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Torta al miele con pere caramellate

Questa deliziosa torta al miele con pere caramellate riempirà di dolcezza la vostra tavola e piacerà di sicuro a tutti, piccoli e grandi!

Il mio rapporto con il miele – anzi, con i mieli, vista l’enorme varietà che le moderne tecniche di apicoltura ci mettono a disposizione – è abbastanza standard: l’uso principale che ne faccio è quello classico, che lo vede di solito co-protagonista, se non mera comparsa, in qualche dolce oppure chiamato in causa per accompagnare qualche formaggio stagionato o una ricotta al forno. L’unico utilizzo in cui il miele diventa un po’ più marcatamente protagonista sulla mia tavola è a colazione, quando lo abbino in abbondanza allo yogurt greco ed alle noci per un pasto molto rinvigorente e goloso. Solitamente, ho sempre in dispensa un barattolone di miele millefiori dei Sibillini o di miele di acacia. Non amo moltissimo, invece, il miele di castagno ma sono arrivata alla conclusione che ciò sia dovuto alla mia inesperienza, che non mi ha permesso di utilizzarlo nelle giuste preparazioni, magari salate, in grado di valorizzarlo al meglio.

Insomma, pur essendone molto affascinata, soprattutto per ciò che riguarda proprio le api, al cui instancabile lavoro dobbiamo la possibilità di poterne godere, ho ancora tantissimo da imparare su quello che per lungo tempo è stato un protagonista indiscusso della cultura alimentare mediterranea, poi soppiantato dallo zucchero.

Vi lascio questa torta al miele di timo con pere caramellate. Ho scelto di utilizzare un delizioso miele di timo serpillo d’Abruzzo prodotto in provincia di L’Aquila, precisamente nel Parco regionale naturale del Sirente – Velino, che un carissimo amico mi ha regalato a Natale. Si tratta di un miele di alta montagna molto particolare, con una caratteristica nota pungente, un po’ selvatica ed erborinata, che si potrebbe sicuramente valorizzare anche in preparazioni salate, magari accostandolo a delle carni. A questa semplice torta dona un gusto del tutto particolare, molto deciso. Sarebbe ideale accompagnarla con un po’ di panna fresca montata o dello yogurt greco al naturale, così da contrastarne la dolcezza.

torta al miele con pere caramellate

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Frittelle di patate all’arancia

Dopo giorni passati ad ingozzarci di dolci fritti di ogni tipo come se non ci fosse un domani, l’intensissima settimana di Carnevale sembra volgere, finalmente, al termine non prima, però, di dare spazio e di celebrare degnamente un’altra delle bontà ipercaloriche che in questo periodo sono probabilmente comparse sulle vostre tavole: le frittelle. Il Calendario del Cibo Italiano dedica loro la giornata di oggi e per l’occasione la bravissima Nicol ha scritto un bell’articolo che vi invito a leggere per scoprire tutti i segreti di queste bombe di golosità.

È impossibile andare a stilare una lista esaustiva di tutte le possibili varianti quando si parla di frittelle, una preparazione semplicissima ed antica, che dà modo di sperimentare e di giocare in cucina come poche altre. Per quanto mi riguarda, devo ammettere che a farsi preferire sono sempre quelle a base di mela. Per l’occasione, però, ho deciso di sperimentare un’altra variante ugualmente buona, quella delle frittelle di patate all’arancia, soffici come nuvolette e super consigliate per l’ultimissimo fritto della stagione! =)

frittelle di patate all'arancia

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Castagnole

Le castagnole si consumano in questo periodo un po’ in tutta Italia, dalla Liguria all’Umbria, dalle Marche al Veneto. Ne esistono, come al solito, diverse versioni: io adoro quelle con la ricotta nell’impasto (fatte un paio di “Carnevali” fa ma mai comparsi sul blog perché…beh…ce le siamo spazzolate in un attimo!) oppure quelle  sottili ripiene di crema pasticcera semi-liquida, come le trovo in alcuni forni della mia città, che credo siano leggermente differenti dalle castagnole classiche anche a livello di impasto, che ad occhio sembra quasi una pate à choux .

La ricetta di oggi (vista qui) è, però, quella delle castagnole classiche secondo Leonardo Di Carlo, pasticcere di grande fama e di grandissimo talento, che avrete sicuramente visto in TV. Tra l’altro, ho appena scoperto che sul suo sito il buon Leonardo fornisce tantissime ricette dei suoi strepitosi dolci, così da dare modo anche a noi comuni mortali di metterci alla prova; al 99.9% il risultato finale non sarà proprio comparabile ma tant’è! 😉

L’accortezza principale da avere quando si decide di friggere impasti dolci è quella di procurarsi un termometro da cucina e misurare pazientemente la temperatura dell’olio (per me sempre di arachidi), che deve raggiungere e mantenersi sui 175°, oltre ad immergere sempre pochi pezzi per volta.

castagnole a little place to rest

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Zuppa di farro con patate cavolo nero e porcini

La zuppa di farro con patate, porcini e cavolo nero è un ottimo piatto unico dai sapori e dai profumi invernali.

 Il farro è il cereale più antico tra quelli giunti fino a noi, visto che tracce del suo utilizzo si riscontrano già in Mesopotamia ed in Egitto al tempo delle primissime civiltà mediterranee. Grazie ai Piceni, la cucina tradizionale marchigiana ne fa largamente uso, soprattutto nell’entroterra e nelle zone montane, e proprio nelle Marche ne viene coltivata una varietà particolarmente pregiata – il Triticum dicoccum, detto “vero farro” o “farro delle Marche”.

Ad accompagnare il farro nella mia zuppa ci pensano le patate, i funghi e l’immancabile cavolo nero, che d’inverno tendo a mettere un po’ dappertutto e che, come tutti sappiamo, si presta alla perfezione a questo genere di preparazioni. Una spolverata finale di pecorino romano grattugiato (che in foto non c’è!), qualche dadino di pane integrale tostato e un giro d’olio buono a crudo, fanno il resto.

zuppa di farro con patate cavolo nero e porcini

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