I mille volti di Matera

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Bentrovati amici, oggi voglio raccontarvi di una bellissima esperienza vissuta lo scorso mese in quel di Matera, splendida città lucana definita “la città dei sassi”  perchè nasce su quei sassi che sono stati la sua storia e che continuano ad affascinare migliaia di turisti che visitano ogni giorno questa località dichiarata nel 1993 dall’ Unesco  Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

L’occasione che mi ha portato in quel di Matera mi è stata data da un’associazione della quale orgogliosamente faccio parte, l’ AIFB (Associazione Italiana Foodblogger), che in occasione della tappa inaugurale del  GirOlio 2015con il patrocinio del Dipartimento politiche agricole e forestali della Regione Basilicata, della Camera di Commercio e del Comune di Matera, ha invitato un gruppo di foodblogger alla scoperta delle meraviglie di questa città avendo come punto di interesse un bene molto prezioso per questa regione, l’olio extravergine di oliva.

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Da dove iniziare? Confesso che non era la prima volta che visitavo Matera, tuttavia nel corso di questa esperienza posso affermare di aver “vissuto” Matera assaporandone le bellezze, la  storia, e le tradizioni enogastronomiche che mi hanno portato a vederla con occhi del tutto diversi…

Non appena arrivati abbiamo subito iniziato con la visita del centro storico, tante volte avevo girato per quei viottoli ma  grazie alla nostra preparatissima guida, il professor Francesco Linzalone, sono riuscita a cogliere l’essenza di quei sassi che raccontano di come l’uomo sia stato perfettamente in grado di adattarsi all’ambiente, di come abbia avuto la capacità di creare delle abitazioni in semplici grotte scavate nella roccia e di come abbia potuto trascorrere la sua esistenza in una fusione perfetta con la natura circostante. Con il trascorrere  dei secoli la città ha subito una serie di cambiamenti che l’hanno portata quasi a “stratificarsi” e quindi non è raro imbattersi in grotte scavate nella roccia succedute da chiese rupestri o da casette costruite su quella stessa roccia.

E’ facile perdersi nei meandri di viottoli che si succedono ma ad ogni svolta si scopre qualcosa di nuovo con  un aneddoto da raccontare o un pezzo della storia materana da ammirare, non si è mai sazi di cotanta bellezza…

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Stesso discorso per la cultura gastronomica di questa splendida città, Matera è famosa per il suo pane che si fregia della dicitura IGP  “Indicazione Geografica Protetta”, abbiamo avuto l’onore di conoscere i migliori panificatori del posto che ci hanno spiegato come si giunge alla produzione di questo pane seguendo processi antichi che ancora oggi vengono utilizzati per garantirne la perfetta riuscita, gli ingredienti base sono costituiti da semola di grano duro, lievito madre, sale e acqua e sono rigorosamente elencati con tanto di procedimento nel Disciplinare di produzione del Pane di Matera, un documento che spiega i motivi per i quali questa “meraviglia” sia degna di fregiarsi del titolo IGP.

Per l’occasione abbiamo avuto la fortuna di vistare un panificio in tarda serata, il Forno di Gennaro, proprio quando si accingeva a preparare il pane per il giorno dopo, chiedo venia per le foto scattate in fretta e con mezzi di fortuna ma vorrei condividere con voi attraverso queste immagini lo spettacolo di un lavoro svolto quando tutto il resto della città dorme, la cosa che più mi ha colpito è stato il silenzio che regnava in questo laboratorio quasi a voler sottolineare l’importanza di cosa si stava producendo…

Il lievito madre che da vita al Pane…

lievito madre matera

Il “maestro panificatore” all’opera…

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La forma del pane pronta per essere messa a lievitare ancora una volta

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Questo è il risultato finale, in questo caso una forma di pane da ben sette chili realizzata in nostro onore…

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Forse non tutti sanno che fin dai tempi più antichi ogni famiglia timbrava il proprio pane prima di infornarlo, ancora oggi giovani intagliatori producono queste meraviglie per quanti volessero ancora personalizzare il pane prodotto in casa, in questo caso vediamo all’opera Massimo Casiello nel suo laboratorio…

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Nel corso di questo bellissimo tour non si è perso di visto l’obiettivo primario, l’olio extravergine di oliva, per l’occasione abbiamo visitato un antico frantoio ipogeo, appartenente alla famiglia Miccolis, collocato in uno spazio sotterraneo all’odierna città, un ambiente grandissimo intriso di storia, dove uomini e donne hanno lavorato duramente per produrre grosse quantità di olio destinate non solo alla cucina ma anche all’alimentazione di lanterne, infatti grandi quantità di questo bene venivano trasportate all’estero, il tutto ci è stato spiegato con grande maestria dall’ ingegner Gregorio Padula che ci ha aperto le porte dell’ennesima meraviglia nascosta della città dei sassi…

frantoio ipogeo

Non sono mancati laboratori dove abbiamo avuto modo di degustare vari tipi di olio (con un procedimento tipico che ,confesso, mi ha creato qualche problema di soffocamento… sigh!) ma anche di fare la pasta fresca e di provare a realizzare la forma tipica del pane di Matera da una semplice pagnotta con il sostegno del bravissimo maestro Massimo Cifarelli, Presidente del Consorzio per la tutela del pane di Matera, che ci ha illustrato la storia del pane con una passione che denota un grande amore per il suo mestiere…

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Nel corso del nostro tour materano abbiamo avuto modo di visitare una gelateria, “I vizi degli angeli” che ha realizzato per noi il gelato all’olio di oliva in crosta di pane, una delle tante bontà artigianali da loro prodotte con materie prime di alta qualità, la foto purtroppo non indica la delicatezza di questo gelato così particolare….

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Ultima tappa di questo “mirabolante” tour si è svolta in una cittadina situata a pochi chilometri da Matera, Miglionico,  il castello  del Malconsiglio è stata la location dell’ Olivarum Premium list, manifestazione dove sono stati premiati gli olii migliori della Basilicata, per l’occasione i più bravi chef lucani si sono cimentati in un cooking show dove hanno realizzato per il pubblico presente una serie di piatti tipici della loro terra come “cavatelli con mollica fritta e peperoni cruschi” e “gnummrid di maialino nero lucano”, una serie di bontà che hanno concluso degnamente questo mio viaggio in terra lucana…

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Ringrazio ancora una volta l’AIFB e gli organizzatori di GirOlio 2015 per questa meravigliosa esperienza vissuta con persone speciali provenienti da ogni parte d’Italia che hanno condiviso il mio stesso entusiasmo, alla prossima!

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