Pasta, pesto, mandorle, radicchio

A volte quando i piatti nascono per pura casualità, risultano essere i più buoni di sempre. Il mio caso riguarda questa pasta al pesto eco di mandorle e radicchio. Non credevo che il connubio di questi due ingredienti potesse risultare così eccellente. Inoltre la preparazione è anche semplice e piuttosto veloce. Senza dimenticare la cucina a impatto zero che mi sta a cuore, per cui utilizzeremo solo foglie esterne, che di solito scartiamo. Ricordate: non si butta via niente.

Ingredienti:

  • 160 g di pasta tipo farfalle
  • 150 g di foglie di radicchio di scarto (più esterne)
  • 3 cucchiai di panna di soia (o altro tipo vegetale)
  • 2 cucchiai di formaggio grattugiato
  • 2-3 cucchiai di mandorle pelate
  • 1 scalogno piccolo
  • 1 cucchiaio d’olio evo
  • sale
  • pepe

Procedimento:

Tagliare la cipolla e il radicchio a julienne, lasciando il radicchio a bagno nell’acqua fredda per 5 minuti, per eliminare leggermente parte dell’amaro ( l’altra parte ci serve!), mentre la cipolla va fatta soffriggere in padella con il cucchiaio d’olio.
Asciugare bene il radicchio ed unirlo alla cipolla.
Continuare la cottura per 8 minuti circa, aggiungendo un goccino d’acqua, sale e pepe.
Intanto buttare la pasta.
Dividere il radicchio in due parti. La prima la frulliamo in un mixer con le mandorle, il formaggio, la panna, il sale ed il pepe. La seconda la conserviamo qualche minuto.
Riunire il tutto in padella con la pasta, saltare qualche minuto, aggiungere ancora una spolverata di pepe e servire bollente.

 

IL MIO ABBINAMENTO

SYRAH SCHIETTO 2009

Si racconta il produttore:  “Questa bottiglia di Syrah è inserita nella linea Schietto, linea di monovitigni, quindi Syrah al 100%. Strutturalmente molto diverso dal primo con l’etichetta rossa, ne produciamo 12.000 bottiglie.Ogni Syrah viene coltivato in azienda in maniera diversa, a seconda della destinazione dell’uva, quindi queste uve provengono da una zona più assolata rispetto al primo ma hanno una resa per pianta molto diversa, al fine di assicurarci quella concentrazione che renderà questo vino pronto per riposare un anno in piccole botti di rovere, utilizzate in precedenza per il nostro terzo Syrah.
È singolare l’inizio della produzione di questa bottiglia. Quando nel 1996 ho piantato diversi appezzamenti di Syrah, immaginavo di produrne solo due diverse tipologie, con caratteri e caratteristiche ben diverse l’uno dall’altro: il primo come vino da wine bar e il secondo più strutturato, con un passaggio non invasivo dal legno. E così ho fatto.
Al momento degli assaggi invernali, mi sono reso conto che da una piccola vasca, la cui uva era di un solo appezzamento, era stato prodotto del vino diverso e questo fu messo da parte per diventare poi il terzo Syrah, cioè la nostra riserva, mentre il rimanente è diventato lo Schietto Syrah.È un Syrah importante ma gentile allo stesso tempo, con note di frutti di bosco che lo rendono elegante. Questo vino viene prodotto ogni anno, anche se la riserva non è assicurata.”
Voglia di strafare in questo vino.
Risultato ben riuscito. Il vino è rosso cupo che trasmette direttamente in bocca aromi di spezie e pepe verde, frutta rossa già confettura, rosa appassita,  balsamicità di eucalipto. In bocca esplode lungo il palato di tutta la sua ricchezza e polposità, i supi tannini e la sua sapidità.

2 comments on “Pasta al pesto eco di mandorle e radicchio”

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