Erano ormai un bel po’ di mesi che seguivo appassionata e con l’acquolina in bocca le deliziose sfide dell’MTChallenge; voglia di mettersi in gioco e divertirsi ma anche grande desiderio di scoprire e scendere nei dettagli, tecnici e non, di quella che di volta in volta è la ricetta per la sfida del mese.

Così in un mese, quello di giugno, in cui ho riavuto tempo e slancio per ricominciare a dedicarmi con passione alle pagine del mio blog mi sono detta “…ma sì, proviamoci!” ed eccomi oggi a pubblicare emozionata la mia prima ricetta per l’MTC.
La sfida, la n.58 per i veterani, è a base di acqua, farina, lievito e fantasia: sua regina LA PIZZA!
Fin da quando ho saputo che avrei fatto parte delle cucine dell’MTC ho aspettato con trepidante curiosità di sapere quale sarebbe stata la ricetta con cui avrei dovuto confrontarmi e quando la mattina del sei giugno ho scoperto che avrei dovuto mettere le mani in pasta ho inevitabilmente gioito.
Adoro la pizza, non fossi in lotta perenne con un ago della bilancia che non segna mai il peso che vorrei, la mangerei senza mai stancarmene anche più volte alle settimana ma essendo un lusso che mi concedo di tanto in tanto amo preparala in casa.
Ho imparato da qualche tempo a non avere fretta che l’impasto raggiunga il giusto grado di lievitazione in poco tempo, aggiungendo impasto dopo impasto sempre meno lievito e apprezzandone sempre di più il risultato finale dopo ogni assaggio.
Ma altrettanto onestamente ammetto di non avere mai provato le lievitazioni lunghissime che spesso ho letto tra le righe delle tante pagine di cucina che ogni giorno leggo curiosa.
…sciocca io!
Con l’MTC è per fortuna arrivato questo momento e grazie a La Trappola Golosa di Antonieta Golino e al suo splendido articolo dedicato alla PIZZA mi sono addentrata senza alcuna fatica nello splendido mondo delle maturazioni e lievitazioni pazienti, che lente e calme arrivano arrivano all’infornata finale garantendo risultati strepitosi in fatto di gusto e digeribilità.

Ho scelto per il mio impasto la maturazione in frigo con lievitazione in teglia perchè volevo una pizza non troppo sottile e dalla consistenza morbida.
…l’obiettivo è stato raggiunto con successo!

Per la farcitura, in cui era possibile secondo le regole dal gioco dar sfogo a gusto e fantasia, ho deciso di celebrare i tanti prodotti che la nostra ricca penisola ha da offrirci: pomodorini, burrata, ricotta di bufala, melanzane perline e tanto basilico fresco.

INGREDIENTI PER UNA PIZZA AL FARRO DA 24 CM:
175 gr. di farina di farro (12% di proteine)
50 gr. di farina manitoba
145 ml di acqua minerale naturale a temperatura ambiente
6 gr. di sale
0,5 gr. di lievito di birra fresco
1/2 cucchiaino da tè di miele
100 gr. di burrata di bufala
80 gr. di ricotta di bufala
10 pomodorini
10 foglie di basilico grandi
5 melanzane perline
olio extra vergine di oliva q.b.
sale q.b.
1 spicchio di aglio

Pizza al farro dettaglio fetta

Setacciare due volte le farine e poi disporle a fontana in una ciotola.
Sciogliere il lievito di birra in una tazzina d’acqua (prelevata da quantitativo di acqua totale) con il miele.
Versare il lievito sciolto e l’acqua al centro della fontana e iniziare ad impastare.
Quando l’acqua sarà assorbita e l’impasto inizierà a formarsi aggiungere il sale e continuare a impastare per una decina di minuta piegando e ripiegando l’impasto su se stesso.
Far riposare in una ciotola a temperatura ambiente per un’ora.

Pizza al farro dopo l'impasto

Pizza al farro dopo l'impasto

Trasferire la ciotola con l’impasto, coperta con pellicola, in frigorifero e far maturare per dieci ore.
Trascorso questo tempo proseguire la maturazione per altre due ore fuori frigo.
A questo punto trasferire l’impasto su una spianatoia leggermente infarinata e stenderlo con le mani allargandolo con movimenti circolari dal centro verso l’esterno.
Trasferire l’impasto in una teglia e farlo lievitare per due ore.

Pizza al farro prima della farcitura

Mentre l’impasto “cresce” occuparsi della farcitura.
Frullare la burrata con quattro foglie di basilico, un filo di olio extra vergine di oliva, un pizzico di sale e un cucchiaio della sua acqua di conservazioni fino a ottenere una crema liscia.
In una ciotola insaporire la ricotta di bufala con un po’ di sale e un giro di olio extra vergine di oliva.
Lavare, tagliare le calottine ai pomodorini (tenendole da parte), eliminare i semi, salarli all’interno e farli riposare capovolti all’ingiù su un foglio di carta assorbente.
Tagliare le melanzane perline a metà e farle marinare per una mezz’ora con olio extra vergine di oliva, sale e lo spicchio di aglio tagliato a fettine sottili.
Procedere a farcire la pizza.
Spalmare uniformemente la crema di burrata al basilico sulla superficie della pizza al farro.
Farcire i pomodorini con la crema di ricotta, aiutandosi con un sac a poche, e ricomporli sistemando sul ciuffo di formaggio le calottine tenute da parte.
Aggiungere i pomodorini ripieni e le melanzane perline sulla pizza al farro.
Completare con qualche foglia di basilico e un filo di olio extra vergine di oliva.

Pizza al farro dopo la farcitura

Infornare la pizza al farro in forno statico preriscaldato (da circa mezz’ora) al massimo del calore e cuocere per una ventina di minuti.

Pizza al farro dopo la cottura

Pizza al farro dettaglio fetta

La pizza è la sfida n. 58 dell’MTChallenge.

MTC n. 58

12 Commenti su Pizza al farro con crema di burrata al basilico, pomodorini arrosto ripieni di ricotta e melanzane perline.

  1. Primo: la mia farina di farro è molto più bianca…seppur biologica… ti invidio, sallo!! Io la volevo così scura, uffa! :((( Ti posso chiedere la marca?

    Secondo: adoro le melanzane perlina, quest’anno ho anche provato a piantarle nell’orto e solo ora una pianta su 5 ha fatto il fiore…speriamo bene.

    Terzoo: la tua pizza è meravigliosa!

    Detto questo, mi rintano in un angolino aspettando che le mie melanzane crescano per poterla rifare 😛

    • Grazie per tutti questi bei complimenti!
      Allora la marca della farina è Poggio del farro.
      Aaahhh le melanzane perline! Le ho assaggiate la prima volta su questa pizza e ora le adoro… 🙂

  2. Ottavia benvenuta all’Mtc proprio con la mia sfida
    Sono felice che le tue sperimentazioni ti abbiano fatta arrivare a dosi sempre minori di lievito, approdando alla mia ricetta, che hai arricchito con la farina di farro che io amo particolarmente; vedo hai ottenuto un impasto ben incordato che ti ha dato una pizza da un’alveolatura uniforme.
    La farcitura poi oltre ad essere caratterizzata da elementi equilibrati con sapori perfettamente bilanciati, l’hai curata in ogni dettaglio, rivelando la tua dedizione per questa tua prima sfida.
    Grazie per questo tuo prezioso contributo

    • Grazie, quanti complimenti.
      Ero un po’ spaventa perché era la primissima volta che preparavo una pizza dalla lievitazione così lunga.
      Sono contenta che sia apprezzata…

  3. E finalmente arrivo anche io, con il benvenuto di rito e il primo dei temutissimi commenti da mtchallenger :’)
    partiamo dalle cose belle
    La pizza e’ bellissima e il solo vederla fa venire l’acquolina. Se poi si leggono gli ingredienti si sviene. C’e’ una cura nel dettaglio che e’quasi commovente e un rispetto degli ingredienti che ti fa osare, ma senza strafare: il basilico e’ a crudo, la burrata si trasforma in una crema, senza altro stress di una frullatura. Il faro profuma, come solo il farro sa fare. E qui c’e’ il solo problema di questa pizza, nella scarsa alveolatura che la fa assomigliare di piu’ a una focaccla. Visto che il procedimento e’ perfetto, l’unico intoppo e’ il tipo di farina, che in fase di lievitazione da’ meno soddisfazioni delle altre. Ma e’ davvero l’unico neo, in una partecipazione altrimenti da incorniciare. E non sai quanto sia felice di averti qui. Ci aspettano grandi cose, anche dietro l’angolo!

    • Alessandra! In primis grazie per avermi accolta nella famiglia mtc.
      E’ stato un piacere partecipare a questa prima sfida.
      Ho trovato una ricetta per una pizza fatta in casa che non molleró più.
      Sono contenta che ti piacciano gli ingredienti e sono pienamente d’accordo con te perché guardando molte delle altre pizze in sfida mi sono resa conto che la mia aveva un’alveolatura differente. …non mi resta che gustarmi un nuovo tentativo con la farina giusta e aspettare la prossima “sfida”. 😉

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