Gatto di patate

Gatto di patate ricetta napoletana fatta dalla mamma.
Il gattò, chiamato anche il gatò o gateau, è una ricetta a base di patate schiacciate, con salumi, uova e mozzarella, cotto in forno.

Questa ricetta è tipica napoletana e nasce alla fine del Settecento nel Regno delle Due Sicilie.
La storia racconta che, la moglie di Ferdinando I di Borbone, Maria Carolina d’Asburgo, aveva un palato molto raffinato e aveva sempre con se una squadra di cuochi francesi che le servivano tutte le prelibatezze d’Oltralpe. I napoletani, appresa questa ricetta, sostituirono il formaggio groviera con il fior di latte e aggiunsero il salame e il prosciutto cotto.

L’italianizzazione del termine “gateau” fu coniata, invece, dalle monache del Monastero di Santa Chiara di Napoli che cominciarono ad usare la parola “gattò”, adottata in seguito da tutta Napoli.
La ricetta del gattò di patate che oggi vi propongo è la versione che fa mia mamma, bella ricca e sostanziosa, con tutti ingredienti da leccarsi le dita… Parola di Carmencita. 😉

Gatto di patate
  • Difficoltà:
    Bassa
  • Preparazione:
    30 minuti
  • Cottura:
    35-40 minuti
  • Porzioni:
    6 persone
  • Costo:
    Basso

Ingredienti

  • Patate (a pasta gialla) 1,2 kg
  • Prosciutto cotto 120 g
  • Salame napoletano 120 g
  • Pancetta 80 g
  • Speck 80 g
  • Mozzarella (fiordilatte) 300 g
  • Parmigiano reggiano (grattugiato) 70 g
  • Uova 4
  • Pepe nero 1 pizzico
  • Pangrattato q.b.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.

Preparazione

  1. In una pentola piena d’acqua, mettete le patate precedentemente lavate, aggiungete un pugno di sale grosso, accendete il fuoco, portate l’acqua ad ebollizione e fate lessare le patate.

  2. Quando le patate saranno pronte (fate la prova con la forchetta), toglietele dal fuoco e sbucciatele ancora calde, schiacciatele con lo schiacciapatate, mettetele in una terrina e lasciatele rafffreddare.

  3. Nel frattempo tagliate a cubetti il prosciutto cotto, il salame, la pancetta, lo speck e teneteli da parte.
    Tagliate a cubetti anche la mozzarella e mettetela in un colapaste per farle perdere la maggior parte della propria acqua.

  4. Quando le patate si saranno raffreddate, aggiungete nella terrina il prosciutto cotto, il salame, la pancetta e lo speck a cubetti, la mozzarella e mescolate il tutto impastando con le mani.
    Rompete le uova e aggiungetele all’impasto insieme al pizzico di pepe, il sale aromatizzato, 50 grammi di parmigiano grattugiato ed amalgamete bene gli ingredienti tra loro.

  5. Prendete la pirofila e oliate la base ed i lati.
    Trasferite il gatto di patate nella pirofila, livellate bene e cospargete tutta la superficie con il pan grattato mescolato al formaggio.

  6. Infornate il gatto di patate nel forno già caldo a 200° C per circa 30-35 minuti (dipende molto dalla tipologia di forno che avete).

  7. Quando la superficie del gattò di patate sarà bello dorato, spegnete il forno, tirate fuori la pirofila, impiattate in piatti da portata e servitelo in tavola ben caldo. Buon appetito! 😉

Note

1. Se dovesse avanzare il gatto di patate, potete scaldarlo il giorno dopo al microonde oppure nel forno per qualche minuto e servirlo tiepido.
Se invece volete congelarlo, potete terminare il gattò senza cuocerlo e metterlo in freezer conservandolo per 2-3 settimane.

2. Nella ricetta originale del gattò di patate napoletano si mette metà mozzarella e metà provola affumicata, una variante davvero gustosa. Mentre, nel gattò di patate siciliano, si aggiungono anche 100 grammi di caciocavallo grattugiato al posto del parmigiano, oppure si fa rosso col ragù e ha, normalmente, un ripieno al centro.

3. Ci tengo molto a darvi questo piccolo, ma prezioso consiglio.
Io, per la preparazione del gatto di patate, ho preferito usare prodotti (ove possibile) sicuri della provenienza e/o provenienti da agricoltura biologica, perchè per una vita sana è sempre meglio essere prudenti e controllare la provenienza degli alimenti che consumiamo. 😉

Se vi piacciono le mie ricette seguitemi anche sulla mia pagina facebook:  Carmencita da leccarsi le dita

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