Nonna Cea

 

Vi presento la persona che ha fatto sì ch’io mi innamorassi della cucina

eccola qui, la mia nonna, la “colpevole” della mia passione.
Il suo vero nome era Egle ma, essendo la piccolina di famiglia, di età e di statura, il suo nomignolo era Cea: “piccola” in dialetto. Io ho avuto la fortuna di vivere con lei 17 anni, anni bellissimi… Di lei ho solo ricordi piacevoli: era sempre contenta, anche nei momenti in cui non c’era davvero motivo per esserlo, lei era sempre sorridente e disponibile verso gli altri; credo non abbia mai rifiutato una parola o un gesto di solidarietà ad alcuno.
Durante la giornata io e i miei fratelli, siamo in tre ed io sono la maggiore, eravamo accuditi da lei.
Era anche molto discreta: se i miei genitori discutevano, lei cambiava stanza e non si intrometteva mai… anche nel periodo “nero” della mia adolescenza, non si è  mai permessa di esprimere le sue opinioni durante le furibonde discussioni e litigate che io avevo con mio padre. Lei usciva di scena e poi, dopo qualche ora o il giorno seguente, mi prendeva in disparte e mi diceva quello che pensava. Non l’ho mai sentita esprimere un giudizio su una persona.
Le piaceva cucinare e le piaceva farlo per gli altri. Se chiudo gli occhi la vedo armeggiare sul fornello, la vedo preparare il ragù, risotti, spezzatino, fegato alla veneziana, trippa alla parmigiana… il baccalà! A me non è mai piaciuto molto, ma al resto della famiglia sì e quindi si mangiava almeno un paio di volte l’anno. Lo preparava in due modi: alla vicentina per la maggior parte della famiglia, mantecato per mio nonno: veneziano tradizionalista fino al midollo che per l’occasione (vivevano separati) veniva a pranzo da noi anche se non era domenica… E così, un po’ alla volta, ho cominciato a mettere il naso  nelle pentole; all’inizio l’aiutavo a tirare la sfoglia delle tagliatelle con la macchinetta, ho cominciato ad impastare qualche dolce, a “battere” il baccalà per mantecarlo fino a farlo diventare una crema… poi abbiamo cambiato casa, lei è rimasta con mio zio e dopo due anni ci ha lasciato… ma per me è sempre qui, nel mio cuore, nei miei pensieri, in cucina…

 

Un pensiero su “Nonna Cea

  1. Io sono arrivata ai fornelli per “colpa” di Nonna Margherita e leggere queste righe mi ha veramente emozionata. Il sapore della sfoglia o il profumo dei suoi manicaretti mi accompagnano tutte le volte che preparo qualcosa. Grazie per aver scritto queste cose di tua nonna perchè valgono anche per la mia :-)
    Voglio i suoi arancini siciliani adessooooo!!!!!

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