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VIAGGI NON SOLO CULINARI Archive

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LONDON BY….EATING – VIAGGIO NON SOLO CULINARIO ALLA SCOPERTA DELLA CAPITALE INGLESE

Mentre in Italia il tempo fa decisamente pena per essere metà luglio, io e la mia famiglia siamo andati in esplorazione dell’Inghilterra e più esattamente di Londra e della Cornovaglia, dove al posto del consueto e costante maltempo, siamo stati accolti e coccolati da 10 giorni di sole, caldo, afa e…nessuna goccia di pioggia!!!!

In questo post voglio raccontarvi la nostra esperienza culinaria e non per le vie di Londra, città affascinante, caotica, multietnica, multiculturale, variopinta, ricca di cose particolari e curiose, ma sicuramente costosa!!

Innanzitutto non preoccupatevi se non sapete l’inglese, strano a dirsi, ma in realtà è proprio così! Già in aeroporto troverete un sacco di ragazzi italiani che stanno lavorando a Londra e che vi aiuteranno nel caso vi perdiate 😉 per non parlare poi nei ristoranti e bar italiani e non solo. E’ proprio vero a Londra vivono tutti meno che gli inglesi. Inoltre, visto il periodo, siamo sempre stati circondati da gruppi di ragazzi italiani aderenti ai vari soggiorni studio in Inghilterra, presenti soprattutto all’interno dei musei.

A seconda del tempo che avete a vostra disposizione per girare che questa enorme città, sono del parere che vada “gustata” il più possibile a piedi. Per questo, organizzate le vostre tappe giornaliere magari visitando due quartieri vicini, attraversando anche alcuni dei più famosi parchi della città, oasi di pace in cui scappare dal traffico cittadino e dalle code ai siti turistici 😉

In realtà le file maggiori si fanno per accedere alle chiese e ai musei a pagamento, oltre che, per esempio, per salire sul London Eye. Se da un lato, infatti, i musei più importanti gestiti direttamente dallo Stato sono gratuiti e si entra senza fare coda, come il British Museum, la National Gallery, il Victoria & Albert  Museum, il Natural History Museum, dall’altra le chiese si fanno desiderare e i prezzi per entrarci sono piuttosto alti e le code interminabili!!!

Tra tutte le mille cose che potete visitare, io vi consiglio assolutamente di fare un salto al Natural History Museum , soprattutto se avete bambini, ma anche se solo avete un minimo di interesse nella scienza. La sezione sui dinosauri è molto particolare, ma la struttura sul sistema solare e sui pianeti è fantastica! Per non parlare della sezione sui terremoti e sui vulcani e quella sull’anatomia. Il bello di questo museo è che ricco di sezioni interattive e di giochini, che ti permettono di imparare e conoscere ancora meglio.

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Se, invece, siete appassionati come me di medicina, non potete perdervi l’Old Operating Theatre Museum & Herb Garret. Un museo sicuramente poco noto, dal prezzo molto accessibile, che vi farà fare un viaggio nella medicina e nella chirurgia dell’800. Il museo, infatti, è la più antica ex sala operatoria dell’800 in cui potevano assistere anche gli studenti di medicina. All’interno della struttura si trovano preparati anatomici, attrezzi medico-chirurgici, attrezzature farmaceutiche, una vasta esposizione di erbe medicinali e tanto altro ancora.

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Per quanto riguarda le chiese, noi abbiamo scelto di visitare solo Westminster Abbey, a discapito della Sant Paul’s Cathedral, ma ne siamo rimasti entusiasti. L’ideale è mettersi in fila già alle 9 e mezza della mattina, come abbiamo fatto noi. Abbiamo aspettato si e no una mezzoretta. Il costo del biglietto è piuttosto elevato (circa 20£), ma comprende anche una fantastica audio guida ben fatta che vi guiderà nel percorso all’interno di ogni angolo di questa magnifica abbazia gotica.

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Ma addentriamoci pian piano nell’ambito culinario. Passeggiando per la città, non si possono mancare due tappe importantissime per noi appassionati di cibo. Primo fra tutti è il Borough Market, il mercato vero e proprio di Londra in cui troverete centinaia di banchetti di frutta e verdura, panetteria, piatti pronti, prodotti biologici, carne, pesce, anche di tipologie meno note e avrete la possibilità di fare numerosi assaggini lungo la vostra visita;) il sabato è il giorni migliore per andarci. Nella zona all’aperto, inoltre, ci sono un gran numero di banchetti di prodotti pronti e prodotti di ogni nazione (cibi africani, indiani, italiani, dolci inglesi, ecc). È il posto migliore se volete mangiare qualcosa al volo per pranzo, per poi continuare la visita della città, e risparmiare qual cosina.

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Un altro “festival” del cibo a cielo aperto si ha nel Camden Market, dove si trovano decine di bancarelle di cibi fatti al momento provenienti da ogni parte del mondo (cucina caraibica, argentina, spagnola, africana, messicana, italiana, polacca, ecc…). Anche lì il rapporto qualità-prezzo è buono, si spende poco e si mangia bene 😉 inoltre la zona è stupenda  e merita una visita in ogni caso. La passeggiata dal Regent’s Park lungo il Regent’s Canal, che porta direttamente al mercato e alla vicina Camden Town, e le centinaia di bancarelle di prodotti artigianali, abbigliamento, borse, gioielli, fanno di Camden una zona che non può mancare tra le vostre tappe, qualunque sia la durata del vostro soggiorno a Londra 😉

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Per quanto la cucina inglese non sia particolarmente rinomata, va riconosciuta la loro bravura nel confezionare dolci e in particolar modo le torte!!! Tra i più famosi spiccano i cookies, i muffin, le cheesecake, la carrot cake e via dicendo. Con nessuna intenzione di fare colazione all’inglese, sin dal primo giorno ci siamo imbattuti in un bar (Eletric Coffee, situato ad un passo dalla stazione metro di Ealing Broadway) che offriva una vasta scelta di torte fatte da loro, anche senza glutine, e di croassant. La cosa che mi è saltata all’occhio subito è che a Londra c’è molta più attenzione verso le intolleranze alimentari. In moltissimi ristoranti e bar e anche nei supermercati si trovano prodotti senza glutine e/o privi di lattosio, uova, lievito, ecc. Tuttavia, se vuoi bere un vero caffè espresso italiano, devi fare i salti mortali!!! Infatti, se non trovi un bar/ristorante italiano, non avrai mai un espresso come si deve, ma una brodaglia amara!

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Da accompagnare ai dolci di ogni tipo, non può mancare il tè inglese delle 5 di pomeriggio. Noi siamo andati in una delle più rinomate Tea House di Londra, Camellia’s Tea House, situata affianco a Carnaby Street. Il negozio offre una vastissima scelta di tè e di tazze, che si possono acquistare e anche degustare all’interno del grazioso locale, accompagnato da uno dei molteplici dolci e torte di loro produzione.

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Per continuare con la sezione dolci, passeggiando per la città troverete un sacco di negozietti specializzati nella vendita di dolciumi, caramelle, cookies appena sfornati. Non potete però non fare un salto in uno dei 4 negozi esistenti al mondo degli M&M’s, situato a Leicester Square. 4 variopinti piani di oggetti di vario tipo dedicati ai dolci confettini: abbigliamento, cartoleria, oggetti per la casa. La scelta è vastissima e coloratissima. Non si può uscire a mani vuote da un posto così, nonostante i prezzi siano un po’ elevati!! Inoltre rimarrete stupiti dalle numerosissime colonne contenenti M&M’s tutti di colori diversi!!!

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Sicuramente accessibile solo a pochi portafogli è la sezione” alimentari” del famosissimo grande magazzino Harrods, che vanta una vastissima scelta di prodotti super raffinati, confezioni regalo strabilianti, una vastissima scelta di pasticceria e dolciumi vari. Un giretto vale sempre la pena farlo, anche solo per assaporare con gli occhi 😉

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Quando vi ritroverete a passeggiare per le vie di Londra verso ora di pranzo, noterete una marea di catene e di fast food che vi proporranno ogni cosa (Burger King, Mc Donald,…). Sono la soluzione migliore se volete risparmiare qualche soldino, magari per la cena. Noi ci siamo affidati un paio di volte alla catena Pret a Manger, diffusissima in ogni dove a Londra, che offre anche qualche street food un po’ più salutare. In alternativa si può mangiare anche in molti pub della città, in cui spesso viene proposto il tradizionale piatto di “fish & chips”, ovvero la frittura di pesce, di solito il merluzzo, accompagnato da patate fritte e da una crema di piselli.

Per la cena, invece, vale la pena spendere qualche sterlina in più in uno dei tantissimi ristoranti multietnici. Si trova veramente qualsiasi tipo di cucina: caraibica, belga, spagnola, messicana, greca, indiana, giapponese, ecc. Noi una sera abbiamo optato per un ristorante turco, Otoman, situato nel quartiere di Fulham (fermata metro Hammersmith). Il rapporto qualità-prezzo è ottimo. Hanno numerosissimi piatti a base di carne, soprattutto agnello,  e di verdure. Non possono mancare poi le coloratissime salsine accompagnate dal caldo pane turco. Per concludere  d’obbligo è un assaggio dei Baklawa, dolcetti tipici a base di pasta filo, miele e frutta secca.

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Un’altra sera, invece, in occasione del mio compleanno ci siamo fatti indicare un ristorante messicano DOC, dove vanno a mangiare gli stessi messicani a Londra in quanto uno dei pochi autentico. Il ristorante si chiama Mestizo, si trova a Hampstead Road (fermata metro Warren Street), ed è noto anche per vantare oltre 200 tipi di tequila nel piano bar all’interno del locale. I prezzi sono un po’ più elevati, ma vale la pena se volete gustare dell’autentica cucina messicana. Un consiglio però: siccome in numerose ricette c’è scritto spesso “e altri ingredienti a sorpresa”, se non siete amanti di qualche spezia, come per esempio il coriandolo, non ordinate quei piatti, perché potreste imbattervi in qualcosa per voi immangiabile 😉

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Infine vi consiglio di fare un giretto per il famosissimo quartiere Notting Hill, a scoprire le casette colorate protagoniste di numerosi film inglesi e il mercato di Portobello Road, che offre cibi di strada, frutta, verdura, pezzi di antiquariato, abbigliamento, ecc. Nei dintorni troverete numerosi pub e ristoranti, anche italiani.

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RISTORANTE NONNA ROSA – località QUERCE AL PINO, fraz. di CHIUSI (SI)

Se vi capita di passare per la Toscana o se siete in ferie, vi consiglio di fare una tappa culinaria al Ristorante Nonna Rosa, che si trova esattamente di fronte all’uscita dell’autostrada A1 “Chiusi-Chianciano Terme”, più precisamente nella frazione di Chiusi, Querce al Pino, quindi in una posizione strategica e facilmente raggiungibile. Io vi ho trascorso 17 fantastici giorni e non posso che parlarvene benissimo, soprattutto del personale, sempre molto disponibile. Rimando a voi ulteriori pareri 😉

Innanzi tutto, le sale da pranzo all’interno sono del tutto particolari: il ristorante e parte dell’hotel sovrastante, sono un vero e proprio museo d’epoca!! E’ presente infatti una vera e propria esposizione di oggetti e mezzi di trasporto d’epoca. Particolarità assoluta del ristorante è la possibilità di pranzare e cenare alla carta stando seduti direttamente su una 500 o su una 1100!!!

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A tavola potrete gustare numerosi piatti e vini della tradizione toscana. In modo particolare vi consiglierei di provare uno dei fantastici dolci preparati da Carmela =)

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Se poi finete tardi di cenare o se volete godervi lo splendido spettacolo della pace che le colline toscane possono offrirvi, potete alloggiare in una delle camere, di cui l’Hotel Rosati dispone. Non vi resta che provare!!!! 😉

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questo è stato il momento di una colazione a buffet, con vista colline:

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Vi lascio i contatti precisi e le pagine Facebook:

Albergo Rosati – Ristorante Nonna Rosa

Via dei Tulipani 1

53043 Chiusi (SI), fraz. QUERCE AL PINO

Tel: 0578 274408 – 0578 274442 | Fax: 0578 274199 | E-mail: info@hotelrosati.it

sito: http://www.hotelrosati.info/

pagina Facebook del ristorante: https://www.facebook.com/pages/Ristorante-Nonna-Rosa/184243872815?fref=ts

pagina Facebook dell’hotel: https://www.facebook.com/hotelrosati?fref=ts

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VIAGGIO CULINARIO NELLA CAPITALE: ROMA E’ SICURAMENTE “MANGIA”!!

Ebbene sì come avrete letto qua e là negli ultimi miei post, ho scritto qualche frase riguardo i miei viaggi recenti a Roma per fare dei corsi di formazione per lavoro. Ovviamente però viaggiare significa anche scorpire e visitare luoghi, culture e tradizioni, anche culinarie. In questo mio viaggio mi hanno accompagnato non solo le persone che conosco da anni che abitano nella capitale, ma anche nuove interessanti persone conosciute ai corsi. Bè poi chiaramente mi hanno aiutato siti internet e un libro molto particolare, “101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita“, in cui non sono consigliati solo posti e vie particolari non molto conosciute, anche dagli stessi romani, ma anche pasticcerie, ristoranti, gelaterie, caffè, forni e chi più ne ha, ne metta. Se vi capita di dover andare a Roma e di passarci almeno 5-6 giorni, ve lo consiglio caldamente 😉 Alla luce di questi viaggi, non mi resta che dare ragione a Elizabeth Gilberth, autrice del famoso romanzo “Mangia, prega e ama“,la quale ha ambientato il capitolo “mangia” proprio a Roma. Premessa fondamentale è tener sempre presente l’influenza subita dalla cucina romana da parte della tradizione giudaica, ma anche del vicino Meridione italiano.

Ecco, quindi, che vorrei presentarvi i miei incontri culinari avvenuti a Roma, per creare una sorta di mini guida culinaria per chi si reca nella capitale qualche giorno, ma magari anche per i romani che hanno voglia di scoprire qualche posto nuovo (chiaramente ne leggerete tanti conosciutissimi 😉 ). Di seguito troverete, quindi, solo alcuni dei molteplici posti fantastici che potete trovare a Roma 😉

Per iniziare alla grande un pranzo, in tutti i ristoranti non possono mancare i fritti, ovvero la frittura di verdura, sopratutto carciofi, melanzane e zucchine, e gli arancini o i supplì. In alcuni posti viene anche servita l’immancabile pizza bianca romanamagari con anche ricotta di capra da spalmarci sopra. La cucina romana, però, non può non essere citata per i suoi fantastici primi piatti: la pasta alla carbonara, amatriciana, arrabbiata, puttanesca, gricia (ovvero la carbonara “in bianco”, cioè senza uovo, come nella foto sotto), cacio e pepe, che viene spesso servita in un cestino di formaggio grana; per non parlare poi degli gnocchi alla romana, ma anche semplici gnocchetti, io ne ho assaggiati di deliziosi conditi con sugo di agnello. A seguire, come secondo piatto, famosi sono i saltimbocca alla romana, l’abbacchio scottadito, la trippa romana e la coda alla vaccinara. Come contorno non possono mancare i carciofi alla romana e alla giudia, le puntarelle e la cicoria ripassata o semplice. I ristoranti migliori si trovano di solito in zona Trestevere, dove i prezzi non sono poi eccessivi, e a Testaccio, ma in generale se non ci si reca nei luoghi fatti apposta per ottenere soldi dai turisti, mangerete sicuramente bene!

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Per quanto riguarda i dolci, invece, vorrei presentarvi dei luoghi imperdibili in cui recarsi. Tipici della tradizione romana sono i maritozzi farciti con panna montata, il pangiallo, il panpepato e il panforte romano, le meringhe, i torroni, le torte con ricotta e visciole, i mostaccioli, i tozzetti, le ciambelline di vino. Per le vie della città troverete anche dolci tipici soprattutto del Sud Italia, come le sfogliatelle napoletane, i cannoli, la frutta di marzapane.

La gelateria migliore in cui io sia andata finora a Roma è la Giolitti, situata ad un passo dal Parlamento (Via Uffici del Vicario), in pieno centro, affianco a via del Corso. I gusti sono molteplici e indispensabile è guarnirlo con la panna fresca 😉

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Se, invece, avete voglia di biscottini o pasticcini da sgranocchiare lungo le vie della città, non potete non andare a Trastevere, dove troverete uno dei biscottifici storici della città, il biscottificio Innocenti (Via della Luce 21), in cui troverete biscotti e crostate di ogni tipo e crackers di vari gusti,

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e la pasticceria Valzani (Via del Moro), in cui si trovano torroni, cioccolatini, torte, cannoli e meringhe di alta qualità.

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Proseguendo verso il centro, vi troverete in zona Campo de’ Fiori, affianco alla cui piazza principale troverete in via dei Baullari, il Fornaio, pasticceria e biscottificio eccezionale, non solo di dolci romani, che fa anche ottimi pani e pizze.

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Quando, invece, camminando vi verrà voglia di qualcosa di salato, potete sgranocchiare i famosi brustolini, ovvero i semi di zucca abbrustoliti e cosparsi di sale, che troverete in modo particolare nel quartiere ebraico nel Forno Boccione in via del Portico d’Ottavia, dove vengono prodotti anche dolci della tradizione giudaico-romana.

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Un’altra cosa da provare, sta volta in zona Campo de’ Fiori, è il filetto di baccalà fritto Dar Filettaro (largo de’ Librari).

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E già che siete lì, non potete non fare un aperitivo o, ancora meglio, un aperi-cena proprio in piazza Campo de’ fiori, ricca di tanti locali in cui con pochi euro si può bere un cocktail o un semplice aperitivo e mangiare risotti, paste fredde, cous cous, verdure, fritti, bocconcini di carne, polpette e quant’altro 😉 Lo stesso accade in zona Sapienza, in Via Catania, da ‘Mpare, ristorante-bar-pasticceria gestita da catanesi. Poco distante, in via Catanzaro, troverete Mizzica, pasticceria e rosticceria siciliana, in cui troverete ottimi arancini, pizzette, sfogliate, oltre che ottimi dolci e torte.

Per me che sono amante della Prova del Cuoco, non posso non consigliarvi due must dei seguagi della trasmissione. Se vi trovate in zona Vaticano, in Piazza del Risorgimento potete gustare uno dei fantastici panini di Christian Milone nella paninoteca 200° “Duecentogradi” (nella foto il panino “Campo de’ Fiori”), oppure, proseguendo verso la fermata metro Cipro, troverete il Pizzarium di Gabriele Bonci, dove si può gustare dell’ottima pizza fatta con lievito madre e la farina del famoso mulino Marino.

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Tappa obbligatoria per chi ama il cibo è sicuramente EATALY, una vera e propria isola del piacere culinario, situato in zona Piramide-Ositense. Un palazzo di 4 piani interamente dedicato al cibo. Appena si entra si viene avvolti dai molteplici profumi dei ristoranti situati all’interno e la prima cosa che si vede è un fantastico angolo in cui si trovano tutti i libri immaginabili sul mangiare. All’interno si trovano una cioccolateria della Venchi, una gelateria, una piadineria, la pasticceria di Luca Monteriso, una paninoteca, l’angolo del pane e della pizza, il ristorante solo pizza, quello solo pasta, uno solo fritti, uno vegetariano, uno della mozzarella, una birreria, un angolo aperitivi. Inoltre, c’è un vero e proprio supermercato in mezzo al quale trovate tutti questi ristoranti, in cui si vendono prodotti tipici di ogni parte d’Italia, di solito prodotti rari e di alta qualità. Vale la pena davvero farci un giro e andarci con un bel gruzzoletto: difficilmente uscirete a mani e a pancia…vuote 🙂

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HO TROVATO…LA MANNA!!!

Ebbene sì…io credevo che la manna non esistesse realmente e che fosse solo un’invenzione biblica…tutto questo fino a quando la settimana scorsa non sono tornata da Eataly a Roma e ho scoperto che esiste davvero!!!!

Per questo voglio lasciarvi la descrizione accurata che è riportata di essa sulla confezione.

La manna è la linfa che si ottiene praticando delle incisioni sul tronco dei frassini quando la pianta è “in amore” e che cristallizando grazie alle particolari condizioni micro-climatiche, dà vita ai caratteristici cannoli.

Nell’antichità era conosciuta ed apprezzata dai grandi medici della Grecia e di Roma che la chiamavano “miele di rugiada” o “sudore delle stelle”. Era stata citata nella Bibbia (Man hu), come cibo per sfamare gli Israeliti, e perfino da Dante Alighieri.

Per straordinaria coincidenza di fattori ambientali e culturali nella valle che congiunge Pollina e Castelbuono (in Sicilia, dalle parti di Palermo), esattamente nel Parco delle Madonie, si continua a raccogliere la manna, mentre in tutto il resto dell’area mediterranea si sono perse le conoscenze e la tecnica per produrla.

La sua raccolta avviene nei mesi di luglio e agosto.

 

Gli usi della manna:

– un pezzetto esorta una leggera azione digestiva

– è un ottimo rinfrescante e regolatore intestinale

– in quantità elevate (10 gr per gli adulti e 5 gr per i bambini) è un ottimo lassativo

– è ottima per i diabetici perchè non altera il livello glicemico nel sangue

– rende liscia e morbida la pelle e spiana le rughe

– decongestiona il fegato e svuota la cistifellea dalla bile

– in pasticceria ed in cucina viene usata come spezia

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VIAGGIO NEI BALCANI…ANCHE CULINARIO

Eccomi di nuovo qui dopo un bel periodo di assenza, dovuto anche ad un viaggio alla scoperta dei Balcani…in particolare di Zagabria, Belgrado e Sarajevo…anche per la loro storia in comune, la cucina della Croazia, della Serbia e della Bosnia Erzegovina si assomiglia molto ed è stata influenzata sia da quella turca, che da quella austro-ungarica…

Lo spuntino che per eccellenza rappresenta i Balcani è il burek, un rotolo di pasta sfoglia contenente carne macinata. A seconda del ripieno, cambia anche il suo nome. Infatti, se contengono il formaggio si chiamano sirnica, le patate krompirusa e gli spinaci zeljanica. Meno tradizionali sono i burek dolci, contenenti fragole o mele cotte. Il burek di solito viene mangiato dalla popolazione locale per colazione. Altri spuntini diffusi sono delle specie di muffin al formaggio, alle patate o alle verdure, così come degli anelli di pane al sesamo.

Spettacolari e molto significative sono le panetterie, le famose PEKARA, in cui si viene avvolti da un profumino invitante, sono presenti in ogni dove e sono aperte anche fino a molto tardi. Oserei dire fantastica la pagnotta tipica balcanica somun, soffice, morbida, ne mangereste anche 3-4 di fila, anche senza niente dentro!! La maggior parte delle volte il somun viene servito con all’interno i famosi cevapcici, ovvero dei cilindri di carne macinata, di solito di maiale o manzo, ma esistono anche al pollo.

 

Molto comuni, soprattutto in Bosnia, sono le verdure (cipolle, peperoni, foglie di cavolo) ripiene di carne macinata, denominate dolme e gli stufati.

La carne alla griglia regna sovrana in tutti i Balcani, accompagnata per lo più da patate arroste o da una coppetta di insalata mista, a base soprattutto di pomodori e cetrioli. Particolarmente ottimi in tutti i paesi della regione balcani sono i capucci. La verdura grigliata viene servita spesso accompagnata da cubetti di feta.

In Croazia, invece, accanto alla carne, soprattutto il tacchino, troviamo dell’ottimo pesce, in modo particolare nelle località lungo la costa. Da segnalare sono i calamari grigliati o fritti con una sottile impanatura.

Particolarmente ottimi sono i dolci, sia quelli sfornati continuamente nelle panetterie, sia quelli serviti nelle numerose pasticcerie, soprattutto a Sarajevo.  Quello che mi è piaciuto di più è sicuramente stato l’orasnica, biscotti a forma di ferro di cavallo a base di noci.

Esistono poi numerose torte molto cremose, di derivazione austro-ungarica, così come i krapfen; i pasticcini “gommosi” turchi, nella versione anche di salame di cocco. Altri dolci tipici locali sono delle paste sfoglie ripiene di frutta secca tritata (baklava), in particolare di noci, di chiara derivazione turca, ricoperte di un denso sciroppo.

Un dolce davvero ottimo che ho assaggiato in una panetteria è stato una specie di treccia di brioches al papavero, ricoperta di cioccolata al latte e bianca fuse sopra.

A Belgrado si possono assaggiare delle fantastiche torte inglesi, soprattutto delle ottime cheesecake, servite con palline di gelato e ricoperte di gustosissime salsine ai lamponi, di cui la Serbia vanta il secondo posto come produttrice mondiale!!!

Da non dimenticare a fine pasto di gustare una delle mille grappe tipiche (rakija) di tutti i Balcani, soprattutto alle prugne, alle erbe,  al miele (soprattutto in Croazia) e in generale a tutti i frutti. Molto buona è anche la birra (piva), che viene prodotta in ogni paese. Il caffè è molto buono quasi ovunque, soprattutto se accompagnato da un dolcetto.

 

 

Vi lascio con alcune immagini delle città che ho visitato…

SARAJEVO

MOSTAR

BELGRADO

ZAGABRIA