Ultimi scampoli d’estate.
Le verdure della stagione calda e soleggiata presto lasceranno il posto ai “frutti” del freddo ma oggi ho ancora voglia di sentirmi legata all’estate e alle sue lunghe giornate con le ultime melanzane dell’orto.
Gnocchi, la tradizione del giovedì resta salda, malfatti di melanzane: rustici e grezzi, forse un po’ meno eleganti dei classici compari preparati con le patate, ma altrettanto buoni e golosi.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:
800 gr. di polpa di melanzane

120 gr. di farina di farro
1 uovo
40 gr. di Grana Padano
2 spicchi di aglio
olio extra vergine di oliva q.b.
sale q.b.
pepe q.b.

Gnocchi malfatti di melanzane

Privare le melanzane della pelle e tagliare la polpa a dadini regolari per facilitarne una cottura uniforme.
in un’ampia padella scaldare un paio di cucchiai di olio extra vergine di oliva con gli spicchi di aglio in camicia.
Quando l’olio sarà ben caldo aggiungere la dadolata di melanzane, salare e cuocere fino a quando la polpa sarà ammorbidita ma ben asciutta.
Togliere gli spicchi di aglio e far raffreddare le melanzane.
In un mixer capiente versare la farina, aggiungere l’uovo intero, il Grana Padano, le melanzane e frullare fino ad ottenere un composto uniforme.
Aggiustare di sale se necessario.
Versare in composto in una ciotola e farlo riposare in frigorifero per almeno un’ora.
In una pentola portare a bollore abbondante acqua salata, abbassare leggermente la fiamma e far cadere con delicatezza qualche cucchiaiata alla volta dell’impasto di melanzane.
Quando gli gnocchi malfatti torneranno a galla scolarli con una schiumarola.
Condire gli gnocchi malfatti di melanzane con abbondante sugo di pomodoro, un filo di olio extra vergine di oliva a crudo e una generosa manciata di pepe nero.
Servirli ben caldi con qualche fogliolina di basilico fresco e qualche rametto di timo.
Per rendere gli gnocchi malfatti ancora più golosi aggiungere una grattugiata di caciocavallo stagionato.

Gnocchi malfatti di melanzane

Lo spunto per questi gnocchi arriva da una ricetta dello chef Daniele Persegani con alcune modifiche dettate dal gusto della sottoscritta.

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