I sette livelli della consapevolezza alimentare

I sette livelli della consapevolezza alimentare. Tutti noi mangiamo in modo diverso, con un tipo di attenzione diversa: c’è chi mangia per saziarsi, chi lo fa per piacere e chi come atto sacro. Ma quale grado di consapevolezza mettiamo nell’atto del mangiare? Il dott. Franco Berrino ci fornisce una chiave di lettura, sette livelli di consapevolezza alimentare nei quali ci si può identificare. Ognuno di questi ha radici nell’infanzia, nell’educazione, nel vissuto e nel grado evolutivo di ciascuno di noi.

I sette livelli della consapevolezza alimentare

Ecco quali sono, dal libro “Ventuno giorni per rinascere”: 

“La filosofia millenaria a cui si ispira la macrobiotica analizza il nostro rapporto con la nutrizione, elencando sette diversi livelli di consapevolezza alimentare.
1. Livello materiale: quello del neonato e del lattante, il cui unico interesse è riempire il pancino. Molti di noi rimangono per certi aspetti a questo livello, quello dell’uomo un po’ brutale, privo di una cultura profonda, che mangia di tutto senza discernimento, meccanicamente, con ripetitività, alle ore stabilite, senza chiedersi cosa sta mangiando, senza chiedersi se ha fame o no. È il livello degli schiavi, dei salariati, che vendono la propria vita per riempire il carrello del supermercato, per avere il frigorifero pieno. Se volessimo rappresentare questo livello con un’immagine, sono esemplari I mangiatori di patate di Van Gogh.
2. Livello sensoriale: quello del bambino più grande, che comincia a riconoscere i gusti e a scegliere ciò che preferisce. La nostra passione per il gusto intenso a livello sensoriale è ben rappresentata dalle persone che per tutta la settimana attendono con trepidazione di andare al ristorante la domenica. A questa passione rispondono i grandi chef, i venditori di piaceri, che condiscono con molto sale, molte spezie, molta panna, molto pomodoro, addirittura con aromi artificiali e profumi, nascondendo l’eccellenza del gusto semplice del cibo naturale.
“Chi vive per il piacere è giusto che muoia per il piacere!” René Lévy
3. Livello sentimentale: quello del bambino più grandicello, che si reca a mangiare a casa della nonna ed associa il piacere di un determinato cibo all’amore, alle coccole, al ricordo di una persona amata. Molti di noi rimangono a questo livello, che è probabilmente quello in cui si presenta la maggiore difficoltà nel cambiare alimentazione, perché è determinato da un forte attaccamento: rinunciare a un cibo specifico significa anche tradire un affetto, una persona, in qualche forma un’identità. Molti pazienti sono pronti a rinunciare a tutto fuorché a cappuccino e brioche al bar o al ragù della mamma o della nonna.
4. Livello intellettuale: quello del ragazzino che va a scuola e studia il corpo umano e le sostanze di cui ha bisogno. È la fase del bambino saccente, che ci ammonisce che non bisogna fumare; è il livello dei dietologi e dei nutrizionisti, che decifrano il linguaggio del cibo in termini di calorie, di proteine, grassi, carboidrati, vitamine, antiossidanti: mangio il pomodoro perché contiene il licopene, mangio le melanzane perché contengono le antocianine… è il mercato degli integratori alimentari.
5. Livello ideologico: quello dell’adolescente che diventa vegano per non nuocere agli animali. Questo livello nel suo aspetto negativo racchiude tutti gli estremi-smi, vegetarianismo, veganismo, crudismo, ma anche per esempio, i macrobiotici rigidi, che trasformano una filosofia dell’equilibrio in una prigione di ristrettezze. Nell’aspetto positivo invece, questo livello attribuisce grande valore alla consapevolezza, alla libertà, all’emancipazione dai condizionamenti della società dell’abbondanza, del consumismo, alla scelta di un cibo semplice, pulito, giusto, prodotto senza veleni e senza distruggere l’ambiente.
6. Livello sociale: quello dell’adultità. È il livello della solidarietà, della fratellanza, della consapevolezza che ogni nostra azione comporta delle conseguenze. In questa fase troviamo gli adulti che si preoccupano della comunità, dell’uguaglianza degli esseri umani, della mensa dei bambini a scuola, di procurare cibo per chi non ne ha. Cosa causa la fame nel mondo? Se mangiamo animali sottraiamo il cibo ad altri essere umani; a questo livello siamo coscienti del disastro della monocoltura, che strappa la terra ai contadini e siamo coscienti che nessuna delle nostre scelte quotidiane ha più impatto sull’ambiente che scegliere di nutrirsi o meno di carne.
7. Livello supremo: è il livello della giustizia, ha che fare con la gratitudine: per quello che abbiamo, per chi ci ha consentito di averlo, per i maestri, per la natura, per l’universo; con la consapevolezza che non abbiamo diritto alla salute, bensì responsabilità per la nostra salute. Gli appartenenti a questo livello solitamente si mettono a tavola dicendo una preghiera o facendo un cenno di ringraziamento verso la Terra, verso chi ha prodotto il cibo e verso chi lo ha cucinato, con gratitudine verso l’ordine dell’universo. È il livello di chi è in grado di ritornare all’equilibrio, alla legge del Tao, alla comprensione della complementarietà di yin e yang. Giustizia è saper scegliere il cibo giusto, imparare quello di cui abbiamo bisogno, dare all’organismo solo quello di cui ha bisogno, non mangiare se non si ha fame, mangiare perché si ha fame e non perché è l’ora di mangiare, saper tornare all’essenziale, alla semplicità, renderci consapevoli delle cause dei nostri disagi. Giustizia è mantenerci in salute, per noi stessi e per gli altri: non abbiamo il diritto di far pesare le nostre malattie sugli altri, di togliere anni di vita e di felicità ai nostri figli costringendoli ad occuparsi della nostra invalidità, della nostra demenza senile.

E tu? A quale livello di consapevolezza alimentare appartieni?

I sette livelli della consapevolezza alimentare

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Bibliografia:

  • “La grande via” Berrino-Fontana ed. Mondadori
  • “Medicina da mangiare” Berrino ed. La Grande Via
  • “Il cibo della gratitudine” AA. VV. ed. Terra Nuova
  • “L’apprendista macrobiotico” Dealma Franceschetti ed. Macro
  • “Il sale della vita” Pietro Leeman ed. Mondadori Electa
  • “Cucinare è un atto d’amore” Marco Bianchi ed. Harper
  • “Ventuno giorni per rinascere” Berrino-Lumera-Mariani ed. Mondadori
  • “Ciò che non sai sul cibo e che potrebbe salvarti la vita” Stefano Momentè ed. Il punto d’incontro
  • “The China Study” Colin & Thomas Campbell ed. Macro
  • “La dieta cinese dei sapori” Gabriele Piuri ed. LSWR
  • “I magnifici 20 e le ricette” Marco Bianchi ed. Ponte alle Grazie
  • “Il potere curativo del digiuno” Raffaele e Michael Morelli ed. Mondadori
  • “La felicità ha il sapore della salute” Luigi Fontana ed. Slow Food
  • “Pasta Madre” Riccardo Astolfi ed. Guido Tommasi
  • “Pasta madre, pane nuovo, grani antichi” Antonella Scialdone ed Agricole
  • “La Dieta della Longevità” Valter Longo ed. Vallardi
  • “Alla Tavola della Longevità” Valter Longo ed. Vallardi

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2 commenti su “I sette livelli della consapevolezza alimentare

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