Crea sito

Bruschette di melenzane con tapenade e pomodori.

Arriva la bella stagione e, non so voi, inizio a immaginarmi aperitivi da servire all’aria aperta per chi come me ha la fortuna di avere un balcone da cui godersi l’arrivo di quel piacevole tepore che scalda le ossa dopo il lungo freddo dell’inverno.
Per quanto mi riguarda uno dei must  da servire durante questi momenti di piacevole convivialità, che possono sostituire con un po’ di frizzante allegria il rito della cena, sono senza ombra di dubbio le bruschette.
Le bruschette sono gustose, facili da preparare e belle da vedere ma soprattutto si possono condire in mille modi, con ingredienti sempre diversi, e piacciono proprio a tutti.
Una garanzia insomma.
Ho una vera predilezione per le bruschette a base di tutte quelle verdure che la terra, durante la bella stagione, ci offre saporite, abbondanti e colorate.
Le bruschette di melanzane con tapenade e pomodori sono un ottimo suggerimento per servire un aperitivo fatto di ingredienti semplici che si sposano però alla perfezione fra loro in una gustosissima esplosione di sapori.
Vi basterà scegliere un pane casereccio fresco e con la crosta bella croccante (io vi consiglio dell’ottimo pane pugliese), qualche melanzana soda e dalla buccia lucida, un paio di pomodori maturi, un vasetto di deliziosa tapenade pronta per essere spalmata e l’aperitivo sarà servito.

Bruschette di melanzane

Preparate l’happy hour insieme a me?
(altro…)

Tagliatelle agli asparagi con baccalà, pomodorini arrosto alla vaniglia e limone candito.

L’Asparagus officinalis è una pianta erbacea perenne di origione mediterranea di cui si hanno già notizie in tempi lontanissimi (epoca egizia) e i cui metodi di coltivazione e preparazione sono descritti dettagliatamente nelle antiche opere di Catone, Apicio e Plinio.

“De Re Conquinaria”, Apicio:

“ASPARAGI – Seccherai gli asparagi e li metterai nell’acqua calda quando li vorrai usare.
ALTRO PIATTO DI ASPARAGI FREDDI -prendi asparagi ben puliti, tritali nel mortaio, versavi l’acqua, strizzali e passali allo staccio. Metti nel tegame dei beccafichi (Sylvia Ficedula di cui i Romani erano ghiotti) ben puliti. Trita nel mortaio 12 chicchi di pepe, aggiungi la Salsa e lavora; dopo aggiungerai una tazza di vino e una di passito. Metti il tutto in un tegame con 90 grammi d’olio. Bolli. Ungi una teglia e in questa mettici sei uova con salsa acida di vino; insieme al sugo degli asparagi, cuoci tutto sulla cenere calda insieme al trito detto prima. Allora aggiungi i beccafichi. Cuoci cospargendo di pepe e servi.
ALTRO PIATTO DI ASPARAGI – metti nel mortaio quei resti degli asparagi che si buttan via. Tritali bagnali di vino che farai colare. Trita del pepe, del ligustico, del coriandro verde, della santoreggia, una cipolla, del vino della salsa e dell’olio. Versa il sugo nella padella ben unta; e, se vuoi, rompici delle uova rimestando tutto al fuoco, perché si amalgami il tutto. Cospargi di pepe in polvere e servi.”

Con il termine “asparago” si indica anche la parte commestibile della pianta, costituita dai germogli di forma allungata e carnosa che amano tingersi di vari colori (dalle varie tonalità di verde, al violetto fino al bianco) e regalano al palato un sapore che ricorda vagamente quello del carciofo.
Sui banchi dei marcati di paese sono protagonisti da fine marzo fino a tutto giugno, periodo in cui i germogli sono ancora piacevolmente teneri e non hanno ancora quelle consistenza legnosa che li rende poco gradevoli e poco saporiti.
Incredibile pensare che ne esistano più di duecento varietà che differiscono tra loro soprattutto per colore, sapore e motodo di coltivazione: l’Asparago bianco (Bianco di Bassano del Grappa, Nobile Bianco di Verona) ha un sapore molto delicato e deve il suo colore alla coltivazione in assenza di luce che blocca il processo di fotosintesi, l’Asparago violetto, caratterizzato da un sapore un po’ più rustico e amarognolo, è in realtà un asparago bianco che una volta fuoriuscito dal terreno acquisisce una colorazione lilla per effetto della luce, l‘Asparago verde dal sapore decisamente marcato deve invece la sua colorazione al completo processo di fotosintesi.
Se avete invece la fortuna di potervi concedere qualche bucolico momento non perdete occasione, nella stagione buone, di dedicarvi alla raccolta degli Asparagi selvatici (Asparagi di campo o Asparagina che di dir si voglia) che cresciusti spontanei e sottili vi regaleranno grandi soddisfazioni in cucina grazie al loro sapore intenso.

Saporito, povero di calorie ma ad alto contenuto di sali minerali e vitamine, e versatile poteva forse l’asparago non essere celebrato con una giornata a lui interamente dedicata nel Calendario del Cibo Italiano? La risposta vien da sé…

Calendario cibo italiano banner

Ho deciso con piacere di occuparmi, fra i tre possibili metodi di preparazione di base dell’asparago (al vapore, lessato nell’apposita asparagiera oppure saltato in padella), dellla cottura in padella che fin da subito ho pensato si sposasse alla perfezione con l’idea di ricetta che avevo in mente e così ho portato in tavola un primo piatto gustoso e ricco di sfumature di sapore che è stato un gran successo.

Tagliatelle agli asparagi in padella

Tagliatelle agli asparagi dettaglio

Allora, accendete i fornelli insieme a me?
(altro…)

Sfoglia alle mele con amaretti e cacao.

C’è stato un periodo in cui amavo i dolci, le torte soprattutto, particolarmente elaborati: strati su starti di farciture alle creme più disparate, ganache e panna aromatizzata secondo l’ispirazione del momento, frutta ricoperta di cioccolato…addirittura pasta di zucchero!!!
Oggi invece amo la semplicità e i gusti che mi riportano con la mente e il cuore a quando ero bambina.
La sfoglia alle mele con amaretti e cacao nasce proprio così dalla voglia di evocare con un dolce davvero semplicissimo da preparare il sapore del bunet che la mia mamma portava in tavola per il pranzo della domenica o per le occasioni speciali.
Uova, amaretti e cacao amalgamati fra di loro creano un gusto inconfondibile e l’aggiunta delle mele Gala conferisce quella nota fruttata, fresca e genuina che rende questo dolce ideale per ogni momento della giornata…ma soprattutto golosissimo sia per i grandi che per i piccini.

Fruit24

Già perchè anche un dolce davvero ricco di frutta può essere una leccornia a cui è difficile resistere ma soprattutto sposa appieno il progetto e la filosofia di Fruit.24 che, in collaborazione con APO CONEPRO (la più importante associazione di produttori ortofrutticoli), promuove il consumo consapevole di frutta e verdura nel quotidiano per una vita all’insegna delle buone abitudini alimentari e del benessere.

VERTICALE SFOGLIA ALLE MELE

Accendete il forno insieme a me?
(altro…)

Vignarola romana con uova al tegamino e crostoni all’aglio orsino.

Al dì NOVE del mese di APRILE il Calendario del cibo italiano celebra un piatto particolarmente caro ai romani, una vera pietanza del “core”.

“La vòja te comincia già ar mercato,
che, quanno in primavera è colorato,
te compri i mejo “verdi” che ce stanno
co’ senza ch’alla tasca ce sia danno.
Er verde della fava a maggio impera,
a quello der carciofo ce se spera,
poi c’è quello chiaro der baccello
che t’arinchiude er tenero pisello.
‘Ste gran tonalità, a mazzi e odori,
curaveno tra viti nei filari.
“Vignarola” er raccolto se chiamava
de piselli, carciofi e de la fava.
Ripenza a tutto questo, si cucini
‘sto piatto tanto caro a li romani,
e ‘nzieme all’ojo, er sale e la pancetta
la vignarola è pronta in mezz’oretta.
Er verde se fa scuro e saporito,
er gusto sciòrto ‘n bocca sembra ‘n mito,
E dopo ‘sta bontà de cui se freggia
In più te po’ scappa’ quarche scur…!”

Facile intuire che oggi potremmo immagginarci ai fornelli di un’ipotetica cucina romana tutti indaffarati a preparare un piatto che ha il sapore di una tradizione povera e contadina capace però di essere un trionfale elogio alla primavera.
Cucina povera ma allo stesso tempo magnifico tripudio di sapori, quasi un ossimoro a pensarci bene, è ciò che custodisce e racchiude una padellata fumante di vignarola romana.
E se una rondine non fa certo primavera un sol piatto di vignarola la può fare eccome quella primavera che dopo tanto inverno ci troviamo ad aspettare trepidanti.
Sui banchi dei mercati di paese inziano a spuntare i teneri baccelli di fave e piselli che con il loro verde inconfondibile regalano agli occhi una ventata di freschezza, con un poco di fortuna qualche carciofo troneggia ancora sodo e panciuto tra frutta e verdura, i cipollotti pizzicano un po’ prepotenti l’olfatto, la mentuccia si lascia accarezzare profumando di buono i polpastrelli…la primavera è sbocciata e non si può non celebrarla dopo tanta attesa!
Così ogni anno sulle tavole si rinnova la tradizione di questo piatto che sembra prenedere il nome un po’ dai “vignaroli” (gli ortolani in romanesco) che si dice la cucinassero con ciò che rimaneva dalla vendita quotidiana dei loro prodotti ma forse ancora più, trattandosi di pregiate primizie primaverili, dai viticoltori della zona di Velletri, famosa per i suoi estesi vigneti, che di ritorno dalle vigne la preparavano utilizzando le verdure appena colta negli orti.Calendario cibo italiano bannerEra infatti abitudine che verdure primaverili come fave e piselli venissero piantate lungo i filari per essere raccolte non appena sbocciavano e poi cotte con gli ultimi carciofi di stagione quasi a simboleggiare un passaggio di testimone tra i prodotti della terra avvezzi alle rigide temperature invernali e le primizie amanti del più mite clima di primavera.
Un rito di passaggio sancito tra le quattro mura di una cucina che inzia a socchiudere le finestre per ricominciare a godere dell’arrivo di un nuovo tepore e a profumare di rinnovati odori.

La vignarola romana

Venite in cucina con me per festeggiare la primavera?
(altro…)

Insalata di salmone con riso, spinacini, pomodori secchi e olive.

Con l’arrivo della bella stagione, non so voi, ma in me si riaccende la voglia di insalate fresche e gustose.
Le amo particolarmente perché con le idee giuste si possono preparare in pochissimo tempo ma soprattutto perché con un pizzico di fantasia, ingrediente che non deve proprio mancare in cucina, si possono portare in tavola abbinamenti di sapori sempre diversi così da rendere le insalate tra i piatti meno noiosi in assoluto.
L’insalata che vi propongo oggi è addirittura un delizioso piatto unico: salmone saltato in padella, riso profumato al limone e spinacini freschi la rendono un piatto completo mentre i pomodori secchi a filetti (lasciatemelo dire: “PRATICISSIMI!”) saporiti e carnosi e le olive Leccino belle sode e piacevolmente piccanti le regalano quella deliziosa spinta in più nel gusto che “chiuderà il cerchio” a ogni boccone.

INSALATA DI SALMONE

La prepariamo insieme questa deliziosa insalata di salmone?
(altro…)