Amaretti morbidi

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 photo Ci stiamo trasferendo_zpsuoccljns.gifSe ci sono dei biscotti che ricordo di aver mangiato fin da quando ero bambina, sono proprio gli amaretti!
Ebbene si, potrà sembrare strano perchè non sono biscotti tipici della mia regione ma un motivo c’è. In famiglia abbiamo degli avi sardi e in Sardegna si sa, gli amaretti vanno come l’acqua fresca.
E non sto parlando di quegli amaretti duri che a morderli ti parte via un dente, ma quegli amaretti friabili fuori e morbidi dentro che quando ci affondi i denti senti le mandorle e nient’altro.
Mio papà ne è ghiotto e quando io e mia mamma troviamo una ricetta nuova proviamo a rifarli e per capire la riuscita, osserviamo la faccia di mio padre quando si siede sul divano, la sera, abbracciando il barattolo pieno di amaretti appena sfornati.

Un giorno, sfogliando un vecchio libro di cucina, mi capita tra le mani un foglio ingiallito. Non vi dico la gioia che ho provato nello scoprire che tra quelle righe sbiadite si celava la ricetta degli amaretti! Dosi semplicissime e procedimento ancor più semplice.

Beh, inutile dirvi che quando ho provato questa ricetta, quel barattolo tra la braccia di mio padre si è svuotato in meno di tre giorni.

La cosa fantastica è che può mangiarli chiunque, dagli intolleranti al lattosio ai celiaci e con soli tre ingredienti avrete dei biscotti fatti in casa perfetti per qualsiasi occasione.

Gli amaretti hanno un aspetto magnifico e vi assicuro che dopo il primo morso ve ne innamorerete!

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Ingredienti per 40 amaretti

  • 500 gr. di mandorle o farina di mandorle
  • 60 gr. di mandorle amare
  • 500 gr. di zucchero semolato
  • 160 gr. di albume d’uovo
  • mezzo limone

Procedimento

In un mixer tritare le mandorle con lo zucchero molto finemente fino a ottenere una farina.
Per ottenere degli amaretti di colore chiaro, si può decidere di spellare le mandorle.
Il procedimento è sempice.

Basta far bollire in acqua le mandorle per 1-2 minuti, per facilitare l’operazione. Scolarle ed eliminare la pelle strofinandole con un panno o con le mani finchè sono ancora tiepide. Adagiare le mandorle spellate su una teglia e passarle al forno con il grill acceso finchè non si dorano leggermente di modo da asciugarle e renderle di nuovo croccanti.

A questo punto avete le vostre mandorle spellate pronte per essere utilizzate.

Io per questa ricetta utilizzo sempre le mandorle con la pelle perchè non sento differenza nel sapore e il colore più scuro che assume l’amaretto mi piace di più.

Per quanto riguarda le mandorle amare ultimamente sono un po’ difficili da trovare ma chi a lungo cerca alla fine trova e scommetto che anche vicino casa vostra c’è qualche drogheria che le vende ancora.

Proseguiamo con la ricetta. In una ciotola capiente versare il composto di farina di mandorle e zucchero e unire l’albume d’uovo senza montarlo con l’aggiunta di qualche goccia di limone spremuto. Lavorare l’impasto fino a renderlo omogeneo.

Per dare la forma agli amaretti, aiutarsi con i palmi delle mani bagnati d’acqua per formare delle sfere di circa 3.5 cm (o della dimensione che preferite, ricordandovi che gli amaretti in cottura crescono un pochino per la presenza dell’albume).

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Posizionare le sfere su una teglia ricoperta di carta da forno. Spolverizzare gli amaretti con dello zucchero a velo e farli riposare una notte intera in frigo. Questo passaggio è fondamentale per far mantenere la forma degli amaretti in cottura. Ricordatevi di lasciare tra ogni amaretto un po’ di distanza perchè in cottura, crescendo, potrebbero unirsi.

Cuocere in forno già caldo a 170° per circa 25 minuti o fino ad ottenere una leggera doratura.

Gli amaretti si conservano anche per un paio di settimane avendo l’accortezza di tenerli in un barattolo chiuso. Dopo un po’ di tempo perdono un pochino di morbidezza ma vi assicuro che il sapore rimane squisito!

Sono riuscita a salvarne un po’ sottraendoli alle grinfie di mio padre, chi ne vuole uno?

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Gabriella

Gabriella

Ciao sono Gabriella, cugina di Zia. Amo la pasticceria, la chimica che c’è dietro. L'idea di partire dagli ingredienti più basilari della cucina, unirli e farli "reagire" fino a creare dolci di tutti i tipi, mi affascina da sempre. C’è sempre un risultato alla fine di un esperimento, amo vederlo sul viso di chi assaggia i miei “composti”. A dirla tutta, sono un'inguaribile golosona. C’è sempre spazio per il dolce, un pasto non dovrebbe mai finire senza.
Gabriella

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2 Comment

  1. Gianfrancesco says: Rispondi

    odio gli amaretti, ma questi li assaggio

    1. Gabriella Gabriella says: Rispondi

      ahaha grazie per lo sforzo Gianfro! Allora te ne porterò un po’! 😉

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