Torta di carote

 photo Ci stiamo trasferendo_zpsuoccljns.gifLa torta di carote, chissà perchè, non è un dolce che ci si va a cercare. Non ti cerchi la ricetta, non ti cerchi una pasticceria che possa venderla, non ti cerchi un libro di ricette che possa proportela.

Quasi sempre ti capita cosi, per caso. E’ proprio quella torta del “quando meno te l’aspetti“.
A me è successo cosi. Durante il mio soggiorno in Danimarca. Tra un report da scrivere e un caffè da sorseggiare.
Ok, si sa, i Danesi non sono famosi per la presentazione artistica dei loro dolci. Le vetrine delle loro pasticcerie sono piene di cornetti e paste ammassati l’uno sull’altro, buttati alla rinfusa, che ti piange il cuore vedere quella povera brioche schiacciata dalle altre che cerca a tutti i costi di ritagliarsi un angolino per respirare.
Di contro, sono stata felicemente sorpresa quando ho scoperto che i loro strani e deformi dolcetti erano in realtà davvero buonissimi! Good job Denmark!

Un giorno la mia coinquilina torna a casa con una torta presa dalla bakery all’angolo giù in città. Aspetto strano, rustico, dal colore marroncino e ricoperta da una strana crema bianca. Che altra torta strana si saranno inventati questi danesi?

Mi preparo all’assaggio. Divano, fettina di torta, forchettina e l’immancabile caffè. Addento. Ma dai! Era una torta alle carote! o se volete una Gulerodskage!
Certamente non la classica camilla morbida e spumosa. Ma aveva un non so che di aromatico, profumato e saporito che me ne ha fatto innamorare all’istante.

Ho scoperto poi che i Danesi nel tempo avevano rielaborato questo dolce proveniente dal nuovo continente e ne avevano fatto diventare uno dei loro dolci preferiti. Effettivamente era dappertutto, bar, caffetterie, pasticcerie e perfino all’università.

Non ci sono solo carote. Ci sono le noci, c’è lo zucchero di canna e anche un pizzico di cannella per ricordarci che siamo in scandinavia. La crema di copertura è semplicissima ma la buccia del limone le da quel sapore che si sposa perfettamente con il resto del dolce.

torta di carote

Ingredienti per una tortiera di 22 cm

  • 200 gr. di burro
  • 200 gr. di zucchero di canna
  • 3 uova medie
  • 300 gr. di carote
  • 200 gr. di farina 00
  • 2 cucchiaini di lievito in polvere
  • 2 cucchiaini di cannella
  • 80 gr. di noci

Per la glassa bianca

  • 200 gr. di formaggio cremoso
  • 2 cucchiai di acqua
  • 50 gr. di zucchero a velo
  • scorza grattuggiata di 1/2 limone

Procedimento

Montare il burro morbido con lo zucchero fino ad ottenre una crema. Aggiungere un uovo alla volta continuando a montare. Pulire e grattuggiare le carote e aggiungerle al composto. Setacciare a parte la farina, il lievito e la cannella e versarli poco alla volta al composto mescolando il tutto a mano amalgamando bene il tutto.
Imburrare e infarinare una teglia rettangolare 18×22 o in alternativa una teglia rotonda del diametro di 22 cm e versare il composto nella tortiera cercando di livellarlo il più possibile con una spatola.
Cuocere in forno già caldo a 180° per circa un’ora o fino al superamento della “prova stecchino”.
Mentre la torta cuoce possiamo preparare la nostra glassa di copertura.
Mescolare energicamente con una frusta il formaggio, lo zucchero a velo e la scorza del limone grattuggiata. Aggiungere l’acqua poco alla volta per ammorbidire il composto. Se dopo il primo cucchiaio d’acqua la crema vi sembra già abbastanza fluida evitate di aggiungere il secondo cucchiaio. La crema deve rimanere di una certa consistenza per poterla spalmare.

Una volta che la torta si sarà raffreddata, copritela con la glassa e decoratela con delle noci sgusciate.

torta di carote

Carote, noci e cannella; non vi sembra un dolce perfetto per iniziare il periodo natalizio?

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Gabriella

Gabriella

Ciao sono Gabriella, cugina di Zia. Amo la pasticceria, la chimica che c’è dietro. L'idea di partire dagli ingredienti più basilari della cucina, unirli e farli "reagire" fino a creare dolci di tutti i tipi, mi affascina da sempre. C’è sempre un risultato alla fine di un esperimento, amo vederlo sul viso di chi assaggia i miei “composti”. A dirla tutta, sono un'inguaribile golosona. C’è sempre spazio per il dolce, un pasto non dovrebbe mai finire senza.
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