di zucca
3 cespi di radicchio lungo
6 patate medie
3 ciplle bianche 
3 funghi porcini
2 spiccio di aglio
100 gr. di mollica di pane 
olio extra vergine di oliva q.b.
sale q.b.
pepe nero q.b.
salvia fresca q.b.

Verdure al forno con crema di funghi porcini

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Purè di ceci e cannellini.

Inizia oggi, per il Calendario del Cibo Italiano, una settimana “dedicata a…” che mi sta davvero a cuore.
Per la FAO è il loro anno.
Trecentosessantacinque giorni per vincere una sfida davvero unica: incoraggiare connessioni all’interno della catena del cibo con il più che lodevole intento di fare un miglior uso delle loro proteine.
Sto parlando dei legumi.
Un super food inaspettatto di cui potrete leggere notizie, curiosità e ricette nell’articolo che mi vede orgogliosa ambasciatrice per l’Aifb (per leggere l’articolo clicca QUI).

Io però tra le righe del mio diario di cucina vi parlerò di comfort food semplicemente perchè i legumi per me sono buoni per la pancia ma anche per il cuore.
I legumi sanno di famiglia.
Adesso che le giornate uggiose e fredde torneranno a farci compagnia io immagino un coccio fumante su una tavola apparecchiata e un mestolo che riempie di zuppa piatti pronti per essere gustati tra una chiacchiera e l’altra di persone che, con la gioia di essere di nuovo insieme, si raccontano della loro giornata quasi pronta a volgere al termine (per la mia ZUPPETTA DI LEGUMI clicca QUI).
E proprio mentre scrivo ripenso all’espressione soddisfatta di mio papà quando la sera lo chiamavo dalla cucina e, raccomandandomi di fare attenzione perchè scottava, gli servivo un bel piatto di zuppa, di quelle dense e corpose come piacevano a noi.
Oggi che vivo sotto un altro tetto quelle zuppe non ce le assaporiamo più insieme ma continuiamo ad amarle allo stesso modo.
I legumi fanno bene anche ai ricordi.

Sull’onda del cibo che conforta ho pensato allora a un purè speciale per celebrare questa settimana di bontà e benessere.
Amato da grandi e piccini scalda il cuore e riempie la pancia forchettata dopo forchettata.
Certo è un vero e proprio pieno di carboidrati ma una parte delle patate può però essere sostituita senza problemi da legumi che, una volta frullati, lo renderanno comunque cremosissimo e scioglievole al palato.
…e il pieno questa volta sarò anche di proteine!

 

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:
175 gr. di cannellini secchi
175 gr. di ceci secci
2 patate medie
4 cucchiai di olio extra v ergine d’oliva
1 piccolo rametto di rosmarino
1 cucchiaio di mandorle a scaglie
1 cucchiaio di pinoli
sale q.b.
pepe nero q.b.
foglioline di salvia per decorare

Purè di ceci e cannellini

Purè di ceci e cannellini

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Gnocchi di patate e nocciole ripieni di toma di Lanzo.

La sfida è ufficialmente la numero CINQUANTANOVE (#mtc59) ma per me si tratta in realtà del secondo round.

…e che round!!!
Se con la PIZZA della sfida numero CINQUANTOTTO(#mtc58) la felicità era velata da una certa ansia da prestazione con gli GNOCCHI di patate proposti da Annarita nel suo delizioso BOSCO DI ALICI la gioia ha preso ben stretta per mano una piacevole sensazione di tranquillità.
In famiglia gli insuperabili gnocchi di nonna Teresa sono apprezzati da tutti e io, che fin da bambina mi divertivo a mettermi in piedi su una sedia della cucina per guardarla mentre li preparava, da qualche anno a questa parte amo mettere le mani in pasta perchè più passa il tempo più mi rendo conto che fanno parte delle mie ricette del cuore.
Quelle ricette che ti fanno emozionare sulla scia immagini che capisci essere incancellabili nelle tante pagine dei ricordi di cui si riempie la vita.

Tre sono le possibilità per mettersi in gioco.
Dagli gnocchi classici, ai succulenti gnocchi ripieni fino agli insoliti gnocchi preparati con farine meno convenzonali.
Io che ho sempre preparato i classici gnocchi di patate ho deciso di proporre una bella miscellanea delle altre due alternative suggerite da Annarita.
Mi sono così ritrovata a spadellare “cicciosi” gnocchi arricchiti con farina di farro e prelibate tonde gentili delle Langhe finemente tritate nell’impasto e resi ancora più succulenti da un filante ripieno di toma delle valli di Lanzo.
…il mio amore incondizionato per i sapori piemontesi emerge sempre di più.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:
600 gr. di patate di Mombarcaro
60 gr. di farina di farro
60 gr. di nocciole tritate finemente
(tonda gentile delle Langhe)

1 uovo 
80/100 gr. di toma di Lanzo
60/70 gr. di burro
foglie di salvia fresca q.b.
pepe nero q.b.
50 gr. di nocciole spezzettate grossolanamente
(tonda gentile delle Langhe)

sale q.b.

Gnocchi di patate e nocciole ripieni di toma

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