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Castagnole

Le castagnole si consumano in questo periodo un po’ in tutta Italia, dalla Liguria all’Umbria, dalle Marche al Veneto. Ne esistono, come al solito, diverse versioni: io adoro quelle con la ricotta nell’impasto (fatte un paio di “Carnevali” fa ma mai comparsi sul blog perché…beh…ce le siamo spazzolate in un attimo!) oppure quelle  sottili ripiene di crema pasticcera semi-liquida, come le trovo in alcuni forni della mia città, che credo siano leggermente differenti dalle castagnole classiche anche a livello di impasto, che ad occhio sembra quasi una pate à choux .

La ricetta di oggi (vista qui) è, però, quella delle castagnole classiche secondo Leonardo Di Carlo, pasticcere di grande fama e di grandissimo talento, che avrete sicuramente visto in TV. Tra l’altro, ho appena scoperto che sul suo sito il buon Leonardo fornisce tantissime ricette dei suoi strepitosi dolci, così da dare modo anche a noi comuni mortali di metterci alla prova; al 99.9% il risultato finale non sarà proprio comparabile ma tant’è! 😉

L’accortezza principale da avere quando si decide di friggere impasti dolci è quella di procurarsi un termometro da cucina e misurare pazientemente la temperatura dell’olio (per me sempre di arachidi), che deve raggiungere e mantenersi sui 175°, oltre ad immergere sempre pochi pezzi per volta.

castagnole a little place to rest

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Zuppa di farro con patate cavolo nero e porcini

La zuppa di farro con patate, porcini e cavolo nero è un ottimo piatto unico dai sapori e dai profumi invernali.

 Il farro è il cereale più antico tra quelli giunti fino a noi, visto che tracce del suo utilizzo si riscontrano già in Mesopotamia ed in Egitto al tempo delle primissime civiltà mediterranee. Grazie ai Piceni, la cucina tradizionale marchigiana ne fa largamente uso, soprattutto nell’entroterra e nelle zone montane, e proprio nelle Marche ne viene coltivata una varietà particolarmente pregiata – il Triticum dicoccum, detto “vero farro” o “farro delle Marche”.

Ad accompagnare il farro nella mia zuppa ci pensano le patate, i funghi e l’immancabile cavolo nero, che d’inverno tendo a mettere un po’ dappertutto e che, come tutti sappiamo, si presta alla perfezione a questo genere di preparazioni. Una spolverata finale di pecorino romano grattugiato (che in foto non c’è!), qualche dadino di pane integrale tostato e un giro d’olio buono a crudo, fanno il resto.

zuppa di farro con patate cavolo nero e porcini

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Torta al latte caldo

La torta al latte caldo – o hot milk sponge cake, come direbbero gli anglofoni – è un dolce che più facile da preparare non ce n’è, soffice e leggero come una nuvoletta, da tuffare nel latte a colazione per iniziare la giornata col piede giusto.

La ricetta di Tish Boyle è pazzesca! Per ottenere un buon risultato, è essenziale seguire alla lettera le indicazioni: utilizzare uova a temperatura ambiente e, soprattutto, montare uova e zucchero per almeno 10 minuti, o finché il composto non avrà triplicato il proprio volume. Solo allora si potrà aggiungere il latte caldo, ma non bollente, e incorporare tutti gli ingredienti lavorando l’impasto delicatamente.

La torta al latte caldo si mantiene tranquillamente per 3-4 giorni a temperatura ambiente, rimanendo sofficissima. Provatela e non la abbandonerete davvero più!

torta al latte caldo

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Biscottini Linzer

I famosissimi biscottini Linzer sono deliziose frolle alla mandorla farcite di marmellata e leggermente speziati, “cugini” dell’ancor più celebre crostata.

La Linzertorte nasce addirittura nel Settecento nella città austriaca di Linz, appunto, ed è diventata nel tempo un classico della pasticceria mitteleuropea. I biscottini Linzer sono una sua variazione giocosa e sono chiamati anche “Occhi di Linzer” se di forma rotonda.

Per la farcitura vi consiglio di optare per una confettura di frutti rossi (mirtilli, ribes neri, lamponi, more), così da smorzare la dolcezza e la burrosità della frolla. L’ideale è farcire i biscotti, ben freddi, poco prima di servirli, per evitare che la confettura vada ad inumidire troppo la frolla.

biscottini Linzer

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