Vellutata di frutta con kuzu

Vellutata di frutta con kuzu. La temperatura inizia ad alzarsi, le giornate si sono allungate, la primavera fa capolino e l’alimentazione deve modificarsi di conseguenza. Ora possiamo consumare più verdura e frutta fresche anche crude e se abbiamo bisogno di dare un aiuto al nostro intestino per affrontare il cambio di stagione possiamo usare il Kuzu, radice alcalinizzante benefica e che aiuta a rendere più yang la frutta fresca.

Vellutata di frutta con kuzu

Io ho scelto di fare il pieno di frutti di bosco (anche se ancora non sono locali, ma importati dall’estero perché non sono ancora di stagione da noi)…sono stati il mio dessert nel giorno di Pasqua… li adoro!

Lamponi, mirtilli neri, mirtilli rossi, more, ribes e fragoline di bosco sono preziosi alleati per la salute. Questi straordinari frutti sono ricchi di antiossidanti (antociani, polifenoli…)  sostanze benefiche che ci proteggono dalle malattie e che ci aiutano a prevenire ed a contrastare le infezioni. Le fragole e i mirtilli, ma in generale tutti i frutti rossi e i frutti di bosco, sono ricchi di vitamine e davvero salutari: hanno effetti benefici nella prevenzione dell’invecchiamento, per arginare i danni causati dai radicali liberi e per prevenire patologie croniche, oltre che per migliorare le capacità cognitive, per proteggere il cuore e per contribuire ad abbassare la pressione. Tutti i frutti di bosco hanno potenti proprietà antinfiammatorie e sono ricchi di antiossidanti. Mangiare i frutti di bosco potrebbe essere d’aiuto per migliorare e preservare la memoria, sono inoltre una fonte importante di acido folico, una sostanza davvero indispensabile in gravidanza per proteggere il bambino da eventuali problemi di sviluppo, ma importante anche per tutti noi, in particolare per proteggere la salute cardiovascolare e il nostro cervello.

Il kuzu è un ingrediente caro alla cucina macrobiotica che vanta molte proprietà, si ricava dalla pianta nota con il nome di Pueraria lobata. Si tratta di un rampicante di montagna tipico del Giappone, non a caso la fecola che si ricava dalle sue radici e si utilizza a scopo culinario o curativo è molto nota nel paese del Sol Levante ma in realtà in tutto l’Oriente. La pianta da cui si estrae il Kuzu è perenne, molto resistente (può vivere anche più di 100 anni) e dalle radici forti e sviluppate. Sono proprio le radici a racchiudere interessanti proprietà.

In commercio, nei negozi bio, nei punti macrobiotici e nei negozi dedicati ad alimentazione e salute naturale, troviamo il Kuzu sotto forma di fecola che si ricava dall’amido presente nelle radici della pianta. Questo tende ad aggregarsi e perciò il Kuzu all’apparenza non è una polvere uniforme ma si presenta sotto forma di grumi più o meno grandi. Caratteristica fondamentale di questo prodotto è però quella di sciogliersi facilmente in acqua e di addensarsi se scaldato insieme all’acqua oppure all’interno di altre preparazioni.

Il Kuzu è noto soprattutto per le sue proprietà gastro protettive dovute all’effetto tampone che garantisce a livello dello stomaco assorbendo l’eccesso di succhi gastrici. Questo prodotto naturale aiuta quindi il lavoro dello stomaco migliorando le sue funzioni digestive e tenendo a bada l’acidità. Può rivelarsi utile dunque in caso di reflusso gastroesofageo o altre patologie a carico dello stomaco. E’ inoltre di facile assorbimento a livello intestinale e ha proprietà lenitive e antinfiammatorie nei confronti della mucosa. Vanta anche proprietà alcalinizzanti ed è un tonico ed energizzante naturale per l’organismo, c’è chi infatti lo usa come rimedio nei cambi di stagione o durante una convalescenza per favorire una ripresa più veloce. È in grado di sbloccare la stitichezza ma anche agire positivamente nei confronti della diarrea ricompattando le feci. Aiutando l’intestino, poi, il kuzu può essere utile anche in caso di raffreddore o muco eccessivo che deriva da un intestino non perfettamente in salute, abbassando la temperatura corporea in caso di febbre.

Il Kuzu non è solo un prezioso rimedio naturale, ma anche un ingrediente versatile in cucina. Non si utilizza certo per il sapore, ma piuttosto per le sue doti addensanti che lo rendono perfetto per realizzare zuppe, salse, budini, macedonie e per realizzare vellutate di verdura o frutta, ecc. Rende le preparazioni finali dalla consistenza poco gelatinosa e piuttosto morbida, diversa rispetto all’agar agar.

Per prima cosa occorre sciogliere il kuzu in acqua fredda, poi si può aggiungere alla preparazione lasciando infine raffreddare il tutto prima a temperatura ambiente poi in frigorifero per almeno 2 ore. La dose generalmente consigliata per addensare è di 10 grammi ogni 100 ml di liquido, ma può essere variabile a seconda della consistenza che volete ottenere o delle singole preparazioni.

Gli esperti di macrobiotica consigliano di utilizzare il kuzu anche così com’è al pari di altri rimedi naturali. Si può sperimentare soprattutto in caso di problematiche gastrointestinali o digestive. In questo caso si può sciogliere 1 o 2 cucchiaini di kuzu in un bicchiere d’acqua fredda o a temperatura ambiente, poi si deve mettere sul fuoco a fiamma bassa per farlo addensare, infine dolcificarlo ad esempio con malto d’orzo e consumarne una tazza tiepida un paio di volte al giorno.

C’è chi sconsiglia l’utilizzo in caso di patologie a carico della tiroide, in caso di terapie ormonali o ancora se si è malati di una forma cancro ormone dipendente (mammella, ovaie, ecc). Ciò è dovuto al fatto che il kuzu contiene fitoestrogeni. A questo proposito riporto il pensiero del dott. Berrino:  “Il Kuzu contiene genisteina, il principale fitoestrogeno della soia. Come per la soia che non è un problema per le donne con carcinoma mammario, anzi è verosimilmente protettivo, non c’è ragione di preoccuparsi per il kuzu.”

Vellutata di frutta con kuzu

Ingredienti per 2 persone:
  • 200 g di frutta di bosco (fragole, lamponi, mirtilli… ) o altra frutta a piacere
  • 2-3 cucchiai di acqua fredda
  • mezzo limone
  • 1 cucchiaino colmo di kuzu
  • 1 pizzico di sale marino integrale
  • nocciole e mandorle tostate
  • foglie di menta fresca

Preparazione della vellutata di frutta con kuzu

Lavate, pulite e tagliate la frutta a pezzetti e frullatene metà. La metà restante conditela con il succo di limone, copritela e mettetela in frigo.

Sciogliete il kuzu nell’acqua, poi unitelo alla frutta frullata. Cuocete a fuoco basso la frutta con il kuzu per 3 minuti mescolando.

Versate il composto nelle due coppette monoporzione, coprite con pellicola e mettete in frigo per almeno 2 ore.

Prima di servire decorate con la frutta tenuta da parte e con una fogliolina di menta. Per abbassare un po’ l’impatto della frutta sulla glicemia e per fornire la consistenza croccante sarebbe opportuno decorare con granella di mandorle o nocciole.

Bibliografia:

  • “La grande via” Berrino-Fontana ed. Mondadori
  • “Medicina da mangiare” Berrino ed. La Grande Via 
  • “Il cibo della gratitudine” AA. VV. ed. Terra Nuova
  • “L’apprendista macrobiotico” Dealma Franceschetti ed. Macro
  • “Il sale della vita” Pietro Leeman ed. Mondadori Electa
  • “Cucinare è un atto d’amore” Marco Bianchi ed. Harper
  • “Ventun giorni per rinascere” Berrino-Lumera-Mariani ed Mondadori

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