Spaghetti al pomodoro con capperi bottarga e Pachino caramellati

Ormai ci ho rinunciato!

Nonostante cambino le scadenze e si sia anticipata l’apertura delle danze, anche questo mese arrivo all’ultimo con la ricetta per l’MTChallenge che questa volta, complice Paola e la sua Napoli, ha stupito e fatto emozionare davvero tutti e fatto emettere più di un gridolino di gioia…

“‘O spaghetto ca’ pummarola“. Roba con cui non si scherza affatto, insomma!

La pasta tutta è la nostra cifra distintiva in quanto abitanti di questa bella – e un po’ matta – penisola, un ingrediente fondamentale di quella dieta mediterranea che tutti ci invidiano, croce e delizia per chi sostiene che sia colpa di spaghetti, fusilli e rigatoni se i jeans tirano un po’ in vita e i bottoni della camicia restano allacciati a fatica, porto sicuro quando la dispensa piange, il frigo è vuoto e di voglia di uscire per fare la spesa non se ne ha nemmeno un po’.

Non potrei mai immaginare una vita priva della gioia regalata da un bel piatto di pastasciutta. Mai! Toglietemi pure tutto il resto (lasciando, magari, giusto un po’ di tiramisù! 😆 ) ma non vietatemi di prepararmi un’amatriciana succulenta, una linguina col pesto o una pirofila di filante pasta al forno.

Dopo attente riflessioni e cercando di rispettare quel “less is more” diventato ormai sacrosanto mantra della community, ho deciso di preparare degli spaghetti al pomodoro con capperi, bottarga di muggine e Pachino caramellati in padella. Semplici, sapidi e saporiti.

Spaghetti al pomodoro con capperi bottarga e pachino caramellati

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Torta con mascarpone, caffè al cardamomo e pistacchi

Come promesso, nell’ultimo giorno utile per partecipare alla sfida dell’MTChallenge di questo mese lanciata da Caris,ecco la mia seconda proposta a base di Pan di Spagna firmato Iginio Massari.

Dopo un dolce un po’ più classico come quello di ieri, ricco di preparazioni classiche come la crema chantilly al limone e la bagna al limoncello, vi tento oggi con una torta un pochino meno usuale, che propone un gusto di una spezia poco conosciuta ed utilizzata qui da noi (il cardamomo), andando ad unirla al sapore forte del caffè, al goloso mascarpone e a croccanti pistacchi tostati.

L’idea l’ho mutuata, con qualche piccola modifica, da Delia Smith e dalla sua Coffee and Cardamom Cake with Pistachios, una torta che volevo provare da tempo immemore e che mi aveva colpito al primo sguardo quando ho sfogliato il libro che la contiene per la prima volta. La versione originale prevede l’aggiunta di cardamomo e di pistacchi tritati all’impasto della base, oltre che il loro utilizzo nella farcia e nella bagna. Io, però, come sapete, avevo già a disposizione una delle due basi di Pan di Spagna classico ottenute dimezzando le dosi della ricetta fornitaci da Caris e non ho avuto purtroppo tempo di prepararne una seconda versione facendo queste piccole aggiunte.

Sarà per la prossima volta!

Ma vi assicuro che, anche così, questa torta con mascarpone, caffè al cardamomo e pistacchi è buonissima, fresca e dal gusto particolare.

 torta con mascarpone, caffè al cardamomo e pistacchi a little place to rest

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Pan di Spagna con chantilly al limone e gelée alle fragole

Per farmi rimettere seriamente ai fornelli in questo periodo un po’ problematico e confuso c’è stato bisogno della mia scuola di cucina preferita, quella dell’MTChallenge, che questo mese, dopo la sfida sulla pasta brisée, ci ha dato la possibilità di metterci alla prova con un’altra base imprescindibile e con un paio di mostri sacri della pasticceria: il Pan di Spagna secondo le ricette di Iginio Massari e Leonardo Di Carlo. Tutto ciò grazie a Caris, vincitrice della sfida di Marzo, che con grande generosità ci ha messi a parte dei segreti appressi durante un corso del Maestro Massari (nientepopodimenoche!), scrivendo un post da incorniciare in quanto a chiarezza, attenzione al dettaglio, puntualità e precisione. Quando l’ho letto sono rimasta basita. Chapeau.

Le sfide dell’MT e tutto quello che ruota loro intorno in fatto di condivisione di saperi stanno diventando sempre più un’occasione imperdibile di ampliamento dello sguardo e della mente, in grado di stravolgere totalmente le mie percezioni e le mie convinzioni. Era successo, in passato, con il babà, un dolce che ero sempre stata convinta di non amare e che, invece, reputo oggi l’ottava meraviglia del mondo ed è successo un po’ anche con il Pan di Spagna, visto che fino ad oggi per me l’unica ricetta possibile era quella della mia nonnina Ida, che custodisco gelosamente in un vecchio quadernino. Ora, la ricetta della nonna resta validissima e a prova di bomba, ma, ovviamente, grazie alle tecniche apprese in questo mese di studio, mi sento molto più sicura e ferrata sull’argomento!

Durante il week-end appena trascorso ho cercato, così, di rendere giustizia a questa stimolante sfida scegliendo, tra le diverse versioni proposte da Caris, la ricetta classica del Pan di Spagna di Massari con montaggio a freddo, facendomi ispirare poi per la scelta delle altre componenti del dolce da un altro grande della pasticceria, Luca Montersino.

Il mio Pan di Spagna con chantilly al limone e gelée alle fragole non è sicuramente un dolce innovativo o particolarmente audace e la sua decorazione è davvero casareccia. Nonostante ciò, sono contenta di aver provato a realizzare preparazioni per me nuove, soprattutto la gelée, e di aver avuto modo di seguire diverse preparazioni così come raccontate e spiegate da professionisti del settore.

Ho dimezzato le dosi della ricetta fornitaci da Caris e ho cotto l’impasto in due teglie (una da 18 cm e una da 22 cm), ottenendo così due basi (spero di riuscire, domani, a postarvi anche la seconda proposta!). Con l’avanzo di chantilly al limone ottenuto con le dosi che indicherò ho riempito cinque ciotoline foderate in precedenza con qualche biscotto secco sbriciolato per ottenere un velocissimo dolcino al cucchiaio.

Pan di Spagna con chantilly al limone e gelée di fragole a little place to rest  Leggi la ricetta

A l’Enoteca Le Case con Chic – Charming Italian Chef

Un’assolata giornata primaverile e la sempre affascinante e accogliente location de l‘Enoteca Le Case di Macerata hanno fatto da sfondo, pochi giorni fa, alla prima tappa del 2015 di “In The Kitchen Tour“, originale iniziativa itinerante promossa dall’associazione CHIC – Charming Italian Chef.

Di che si tratta? È presto detto: per una giornata chef provenienti da diverse zone d’Italia si ritrovano nella stessa cucina per dare vita ad una sorta di jam session culinaria in grado di raccontare ed esaltare le eccellenze del territorio, a loro volta presentate e spiegate dagli stessi produttori ed esposte in una sorta di piccolo mercato.

Erano presenti alcuni tra i migliori chef delle Marche ma anche colleghi arrivati dall’Abruzzo e dall’Emilia-Romagna, alcuni a me già noti e i cui piatti ho già avuto modo di assaggiare, altri che conoscevo solo “di fama”. Impossibile citarli tutti in questa sede ma sappiate che chi scrive ha la serissima intenzione, piano piano, di sedere nei loro ristoranti e di raccontarvene con la dovuta attenzione.

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Una piccola parte degli chef presenti

Invitata per raccontare l’evento, ho avuto modo di curiosare tra gli stand dei produttori e di assistere alla creazione dei piatto in una cucina pullulante di professionisti competenti e appassionati guidati dal padrone di casa, lo chef 1 stella Michelin Michele Biagiola, di cui vi avevo già raccontato qui.

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