La tartare di manzo

Non c’è niente da fare… mi piace moltissimo mangiare la carne cruda! Mi piace il carpaccio e anche la tartare, ma occorrono alcune accortezze perché non sempre potrebbe essere un comportamento sicuro, soprattutto dal punto di vista igienico. Normalmente si consumano crude le carni bovine, equine e l’anatra. A me piace il manzo.

I rischi sono in un primo momento dovuti ai batteri che possono essere presenti a causa di una macellazione poco accurata o per la presenza di virus ed, non meno pericolosi, alcuni parassiti come la tenia e gli ossuri. quindi prima di tutto scegliete un macellaio di cui fidarvi! Ad ogni modo, tutti i rischi vengono meno usando l’abbattitore oppure il congelatore casalingo per non meno di 72 ore.

La carne cruda è meno digeribile di quella cotta e di conseguenza è ottima nelle diete perchè da un senso di sazietà più lungo. E’ molto delicata e non è sanguinolenta come potrebbe essere una bistecca al sangue. Non assaggiarla può essere solo un pregiudizio poiché non ha affatto quel senso “cruento” che a volte le si attribuisce. Inoltre, anche da un punto di vista economico, bisogna considerare che ha una resa maggiore rispetto alla normale cottura, vantaggio di non poco conto.

Il primo passo quindi è scegliere la materia prima. Per la tartare dovete scegliere un ottimo coltello e tagliarla più finemente possibile con molta cura. Non usate il tritacarne perché la scalderebbe e ne altererebbe il gusto. Il resto dovete affidarlo alla vostra fantasia. Potete condirla con frutta secca,  agrumi, erbe profumate, tartufo, pezzetti di mela o anche mirtilli…. e lasciatela riposare in frigo in una ciotola. Tende ad ossidarsi velocemente quindi una volta pronta, non aspettate molto a consumarla.

E’ molto versatile, può essere usata come entrée oppure un secondo piatto estivo. Basta prendere confidenza con questo ottimo prodotto per poi scatenare il vostro estro creativo. Le mie proposte sono una tartare con zeste di arancia e champignon, un’altra con capperi e pepe fresco e l’ultima con crudité di verdure… ma sono proprio le più banali!!!tartare con champignontartare con capperi

 

tartare zucchine

Il nome tartare sembra che derivi dai Tartari che, essendo un popolo nomade, non avevano spesso modo di cucinare la carne e la mangiavano cruda. Per renderla più tenera, la mettevano sotto alle selle dei cavalli durante le marce riducendola in poltiglia… una tartare appunto. Ora è un termine che viene usato sia per la carne che per il pesce.(preso dalla mia ricetta sulla tartare di tonno)

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